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Aziende Sanitarie

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SPARANO SULLA CROCE ROSSA: RAZZIA DI SONDE, CANNULE, ELETTROMEDICALI IN ASL FR

INDAGINI

Furto al poliambulatorio della Casa della Salute di Pontecorvo: stop alle visite diagnostiche e caos tra gli utenti rimandati a casa senza aver fatto le visite.Rubate sonde, cannule e occhiali utilizzati dai medici per eseguite esami diagnostici tramite ecografie, ecodoppler ed esami visivi. Sull’accaduto indagano i carabinieri della stazione di Pontecorvo.
Il danno subito dalla Asl di Frosinone si aggirerebbe sui 25 mila euro.

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ACCOZZAGLIA ALL’OSPEDALE DI CASERTA: TUTTI I FALSI DIPENDENTI GESAP

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Come già espresso i giorni scorsi, tra lo spaghetto alle cozze del Cardarelli e l’accozzaglia di amministratori pubblici contenuta nell’ordinanza del giudice su ASL CASERTA, preferiamo annichilire l’accozzaglia e lasciare in santa pace la cardarel cusine e il suo chef.

Da casertace.it. Tutti i falsi dipendenti dichiarati dalla Gesap nel contratto. L’illuminante comportamento di Caterina Cusano

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C’E’ DA PORTARE UN CUSCINO IN OSPEDALE

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Non ci sarebbe nemmeno niente da ridere pur con una lettura ferragostana del fatto. Un paziente ricoverato in una corsia d’ospedale chiede un cuscino supplementare, non disponibile in quel contesto. Come rispondono dal management aziendale al disguido e/o sul disguido?

Opzione 1) “E’ un periodo critico. Verificheremo”;

Opzione 2) “Situazione complessa e di difficile soluzione”.

Di difficile soluzione???

Un cuscino richiede quindi tempo e forse, per la complessità del caso, (in penne d’oca? lattice? gommapiuma? schiuma poliuretanica? memory foam?) sarà complesso renderne uno disponibile prima della dimissioni dell’assistito. Senza parole. Le scuse all’utente non sono sufficienti.

 

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ASL LANCIANOVASTOCHIETI: NESSUNA CHIUSURA DELLA CHIRURGIA PO ORTONA

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Non c’è nessun rischio di “chiusura definitiva” della Chirurgia nell’Ospedale di Ortona, come si legge su organi di informazione che riportano valutazioni approssimative e poco informate di un consigliere comunale. La certezza è invece che la Asl Lanciano Vasto Chieti ha deciso di potenziare le attività chirurgiche e ha disposto a tal fine i lavori di adeguamento della Centrale di sterilizzazione, che serve proprio a garantire i pazienti eliminando i rischi di contaminazione degli strumenti chirurgici e delle attrezzature medicali. Se la Asl avesse intenzione di chiudere le attività chirurgiche, semplicemente non avrebbe investito su di esse e non avrebbe fatto eseguire i lavori.

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CAUSA LEGALE CONTRO ULSS ROVIGO PER UN CONTRATTO A PROGETTO CHE E’ ANDATO OLTRE…

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Una questione delicata, un contenzioso in diritto del lavoro per il quale l’azienda sanitaria Ulss 5 Polesana di Rovigo ha scelto di tutelarsi al meglio. Una ex collaboratrice con contratto a progetto sostiene che le sue mansioni sono andate oltre quanto consentito da questa tipologia di rapporto di lavoro, domandando quindi il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato, con tutto ciò che ne consegue in termini di trattamento economico

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CONFLITTO D’INTERESSE, AUTORIZZAZIONI, SOSPENSIONE DAL SERVIZIO: IL CASO ASP 5 MESSINA

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L’infermiera è una dipendente dell’Asp 5 ed è anche la presidente di un’associazione locale di donatori di sangue, ma avrebbe assunto tale incarico senza aver richiesto all’Azienda sanitaria provinciale l’autorizzazione per ricoprire ruoli extra-istituzionali. Da qui la sospensione dal servizio.

«Considero tale provvedimento significativamente grave, in quanto viziato sotto il profilo giuridico-normativo, nonché sotto il profilo etico e della ragionevolezza- scrive Giuffrida in una nota inviata a Insanitas a sostegni della dipendente dell’Asp- La legislazione vigente in materia di pubblico impiego non prevede obblighi autorizzativi per incarichi come quello ricoperto dalla dipendente, la quale svolge la carica associativa a titolo gratuito, senza ricevere alcuna retribuzione e in assenza di qualsivoglia profilo di incompatibilità con la propria attività lavorativa, non configurandosi alcun potenziale conflitto di interessi con l’Azienda Sanitaria».

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ASP SIRACUSA ASSUME 234 MEDICI, 68 INFERMIERI, 18 AMMINISTRATIVI, 29 ALTRE PROFESSIONI

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Siracusa – Ammonta a 234 unità il fabbisogno del personale medico all’Azienda Ospedaliera siracusana. Lo ha stabilito il nuovo piano triennale 2017-2019 approvato dall’Asp 8 con delibera del 30 giugno. Un fabbisogno che sarà coperto attraverso le procedure di reclutamento del personale delle aziende sanitarie, sbloccato di recente dall’assessorato regionale alla Salute. Con il piano triennale del fabbisogno delle aziende, infatti, l’assessorato ha predisposto per l’Asp 8 di Siracusa l’assunzione di 500 unità sia nel settore medico che in quello infermieristico.

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ATS SARDEGNA: UN UOMO SOLO AL COMANDO?

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CAGLIARI. Il primo atto aziendale dell’Asl unica è pronto e, in una tabella, c’è scritto quello che si sapeva da tempo: negli ospedali il numero dei primari, sono loro a essere al vertice delle strutture complesse, scenderanno da 216 a 156. Non è un taglio ma una rimodulazione – fanno sapere dall’Azienda – «in base ai criteri previsti dal ministero e alle direttive decise dalla Regione». Nei giorni scorsi, l’ultima bozza dell’atto aziendale – destinato nei fatti a ridurre il deficit della sanità – è stato presentato dal direttore generale Fulvio Moirano ai sindacati. Dall’altra parte del tavolo sono arrivate diverse osservazioni, alcune raccolte, e a quel punto la firma definitiva è stata rinviata al 14 agosto. Subito dopo l’atto aziendale dovrà passare al vaglio della giunta, così come quelli presentati dalle altre tre aziende: le due universitarie di Sassari e Cagliari e il Brotzu.

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DIRETTORE SANITARIO ASL ROMA 5 MAI BOCCIATA, MAI RISPESCATA E AL POSTO GIUSTO NEL MOMENTO GIUSTO

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 “Con riferimento a quanto pubblicato in data 5/8/2017 sul quotidiano “il Tempo” – sezione Sanità, pag. 17, dal titolo “manager ASL bocciata e ripescata” si rileva che la notizia così come pubblicata sul quotidiano è del tutto infondata e gravemente lesiva dell’ immagine personale e professionale della scrivente Simona Amato.

In particolare, nell’articolo si afferma che;
1. “Simona Amato nuovo direttore sanitario ASL Rrn 5, la più grande della provincia ma a giugno dello scorso anno venne considerata non idonea dalla Regione”
2. “dall’esclusione per non idoneità a nuovo direttore sanitario dell’Asl Roma 5 nel giro di un anno. Un ripescaggio con doppio salto quello di Simona Amato che, nel giugno 2016, venne infatti bocciata dalla giunta regionale”
Come si evince, da quanto segue, si tratta di affermazioni false e infondate, dalle quali derivano accuse diffamatorie. Infatti:
1) La Regione Lazio non ha un albo di Direttori Sanitari;
2) Simona Amato, direttore sanitario ASL RM5, a giugno 2016, a seguito della D.G.R. n 647 del 25 novembre 2015 presentava nel dicembre dello stesso la propria candidatura all’elenco degli idonei alla nomina a Direttore Generale delle Aziende del Servizio Sanitario Regionale e degli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico di diritto pubblico. I requisiti di partecipazione alla candidatura di cui sopra sono previsti dall’art. 3 bis comma 3 d.lgvo 502/92 e sono relativi alla “esperienza dirigenziale almeno quinquennale, nel campo delle strutture sanitarie o settennale negli altri settori, con autonomia gestionale e con diretta responsabilità delle risorse umane, tecniche o finanziarie, nonché di eventuali ulteriori requisiti stabiliti dalla Regione ‘1.
“Gli eventuali ulteriori requisiti stabiliti dalla Regione” sono stati identificati dalla Commissione di Esperti istituita con Decreto del Presidente della Regione n. T00021 del 26 febbraio 2016, pubblicato dopo la scadenza del bando. Come evidenziato nella DGR 361/2016 – nel caso di specie – la commissione di esperti ha considerato in modo proprio le esperienze professionali sia in relazione alla loro durata, sia in relazione alle caratteristiche dimensionali delle strutture delle Aziende sanitarie regionali ove i candidati avevano espletato le loro funzioni, sia al percorso formaativo del candidato, con relativa attribuzione di punteggio e fissazione di un minimo valore necessario all’accesso all’Albo dei Direttori generali pari a 12. Da qui il giudizio di inidoneità della dr.ssa Amato alla iscrizione all’Albo dei Direttori generali della regione Lazio.
3) Deve quindi rilevarsi che invece i requisiti richiesti per il Direttore Sanitario sono previsti per la Regione Lazio dall’art 10 L. R. 9/2004 ,riprendendo l’art 3 del Decreto Legislativo 502/92, e sono limitati alla “esperienza almeno quinquennale di direzione tecnico-sanitaria in enti, aziende o strutture sanitarie pubbliche o private di media o grande dimensione”.
Di conseguenza, è evidente che l’esclusione dall’elenco dei direttori generali (per il mancato raggiungimento del quoziente 12 a seguito della parametrazione relativa alle dimensioni della struttura dove il candidato ha espletato le sue funzioni dirigenziali per almeno un quinquennio) non consente l’automatica deduzione della mancanza del possesso del requisito (minimo) della
esperienza dirigenziale quinquennale, unico requisito richiesto, assieme all’età, per la nomina del direttore sanitario.
È, inoltre, altrettanto evidente che il concetto del “ripescaggio” è assolutamente avulso dalla vicenda della scrivente, come di qualsiasi altro direttore sanitario che sia stato ritenuto escluso dall’elenco dei direttori generali, trattandosi di due carriere distinte con requisiti differenti.
Difatti, diversamente da quanto previsto per il Direttore generale, il direttore sanitario, nella Regione Lazio, non deve essere individuato tra gli iscritti ad un albo od elenco e, di conseguenza, è inconferente e offensivo il doppio riferimento fatto nell’articolo sopra citato – dapprima nel titolo (“manager ASL bocciata e ripescata”) e, poi, nel testo dello stesso (“Un ripescaggio con doppio salto quello di Simona Amato che, nel giugno 2016, venne infatti bocciata dalla giunta
regionale”).
Sembra appena il caso di soggiungere che alle conclusioni sopra evidenziate, chiunque sarebbe potuto giungere mediante una elementare consultazione della vigente normativa del settore e del curriculum vitae della dott.ssa Amato, pubblicato on line sul sito dell’Azienda.
Dal curriculum si evince inequivocabilmente che la dr.ssa Amato ha ricoperto l’incarico quinquennale di Direttore di Struttura complessa presso il Policlinico San Matteo IRCCS di Pavia nel periodo marzo 2008 – marzo 2013, e successivamente ha accettato l’incarico settennale di direzione di struttura complessa presso la ASL ROMA B e, in seguito all’accorpamento di
quest’ultima, ha ricevuto l’incarico quinquennale di struttura complessa presso la ASL ROMA 2 dal quale oggi è in aspettativa senza assegni a seguito della nomina a direttore sanitario.
Oltretutto la lettura del curriculum avrebbe anche dimostrato il possedimento all’atto dell’accettazione dell’incarico di direttore sanitario aziendale da parte della dr.ssa Amato del certificato di fonnazione manageriale, requisito richiesto dalla normativa vigente ma acquisibile entro 18 mesi dalla nomina”. 

“Il Tempo prende atto del chiarimento in merito alla nomina del direttore sanitario dell’Asl Roma 5. Ma, per completezza d’informazione, è giusto ricordare che, proprio alla direzione generale dell’azienda sanitaria, era stata chiesta una delucidazione in merito, con ben 2 messaggi di posta elettronica certificata, inviati in data 18 luglio e 3 agosto, ma lasciati senza alcuna risposta”. (Antonio Sbraga)

http://www.iltempo.it/roma-capitale/2017/08/09/news/manager-asl-ne-bocciata-ne-ripescata-1032613/

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ASL NAPOLI 3: UN ARRESTO

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Arrestato dirigente dell’Asl Napoli tre , responsabile dell’Unità operativa prevenzione collettiva 55 di Ercolano.

L’uomo avrebbe chiesto a un albergo della zona duemila euro per “Sanare” eventuali irregolarità, dopo un’ispezione.

L’indagine è coordinata dalla Guardia di Finanza. Infatti, il giovane albergatore invece di pagare ha chiamato la Finanza della tenenza di Massa Lubrense.

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