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Aziende Sanitarie

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ATS-ASSL CARBONIA, PUNTO NASCITA: MINISTRO, LE SCRIVO…

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Comune Carbonia, Provincia Sud Sardegna

Alla C.A. Ministro della Salute Roberto Speranza segreteriaministro@sanita.it

Alla C.A. Viceministro della Salute Pierpaolo Sileri seggen@postacert.sanita.it

Alla C.A. Presidente della Regione Sardegna Christian Solinas
presidenza@pec.regione.sardegna.it

Assessore alla Sanità Regione Sardegna Mario Nieddu
san.assessore@pec.regione.sardegna.it

Onorevole Mara Lapia
lapia_m@camera.it

Oggetto: Criticità relative al reparto di Ostetricia e ginecologia P.O. C.T.O. di Iglesias

Il 27 Ottobre 2016 è stato chiuso il punto nascite dell’Ospedale Sirai e trasferito al CTO di Iglesias.

Da allora, nelle precedenti riunioni della Conferenza territoriale sociosanitaria della ASSL 7 Carbonia, nel Consiglio comunale di Carbonia, nella stampa locale, nelle riunioni della
Conferenza Sociosanitaria territoriale, sono state evidenziate e in ultimo denunciate anche dagli operatori del settore (vedi lettera studio legale Loddo e Razzo, su mandato di alcuni
medici ginecologi operanti nella struttura di Iglesias, datata 26.06.2019) le criticità legate a questa operazione e derivanti da un ingiustificato e repentino  trasferimentodel reparto di
Ostetricia e Ginecologia da Carbonia a Iglesias.

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IL CAMBIO DIVISA IN USL UMBRIA? 4MILA EURO. FORSE.

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Infermieri hanno diritto a 4 milaeuro a testa per il cambio del camice: pronti a denunciare le Usl

Un rischio rimborsi per un totale di 16 milioni che pesa sul sistema sanitario regionale. Un ricorso collettivo appena avviato che potrebbe portare al collasso della sanità umbra. L’azione legale parte da Perugia ed è capitanata dal Cub, sindacato degli infermieri. Oggetto: riavere indietro i soldi per i tempi del cambio camice mai conteggiati negli orari di lavoro. Quindici dipendenti dell’Usl 1 hanno vinto la causa in via definitiva, due anni fa, riavendo indietro una media di quattromila euro a testa. Sono circa quattromila (dato della Regione) gli infermieri in Umbria che potrebbero attivare la stessa procedura.

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ULSS 5 POLESANA, FUMATA BIANCA: QUARANTA POSTI DI LAVORO SALVI

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Quaranta posti di lavoro salvi. E molti altri in arrivo. I sindacati della sanità pubblica polesana, anzi di quella veneta, tirano un enorme sospiro di sollievo. Salvi 40 operatori sociosanitari assunti dall’Ulss 5 Polesana (e moltissimi altri in Veneto, parliamo di qualche centinaio di lavoratori) dopo il rigetto del ricorso al tar contro le procedure di assunzione messe in campo dall’Azienda Zero per le Ulss venete.Centinaia di lavoratori erano schiacciati tra due grandi, enormi, problemi che, in sintesi, potevano trasformarsi della perdita del lavoro appena ottenuto.

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BOLLINO ROSA IN TRE OSPEDALI ASL BARI

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riceviamo e pubblichiamo

COMUNICATO STAMPA – Bari, martedì 7 gennaio 2019

La ASL Bari dalla parte delle donne: tre ospedali premiati con i Bollini Rosa Riconoscimento per i servizi dedicati realizzati  al “San Paolo” e “Di Venere” di Bari e al “Perinei” di Altamura

La ASL Bari si è fatta in tre per la salute delle donne. Tanti sono, infatti, gli ospedali che possono fregiarsi dei Bollini Rosa della Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere.

In questa edizione gli ospedali baresi premiati sono aumentati significativamente. Alla conferma dei 2 Bollini Rosa attribuiti al Presidio ospedaliero San Paolo di Bari, si aggiunge la novità dei 2 Bollini Rosa assegnati al P.O. della Murgia “Fabio Perinei” di Altamura e il Bollino Rosa attribuito al P.O. Di Venere di Bari, entrambi alla prima candidatura.

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NUOVO DG AUSL UMBRIA 2 TERNI

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Si è insediato questa mattina il nuovo commissario straordinario dell’Azienda Usl Umbria 2 dr. Massimo De Fino.

Classe 1960, nato a Sabaudia, in provincia di Latina e con esperienza professionale in Lucania, il manager sanitario ha voluto conoscere personalmente e salutare i dipendenti della sede centrale di Terni in viale Bramante.

Il dottor Massimo De Fino vanta un’esperienza di primo piano sia come manager distrettuale che come direttore sanitario, dal 2015 all’Azienda Sanitaria Locale di Potenza e dall’ottobre del 2019 all’Azienda Ospedaliera “Santa Maria” di Terni.

“Vorrei anzitutto ringraziare la Giunta Regionale dell’Umbria e la Presidente Donatella Tesei – ha dichiarato – per la fiducia accordatami in questa nuova sfida per consolidare e potenziare i servizi dell’Azienda Usl Umbria 2 e portare avanti l‘integrazione territorio-ospedale-territorio avviata dai miei predecessori”.

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CORRETTEZZA D’INFORMAZIONE SU ASL NAPOLI 1 CENTRO

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DIRETTORE GENERALE ASL NAPOLI 1 CENTRO
 COMUNICATO
«Come sempre accade ad inizio di anno tutti sembrano a caccia del primo nato, della prima aggressione e perché no, del primo scandalo. Meglio ancora se consumato tra Natale e Capodanno. Rammarica per  che in assenza di un fatto reale ci si spinga a piegare la realtà alle esigenze, e rammarica ancor più se questo viene fatto da una testata di grandissimo prestigio. Per rispetto della verità, ma ancor prima per il rispetto che tutti dovremmo avere nei confronti di chi sottrae tempo alla propria vita privata e alla famiglia per essere al servizio dei pazienti, ritengo sia necessario dire i fatti per quelli che sono.
Lasciando a ciascuno la possibilità di farsi la propria idea». È una critica aspra quella che Ciro Verdoliva (direttore generale dell’ASL Napoli 1 Centro), porta a certa stampa, «pronta a sacrificare la verità pur di proporre un titolo ad effetto». Nella giornata di oggi, infatti, uno dei tanti titoli sulla sanità campana recita: “Le vacanze in corsia in attesa di un esame”.
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ROTTAMAZIONE LETTI OSPEDALIERI IN USL AOSTA

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Un reparto dopo l’altro, l’Usl sta sostituendo tutti i letti dell’ospedale Umberto Parini di Aosta. I letti elettrici sono stati portati nel cortile interno e smaltiti da un camion con una ganascia, che li ha caricati nel cassone, distruggendoli.

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SAN CARLO POTENZA: – 74 INFERMIERI, – 50 OSS

CROCE

Il rischio paralisi è reale. Alcuni reparti dell’ospedale San Carlo del capoluogo lucano avrebbero deciso di sospendere i ricoveri. Il motivo? Mancanza di personale. In un contesto di organico già sottodimensionato rispetto alle esigenze operative, il più grande ospedale lucano si ritrova a fare a meno di 74 infermieri e di una cinquantina di Oss a partire dal 6 dicembre. Tutti avevano un contratto a tempo determinato che scadeva il 31 dicembre, ma l’assenza di fondi che la Regione avrebbe dovuto girare al San Carlo ha determinato l’anticipo sulla chiusura del rapporto di lavoro, con le lettere di «benservito» già recapitate agli interessati.

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ASSL CARBONIA: SINDACATO INFERMIERISTICO LESO DA INFERMIERI?

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Riceviamo e pubblichiamo

Dirigente Sindacale Territoriale NURSING UP

Cagliari 09/11/2019 A

Commissario Straordinario ATS Sardegna

Oggetto: Replica del Nursing Up all’articolo di “compartosanità.it” del 9 Novembre con titolo INFERMIERI LESI DAL SINDACATO INFERMIERISTICO.

Il Sindacato Nursing Up ha conquistato la massima rappresentatività a livello nazionale.

Lo scrivente Dirigente Territoriale Nursing Up Diego Murracino è un sindacalista con oltre venticinque anni di esperienza e impegno a tutela degli infermieri sardi, è componente della delegazione trattante di parte sindacale nella Ats Sardegna, nella Az.Brotzu e nella AOU di Cagliari. Chiunque interessato può ricercare sul web le iniziative Nursing Up a firma dello scrivente.

Al fine di tutelare gli infermieri del Reparto di Medicina del Sirai il Nursing Up ha scritto alla Direzione ATS, e inviato un comunicato stampa nel rispetto delle prerogative sindacali per le quali non necessita l’autorizzazione da parte di terzi compresi gli stessi infermieri.

Le relazioni sindacali avvengono tra i Dirigenti della Azienda e il sindacato, pertanto ci aspettiamo una risposta da parte della Direzione aziendale, coordinatori e infermieri non hanno titolo a relazionarsi e rispondere per conto della Direzione tanto meno inviare comunicati stampa contravvenendo peraltro alle disposizioni aziendali.

Passando alla sostanza, il Nursing Up ha denunciato a mezzo stampa il fatto che gli infermieri del reparto di Medicina del Sirai inseriscano nel sistema informatizzato le prescrizioni di esami ematochimici contravvenedo alla stessa circolare del Direttore sanitario della Ats che esplicita che si tratta di un atto medico non delegabile.

La questione è seria, la collaborazione tra medico e infermiere deve avvenire nel rispetto dei ruoli, nell’articolo pubblicato dal Compartosanità.it basato su una lettera della quale non è riportata l’identità dei firmatari, gli stessi ammettono di contravvenire alla disposizione della Direzione Sanitaria e di sostituirsi nell’utilizzo del sistema informatizzato previsto alla figura del medico.

Ci meraviglia leggere che esistano ancora gruppi di infermieri che hanno bisogno di recepire una circolare del Direttore Sanitario per venire a conoscenza dei confini delle competenze tra medici e infermieri, e l’idea che l’infermiere sia in alcune realtà ancora succube di una mentalità ancellare al servizio del medico è sconvolgente.

Si deduce che per alcuni infermieri non è ancora chiaro che l’inserimento delle prescrizioni nel sistema informatizzato è l’atto stesso di prescrizione con valore giuridico.

Per quale logica l’infermiere deve trascurare le proprie funzioni a danno della stessa assistenza per fare l’assistente personale del medico?

Il sindacato degli infermieri Nursing Up per le criticità in oggetto chiede un incontro sindacale urgente con il Commissario Straordinario della ATS Sardegna nel rispetto delle prerogative sindacali vigenti.

Diego Murracino
Lunga vita al Nursing Up Dirigente Sindacale Territoriale
NURSING UP

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ASSL CARBONIA: INFERMIERI LESI DA SINDACATO INFERMIERISTICO?

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Per un pugno di tessere, una associazione sindacale perde di credibilitá, fulminata sulla via di Damasco dalla “talpa” che ha reso informazioni prive di fondamento.

L’OPI di riferimento tutelerá in ogni sede l’immagine, la dignitá e il decoro della professione infermieristica lesa da simili aberrazioni comunicative e prontamente smentite dai diretti interessati e dai fatti?

Ci sono sindacalisti e presunti sindacalisti, talpe e presunte talpe. Per la tessera di una, non si può andare contro la dignitá di un intero gruppo professionale.

 

 

 

Caos all’ospedale di Carbonia: “Infermieri costretti a compilare gli esami al posto dei medici”

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