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FNOPI AGLI AVVELENATORI DEI POZZI

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Siamo intervenuti anche ultimamente sul ruolo dei fake (utente di  newsgroup, forum o chat, che falsifica la propria identità, tenta di cammuffarsi, mente sulla propria condizione, che danneggia la reputazione di qualcuno o di ottenere qualche vantaggio), dei troll (utente di una comunità virtuale, solitamente anonimo, che intralcia il normale svolgimento di una discussione inviando messaggi provocatori, irritanti o fuori tema), dei flame (messaggio offensivo o provocatorio inviato da un utente di una comunità virtuale all’intera comunità). Il caso “Alessandra Ferrari” docet.
L’utilizzo sotto mentite spoglie del discredito, del dileggio, della provocazione a prescindere quale arma di rivalsa personale piuttosto che di politica professionale attraverso un confronto alla luce del sole, è quanto di più illogico la fase storica richieda e non si può che prenderne le distanze da chi le propone e da chi le consente e le autorizza.
Si possono, e si devono, mantenere punti di vista differenti senza tracimare nel pessimo gusto e nella bassa qualità delle interlocuzioni. (ndr)
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FSI USAE SULLA RIFORMA FORNERO: NOI CI SIAMO

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FSI-USAE:  RIFORMARE LA FORNERO E RIPORTARE IL REQUISITO PENSIONE A QUOTA 100?  CONDIVIDIAMO AL CENTO PER CENTO.

Si parla molto di una riforma della legge Fornero con l’introduzione del requisito a parametro 100; anche se con due diverse soglie minime di accesso al parametro, o i 64 anni per l’eta (a cui dovrebbero sommarsi quindi i 36 anni di contributi) oppure i 41 anni di contributi versati con la corrispondente età anagrafica per raggiungere quota 100 per l’appunto. Se ne è parlato anche a Venezia in casa  FSI-USAE.

“Condividiamo un provvedimento del genere al cento per cento”,  dice Adamo Bonazzi, il Segretario Generale della FSI-USAE a margine dell’incontro con i quadri del sindacato del Veneto che dice anche continuando “è  prima di tutto una  questione di giustizia sociale. La legge Fornero è,  infatti, solo l’ultimo dei provvedimenti che in nome dell’austerità e del risparmio ha tradito il patto sociale con almeno due generazioni di lavoratori. Persone che per una vita hanno versato i contributi. 

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TRA DISUGUAGLIANZE E MODELLI E FUNZIONALI, E’ ASSENTE IL TERRITORIO,

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Rapporto CREA Sanità  – Mangiacavalli (FNOPI): “Ancora una volta il grande assente è il territorio”

“Siamo ancora difronte alla questione Nord-Sud nell’assistenza. E questa volta sul piano delle performance dei servizi sanitari giudicate da utenti, Istituzioni, professioni sanitarie, management aziendale, industria medicale. Un peso ancora più severo visto che si tratta di chi è in prima linea ogni giorno nell’assistenza e di chi l’assistenza la riceve. E per questo i dati dovrebbero far pensare di più al cambio di modello di assistenza sanitaria ormai indifferibile nei fatti oltre che nella sostanza. Un giudizio che rende ineluttabile la necessità di evitare disuguaglianze e soprattutto di pensare a un nuovo modello più funzionale di assistenza”.

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FNOPI SULLE LISTE D’ATTESA: COLLABORARE PER LE GIUSTE SOLUZIONI

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COMUNICATO STAMPA FNOPI: Liste d’attesa, le proposte degli infermieri. Mangiacavalli (Fnopi):  “Il ministro ha ragione. Siamo disponibili a collaborare per le soluzioni migliori”

Ha ragione il ministro Grillo: i primi problemi da risolvere sono quelli che hanno i cittadini e i principali interlocutori da attivare sono senza dubbio le Regioni.

E una delle questioni da chiarire e risolvere, dopo il pieno soddisfacimento dei loro bisogni di salute, riguarda  le liste di attesa che non solo penalizzano spesso i più fragili, quelli che non possono ricorrere a strutture diverse dal pubblico, ma esasperano anche gli animi di chi resta ore fuori del pronto soccorso o in attesa di un intervento, con reazioni spesso aggressive ai danni dei professionisti.

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NESSUNO TOCCHI IL SERVIZIO SANITARIO PUBBLICO

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COMUNICATO STAMPA

 Studio Censis-Rbm, FNOPI: “Nessuno tocchi il Servizio sanitario pubblico”

Nessuno metta in dubbio e in forse il Servizio sanitario pubblico. Soprattutto non lo faccia modellando dati che numerosi, illustri, centri di ricerca hanno già spiegato nella loro analiticità, creando allarmi che in realtà non ci sono e non ci devono essere.

Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle Professioni infermieristiche, il più numeroso d’Italia con oltre 445mila iscritti,  prende posizione sui dati Censis-Rbm che attribuendo 40 miliardi di spesa ai cittadini per le cure, hanno anche parlato della possibilità di alternative come le assicurazioni sanitarie per far fronte al de-finanziamento del sistema da cui deriverebbe la spesa privata di chi è “costretto” a metter mano a risorse proprie per le prestazioni che il servizio pubblico non erogherebbe più.

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447 MILA INFERMIERI AL NUOVO GOVERNO E AL NUOVO PARLAMENTO: SVILUPPO DELLE COMPETENZE

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La Fnopi scrive al nuovo Governo e al nuovo Parlamento: ecco le richieste dei 447mila infermieri

“Mancano Professionisti, mancano anche gli infermieri, tutti lanciano il loro grido di allarme, nessuno si sottrae. A mancare, però, è soprattutto un serio ed equilibrato rapporto tra i professionisti che si realizzi attraverso lo sviluppo delle competenze”

Così la Federazione nazionale degli Ordini degli infermieri che rappresenta oltre 447mila professionisti ed è l’Ordine più grande d’Italia si rivolge al nuovo Governo nel giorno del suo giuramento e al Parlamento eletto il 4 marzo con una lettera (in allegato) a firma della presidente Barbara Mangiacavalli.

“Il Paese si legge – ha bisogno di infermieri e di infermieristica. Eppure il Ssn vede un costante decremento del numero di professionisti in Sanità e conseguentemente una sempre minore capacità di rispondere ai bisogni di salute della popolazione. Su questa impostazione la comunità degli infermieri chiama a un confronto esplicito la politica Nazionale e Regionale”.

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COMPETENZE SPECIALISTICHE: LA NEBBIA AGLI IRTI COLLI?

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Una storia infinita

(http://www.fnopi.it/ecm/rivista-linfermiere/rivista-linfermiere-page-43-articolo-510.htm)

Una carriera professionale al pari di quella gestionale è ora possibile per la professione infermieristica: è un obiettivo che viene da lontano e che ha percorso oltre trent’anni per arrivare non dico al traguardo ma alla reale possibilità che si inizi ad attuarlo.

Addirittura questo era già possibile nei contratti di lavoro degli ospedalieri prima dell’attuazione della legge di riforma sanitaria e del nuovo contratto del personale del SSN che partiva dalla scelta sindacale errata e da tempo rinnegata dell’infermiere unico e polivalente, scelta scellerata e subalterna che negava la complessità e la ricchezza professionale dell’infermieristica e presupponeva che un infermiere potesse indistintamente essere spostato indistintamente da un reparto all’altro…

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FNOPI PER LO SVILUPPO DELLA SANITA’ TERRITORIALE

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Assistenza della cronicità al palo e cittadini senza risorse: le proposte degli infermieri

 

“Non ci stupiscono i dati rilevati nel Rapporto di Cittadinanzattiva ‘Cittadini con cronicità, molti atti , pochi fatti’: è da tempo ormai che la Federazione degli infermieri sta agendo e sta cercando di far agire le istituzioni che ne hanno la responsabilità nel senso di dare un nuovo sviluppo all’assistenza sul territorio. E lo fa  proprio per quelle fasce più deboli della popolazione che hanno denunciato nell’81,5% dei casi, secondo il Rapporto, l’assenza di considerazione per i bisogni psicosociali dell’individuo, al quale , famiglia e caregivers compresi, non è garantito nel 73,8% dei casi alcun sostengo e coinvolgimento educativo oltre che di assistenza clinica.”

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FNOPI ALLA STAMPA OSTAGGIO DI ERRORI MEDIATICI, TITOLI AD EFFETTO, SUPERFICIALITA’ PROFESSIONALE

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Gentile Direttore, gentile Responsabile,

come ho già avuto modo di scrivervi poco meno di tre anni fa, noi infermieri iscritti a questa
Federazione siamo a volte oggetto di errori mediatici che suscitano grande imbarazzo e
risentimento nei professionisti: il termine “infermiere” è utilizzato a vario titolo per indicare
operatori di altre professionalità quando questi compiono atti e, spesso, illeciti o reati di varia
natura. In sostanza nel mondo sanitario sembrano esistere solo due categorie professionali da citare per i media: medici e infermieri.

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FNOPI E VIOLENZE SUI LUOGHI DI LAVORO: NON SIAMO NE’ BERSAGLIO NE’ CAPRO ESPIATORIO

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Sono ormai quasi quotidiane le notizie di aggressioni, anche gravi,  a personale sanitario durante lo svolgimento del loro lavoro e per questo la Federazione nazionale delle professioni infermieristiche, Fnopi, parte attiva dell’Osservatorio per la sicurezza e la prevenzione della violenza sugli operatori sanitari, istituito al ministero della Salute, in un primo piano sul suo sito istituzionale www.fnopi.it, prende posizione e, attraverso l’azione che tanti Ordini provinciali stanno già mettendo in campo da tempo, non ha intenzione di lasciare solo nessun collega.

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