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Aziende Ospedaliere

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AO S’ANNA FERRARA: L’INFERMIERA LICENZIATA RICORRE AL GIUDICE DEL LAVORO

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«È già stato impugnato il provvedimento di licenziamento, tra pochi giorni verrà presentato ricorso al giudice del lavoro del Tribunale di Ferrara».
È molto decisa l’avvocato Daniela Bellettini, il legale che difende l’infermiera licenziata lo scorso 25 maggio senza preavviso dall’azienda ospedaliera Sant’Anna per aver svolto servizi di volontariato sulle ambulanze senza permesso e in turni che in alcuni casi si accavallavano con giornate di malattia. Il drastico provvedimento, arrivato al termine di un’indagine interna aperta e chiusa in un paio di mesi, è stato assunto a carico dell’operatrice legata all’azienda sanitaria da un contratto a tempo determinato.

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AUSL FERRARA: DICHIARAZIONI FUORVIANTI DA PARTE DELLA FIALS

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Nessuna riduzione dei posti letto in vista per la rete ospedaliera ferrarese, anzi, valorizzazione di ciascuna struttura territoriale. Arriva a distanza di qualche giorno la risposta dell’AUSL all’allarme lanciato dal sindacato Fials.

“Nei giorni scorsi da parte di Fials sono state fatte dichiarazioni fuorvianti sui posti letto ospedalieri della provincia di Ferrara – si legge in una nota dell’AUSL -. Il processo di ridisegno della funzione ospedaliera avviato da anni e concluso alcuni mesi fa è un punto fermo e non ci sono novità o ulteriori nuovi interventi all’orizzonte.

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CARDARELLI, NON SOLO MATERASSI: LENZUOLA, AUSILIARI E OSS CARENTI E ASSISTITI IN BALIA DEL SISTEMA. CORTO CIRCUITO ORGANIZZATIVO?

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“Tutti i cardarelliani stanno stringendo i denti” (Verdeoliva, manager del Cardarelli). Lenzuola che mancano, ausiliari assenti, malati costretti a rifarsi il letto da soli: racconti di ordinario disagio quelli che giungono dalle corsie della Chirurgia 2 del Cardarelli. Ma anche dalla Medicina dell’ospedale di Pozzuoli dove a una malata anziana il cambio turno e la perdita dell’accesso venoso, è costato l’abbandono di antibiotici e provette sul comodino del letto con il ripristino delle terapie a metà giornata. Pazienti anziani, malati fragili, reduci da delicati interventi, non autosufficienti a causa di flebo e terapie, sono le vittime delle carenze del governo clinico a loro volta generate dalla penuria di personale infermieristico e ausiliario (Oss e Osa).

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ABBANDONATA IN OSPEDALE CON DIECIMILA EURO: SUPER BARELLA NON ENTRA NEI MEZZI IN DOTAZIONE AO PADOVA

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Dover soccorrere e trasportare un paziente obeso da e verso i luoghi di cura, oggigiorno, è un’eventualità meno rara di quanto ci si possa aspettare. Disporre di una cosiddetta super barella, che rispetto alla classica lettiga ha una portata maggiore di ben 100 chilogrammi, risulta pertanto fondamentale per un qualsiasi struttura ospedaliera. Dato il costo esorbitante, che si aggira attorno ai 10 mila euro, un acquisto di questo genere andrebbe però adeguatamente valutato e condiviso con chi si occupa di tali emergenze. A Padova tutto ciò non è avvenuto e l’importante investimento, per utilità ma in questo caso ancor più dal punto di vista economico, si è trasformato in uno spreco all’italiana, con una possibile soluzione che potrebbe costar ancora più cara ai contribuenti.

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FOLLA DI TANTI LAVORATORI AL CARDARELLI CONTRO LA FOLLIA DI UNO

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Folla di camici bianchi e infermieri per dire basta alle aggressioni. È da questa mattina in pieno svolgimento la manifestazione che ha riunito il personale dell’ospedale Cardarelli sulla storica scalinata della struttura in segno di solidarietà nei confronti dell’ultima vittima di violenza tra le mura ospedaliere, Alessandro, un infermiere aggredito e ferito nel reparto di medicina d’urgenza.

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8 MAGGIO 2017 ORE 10,00 FOTO DI GRUPPO AL CARDARELLI DI NAPOLI

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Ore 10 scalone pad centrale.
#SiamoTuttiAlessandro

DIREZIONE GENERALE – A.O.R.N. Antonio Cardarelli

A tutti i “cardarelliani”

Carissimi,
la brutale aggressione subita venerdì sera dall’infermiere Alessandro in servizio presso la U.O. Medicina d’urgenza ha turbato tutti noi “cardarelliani” e tutti coloro che apprezzano lo straordinario sforzo che ogni giorno dedichiamo ai pazienti che, affidandosi a noi, sanno di essere in buone mani.

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TRAIETTORIA LETALE: CADE DA UN LETTINO SENZA SPONDE, DISINNESCA GLI ELETTRODI DEL PACE MAKER, E MUORE

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Si annuncia come uno di quei processi nei quali tocca discutere di reati quando invece a importare non è tanto la responsabilità penale o meno in capo a questa o a quella posizione di garanzia legata al ruolo lavorativo, quanto esclusivamente la ricostruzione dei fatti, l’eventuale risarcimento alla famiglia della persona morta, e soprattutto un protocollo d’attenzione che dalla lezione del passato possa servire a scongiurare nel futuro una analoga traiettoria letale e tuttavia banale nella sua tragicità: un malato di cuore che, operato di pacemaker, muore perché gli si staccano gli elettrodi nella caduta da un letto non protetto da una sponda.

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CGIL FP-AO ALESSANDRIA: OSS SOSTITUITI DA ESTERNALIZZATI?

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Personale di Amos in Pronto soccorso al posto di circa una dozzina di operatori sociosanitari (oss)? È bastata l’idea, messa nero su bianco, a scatenare la reazione sindacale che, alla fine, ha portato a congelare la situazione. Almeno per ora. Succede all’azienda ospedaliera di Alessandria dove, a fronte di una cronica carenza di personale, a un certo punto la direzione ritiene di affrontare la situazione spostando un po’ di personale oss che lavora in Pronto soccorso in altri reparti, sostituendolo con dipendenti di Amos che sarebbero inoltre usati, in supporto, anche per la gestione della camera mortuaria (“In considerazione del perdurare del divieto di sostituire le cessazioni di personale di ruolo tecnico”) e del trasporto interno dei malati (a personale dell’Amos è stato affidato già in parte il servizio dei barellieri, mentre l’azienda ha l’obiettivo “di arrivare alla totale gestione da parte di Amos, superando l’attuale non opportuna commistione organizzativa”).

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RINVIATA LA PROVA DEL CONCORSO ALL’UMBERTO. IL TAR DA RAGIONE ALLO STUDIO GALLONE E URSO

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RICORSO CONTRO L’ESCLUSIONE DALLA PROVA PRESELETTIVA DEL CONCORSO A 40 POSTI DI CPS INFERMIERI DEL POLICLINICO UMBERTO I

Con pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana – 4a Serie Speciale – Concorsi ed Esami n. 40 del 20/5/2016, l’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico Umberto I, bandiva il Concorso pubblico, per titoli ed esami, a n. 40 posti di Collaboratore Professionale Sanitario – Infermiere. Questo concorso si attendeva da circa dieci anni, e quindi le domande di partecipazione arrivate sono state quasi 20.000. Ciò era prevedibilissimo, considerata la presenza delle migliaia di infermieri che in tutti questi anni hanno lavorato con contratti a termine nel SSR del Lazio, delle centinaia di dipendenti delle cooperative che in questi anni, di fatto hanno sopperito al fabbisogno ordinario di personale, nonché, delle migliaia di infermieri laureatisi in tutti questi anni, che aspiravano ad un contratto di lavoro a tempo indeterminato.

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SALA OPERATORIA IBRIDA ALL’OSPEDALE DI PERUGIA

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Presidente Marini: Innovazione è vero salto qualità sistema sanitario umbro. La cosa più positiva del sistema sanitario regionale è che questa Regione, da un punto di vista della sua ‘governance’, ha avuto negli anni la grande capacità di impostare una programmazione con una spiccata propensione all’innovazione che ha saputo tradursi anche in un nuovo modello organizzativo”. È quanto ha affermato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, concludendo i lavori della presentazione da parte del direttore generale, Emilio Duca, del Piano degli investimenti e l’inaugurazione della nuova sala operatoria “ibrida” dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, cui ha partecipato insieme – tra gli altri – all’assessore regionale alla Salute, Coesione sociale e Welfare Luca Barberini, il Rettore dell’Università degli Studi, Franco Moriconi, ed il direttore della Scuola di chirurgia vascolare, Massimo Lenti.

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