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Federazione Nazionale IPASVI

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NASCE LA CONSULTA DELLE ASSOCIAZIONI DEI PAZIENTI E DEI CITTADINI

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23 giugno 2017 – COMUNICATO STAMPA – La Federazione nazionale degli infermieri tiene a battesimo
la “Consulta permanente delle associazioni dei pazienti e cittadini”

Pazienti e cittadini si alleano con gli oltre 447mila infermieri che operano in Italia e danno vita alla “Consulta permanente delle associazioni dei pazienti e cittadini” che si è insediata oggi a Roma presso la Federazione nazionale Ipasvi, a cui hanno aderito – per il momento: le iscrizioni sono aperte –  oltre 30 associazioni di malati.

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FNC IPASVI: GIU’ LE MANI DALLE TASCHE DEI CITTADINI ITALIANI. NO AL SUPERTICKET

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Ipasvi: No al superticket. La Federazione infermieri a favore della petizione di Cittadinanzattiva

“Il superticket è una delle tante tasse emergenziali che caratterizzano i bilanci italiani. E come tutte queste tasse una volta inserito non se ne va più. Il fatto è che non ha portato risultati economici significativi e che già molte Regioni hanno chiesto di poterlo abolire, ma poiché è una decisione introdotta con una legge nazionale, solo una legge nazionale può toglierlo”.

Il giudizio è di Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale dei Collegi Ipasvi che raccoglie gli oltre 440mila infermieri che operano in Italia

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VENTICINQUE ANNI DI 12 MAGGIO, VENTICINQUE ANNI DI PROGRESSIONE PROFESSIONALE

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Venticinque anni fa l’infermieristica ha cambiato faccia.

Nel 1992 i primi mille studenti hanno varcato le soglie dell’Università per frequentare i corsi di diploma universitario per infermiere, avviati in 18 Atenei italiani. L’ingresso della formazione nell’Università è il punto d’arrivo di un decennio di battaglie portate avanti da tutta la professione per adeguare i percorsi formativi al ruolo di grande responsabilità svolto dagli infermieri in ogni struttura del sistema sanitario italiano e per entrare a pieno titolo in Europa.  Venticinque anni fa, alla fine del 1992, viene emanato il Dlgs 502 (poi 517) che, oltre a definire le competenze dell’Università, delle Regioni e delle aziende del Ssn in materia di formazione infermieristica, stabilisce come requisito per l’accesso alle scuole a ai corsi il possesso del diploma di scuola secondaria superiore di secondo grado di durata quinquennale. Un percorso che si concluderà nel 1996/97 con il passaggio definitivo di tutta la formazione di base in ambito universitario che nel 2000 sarà una laurea triennale e poi specialistica.

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371 MILA INFERMIERI IN ATTIVITA’, PARI AL 47% DELLA FORZA LAVORO IN SANITA’

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Gli infermieri – oltre 440mila di cui 371.000 in attività, più del 47% della forza lavoro in sanità  – godono di una elevata stima da parte degli italiani: l’84,7% dei cittadini dichiara di fidarsi degli infermieri; ad avere più fiducia sono gli ultrasessantacinquenni (90,1%), i residenti al Nord-Est (87,3%), le persone che vivono sole (89%), le famiglie con ultrasettantenni (84,7%), le famiglie con minori (82%).

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FNC IPASVI SU VACCINI E VACCINAZIONI: INFORMARE SECONDO LA DEONTOLOGIA

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3 maggio 2017 COMUNICATO STAMPA – Vaccini, Mangiacavalli (Ipasvi): “Il dovere degli infermieri è tutelare la salute, difendere e informare i pazienti secondo scienza e deontologia”

Il problema delle vaccinazioni sta allargando i suoi orizzonti e si sta trasformando in un vero e proprio vulnus per la salute pubblica. Tanto che l’intervento del ministero della Salute ha ampliato il numero di vaccini gratuiti e le Regioni stanno rivalutando l’obbligatorietà della vaccinazione soprattutto per quanto riguarda l’accesso alle scuole.

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MENO 18.516 STUDENTI INFERMIERI SUL FABBISOGNO FORMATIVO. NE CONCEDERANNO 14.000?

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Per il prossimo anno accademico servirebbero 18.516 iscrizioni ai corsi di laurea in infermieristica. È questa la proposta al rialzo sostenuta dalla Federazione nazionale dei collegi Ipasvi all’incontro tecnico che si è svolto la scorsa settimana al ministero della Salute in vista dell’accordo sui fabbisogni formativi relativi alle professioni sanitarie, che dovrebbe arrivare al dunque entro aprile. Sul fonte del nursing è previsto un aumento nei prossimi 13 anni della domanda di infermieri da 370mila a 440mila nei servizi pubblici.

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LA PROFESSIONE INFERMIERISTICA NELL’INFORMAZIONE SU COME AFFRONTARE IL DOLORE

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Dolore e legge 38/2010: gli infermieri pronti a scendere in campo per informare i pazienti su come possono affrontarlo. “La cultura del sollievo è non solo una necessità per soddisfare i bisogni dei pazienti più fragili, ma un dovere morale per gli infermieri. E fare si che essa si propaghi e venga compresa è un compito non solo meritorio dal punto di vista umano, ma professionalmente caratterizzante per chi, come gli infermieri, ha deciso di dedicare la sua vita al prendersi cura”.

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FNC IPASVI E LA SPADA DI DAMOCLE DELLE DETERMINAZIONE OMCEO BOLOGNA

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13 marzo  2017  COMUNICATO STAMPA Emergenza 118 a  Bologna, Mangiacavalli (Ipasvi): “Le scelte dell’Omceo sono una spada di Damocle sulla testa di professionisti competenti e di alta qualità”. “Sta assumendo toni davvero preoccupanti la per la programmazione e la gestione della sanità regionale e per la qualità del servizio erogato, finora ad altissimi livelli, la scelta dell’Ordine dei medi ci di Bologna di sanzionare con la sospensione di qualunque medico, qualunque ruolo esso svolga, che renda possibile la presenza sui mezzi di soccorso di infermieri, sia pure in stretto collegamento e  in rete con i medici del 118.

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TURNISTICA, DOTAZIONE ORGANICA, INVECCHIAMENTO: C’ERA UNA VOLTA L’INFERMIERISTICA…

INFERMIERIVALORI

Turni massacranti, organici depauperati, personale che invecchia. E’ il quadro in cui operano gli infermieri italiani, che mette a rischio la loro professionalità e la
salute dei pazienti. E’ la denuncia della presidente della Federazione Ipasvi, Barbara Mangiacavalli, che ha inviato una lettera al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, con la richiesta di un suo immediato e risolutivo intervento, sul piano dell’organizzazione del lavoro, per evitare che si ripetano fatti come quelli recenti di
Perugia e Ancona “in cui infermieri ormai prossimi alla pensione sono stati licenziati o inviati davanti alla commissione disciplinare per non essere fisicamente riusciti ad adempiere in pieno non al loro dovere, ma alla mole di lavoro extra di cui sono caricati oggi i professionisti sanitari per la carenza di organici nelle strutture sanitarie”.

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