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Istituzioni

Aziende Sanitarie

HOSPICE SOLOFRA ASL AVELLINO: NON SOLO DIAGNOSI E TERAPIE

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COMUNICATO STAMPA n. 3 – 22 maggio 2018

Una targa per gli “Angeli senza ali”
dell’Hospice di Solofra

Prendersi cura del paziente non solo dal punto di vista medico o sanitario, ma riservando concrete attenzioni alla sua sfera psicologica, sociale e spirituale: queste le finalità e questi gli obiettivi principali che si realizzano presso il Pain Control Center Hospice di Solofra, il centro residenziale per le cure palliative e per la terapia del dolore dell’Asl Avellino.

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ORDINI PROFESSIONI INFERMIERISTICHE

OPI L’AQUILA SU AGGRESSIONI E VIOLENZA FISICA E VERBALE SUL LAVORO

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“Voglio esprimere a nome mio e dei 3000 infermieri che rappresento profonda solidarietà alle due operatrici. Necessitiamo di maggiore tutela, protezione e sicurezza sul lavoro, soprattutto quando le prestazioni professionali sono destinate a svolgersi in strutture esterne agli ospedali. Gli operatori sanitari si ritrovano soli in trincea in settori delicati come quelli della riabilitazione psichiatrica”.

La solitudine degli operatori sanitari nel settore mentale è evidente. La domanda che sorge spontanea è: si sarebbe potuto evitare?

“L’attenzione dovrebbe essere rivolta a migliorare le condizioni negli ambienti di lavoro, allo sviluppo delle buone pratiche di valutazione e gestione dei rischi, a una più accurata pianificazione, a un pieno coinvolgimento degli operatori nell’organizzazione e nella formazione del personale affinché sia preparato a far fronte a situazioni secondo un sistema di competenze e responsabilità che siano multilivello.
Considerando che l’episodio di violenza ai danni delle due operatrici di cui una infermiera non è stato né l’unico né il primo episodio, è legittimo chiedersi se si sarebbe potuto evitare tutto questo, al netto della violenza di genere, dell’esiguità  della pena e del fatto che il responsabile della violenza fosse un straniero di soli 20 anni”.

In 20 anni, nei servizi e nei centri psichiatrici in Italia sono stati 8 gli operatori uccisi e mille sono i casi di violenza ed aggressione che ogni anno subiscono medici e infermieri.

“Si fa difficoltà a immaginare che nell’esercizio della propria attività lavorativa, addirittura assistenziale e di tipo sociosanitaria, un operatore possa subire una violenza così feroce da parte di colui che dovrebbe essere assistito, accudito e accompagnato nel suo percorso di cura e accoglienza. Alle due operatrici va la nostra vicinanza e il nostro appoggio affinché, le loro ferite possano rimarginarsi, se mai fosse possibile, nel più breve tempo”.

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Europa

SCAMBIO DI NEONATI A PODGORICA: TUTTI I RESPONSABILI SARANNO SANZIONATI

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I genitori di un neonato sono tornati a casa dopo il parto della donna quando hanno scoperto di aver ricevuto il bambino sbagliato. I responsabili dell’ospedale di Podgorica, la capitale del Montenegro, hanno avviato un’indagine sull’incidente e hanno accusato un’infermiera di aver commesso l’errore. Secondo quanto riportato dall’Indipendent la donna non avrebbe seguito le procedure.

I genitori hanno lasciato l’ospedale pensando di portare a casa la loro bambina, ma hanno subito realizzato che qualcosa non andava. Secondo il rapporto, la coppia è tornata in ospedale dopo aver notato che il «tag» della madre e del bambino non corrispondevano.

In una dichiarazione, l’ospedale ha detto che i dottori e le infermiere che erano in servizio quando è avvenuto lo scambio di minori dovranno affrontare misure disciplinari: «Tutti i responsabili saranno sanzionati».

Il direttore del centro clinico Zorica Beba Kovačević ha dichiarato al giornale montenegrino Vijesti che non vi è alcuna giustificazione per l’incidente e che l’indagine avrà lo scopo di scoprire se il bambino sia stato scambiato deliberatamente o per sbaglio. L’infermiera in carica lavorava in ospedale da 20 anni e la direzione dell’ospedale non si capacita di come un tale errore possa essere accaduto.

I media locali hanno riferito che è stata presentata una denuncia penale contro l’infermiera e che il ministro della salute del Montenegro, Kenan Hrapović, ha chiesto personalmente il licenziamento del capo del reparto maternità. Al giornale di Vijesti si è scusato con la famiglia per la l’episodio spiacevole e ha aggiunto: «È inconcepibile che nel 21° secolo si verifichino ancora».

https://www.ilmessaggero.it/primopiano/esteri/podgorica_genitori_a_casa_con_bimbo_sbagliato_scambio_ospedale_17_maggio_2018-3738367.html

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Aziende Sanitarie

ULSS 5 POLESANA: INFERMIERA CHIEDE SCUSA

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ADRIA – L’infermiera scortese del reparto di pediatria dell’ospedale Santa Maria Regina degli Angeli di Adria chiede scusa. L’operatrice sanitaria che si era espressa con un termine più pesante del semplice rompiscatole diretto a una mamma preoccupata della salute del suo piccoloha chiesto scusa per il prorprio comportamento definito irrispettoso ed irriguardoso dai familiari del bambino di due anni e mezzo.

Il caso, portato alla luce la settimana scorsa dal Gazzettino, è finito al centro di un vero e proprio polverone mediatico sui social media cittadini.

L’ufficio stampa dell’Ulss 5 Polesana, in attesa che il direttore generale Antonio Compostella faccia pervenire personalmente le proprie scuse alla famiglia, comunica che l’infermiera ha già espresso con una nota, le sue più sincere doglianze per l’accaduto alla madre del piccolo. Allegata alla lettera di scuse ci sarebbe anche una relazione sui fatti.

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Aziende Sanitarie

GERIATRIA LODI: STRAORDINARI PER SOPPERIRE ALLA CARENZA DI PERSONALE

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Sant’Angelo Lodigiano (Lodi), 18 maggio 2018 – Passano le giornate a lavorare, a fare straordinari per sopperire alla carenza di personale, con il timore che possano accavallarsi due o più emergenze contemporaneamente. Da almeno un anno la Geriatria riabilitativa del presidio ospedaliero di Sant’Angelo Lodigiano è in emergenza. Un solo infermiere, nel turno centrale del pomeriggio e di notte, è costretto a gestire i 20 letti del reparto, situato nell’ala B, dove sono ricoverati quasi esclusivamente pazienti anziani ultraottantenni provenienti dal territorio del Lodigiano.

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Aziende Sanitarie

AUSL MODENA POTENZIA IL SERVIZIO DEL 118 A POLINAGO

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Si rafforza il 118 in Appennino, un infermiere sul mezzo di soccorso anche a Polinago

Si rafforza ancora il sistema dell’Emergenza-urgenza nel Distretto di Pavullo, a vantaggio della sicurezza dei cittadini del Frignano. Dal 21 maggio sul mezzo di soccorso AVAP di stanza a Polinago salirà l’infermiere del 118. Un potenziamento dell’assistenza che, integrandosi col prezioso servizio del volontariato, accresce la professionalità dell’equipaggio e garantisce ai volontari un ulteriore contributo per la formazione continua. L’infermiere dell’Azienda USL sarà presente sul mezzo per un turno di 6 ore, dalle 8 alle 14, da lunedì a venerdì.

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sanità privata

AVELLINO: 56 UNITA’ LAVORATIVE A RISCHIO PROCEDURA LICENZIAMENTO COLLETTIVO

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«A rischio il futuro di 56 unità lavorative impegnate per la gestione di attività assistenziali infermieristiche, riabilitative, psichiatriche, tutelari e di supporto all’utenza assistita all’ASL di Avellino. Decisione che infierisce in modo drammatico sul territorio Irpino già colpito da altre vertenze», lo denuncia il segretario generale della CISL FP IrpiniaSannio, Antonio Santacroce.

«Le dirigenze di Cooperativa Sociale Fisiomedical Consulting e Aleph Service, per la mancanza di concrete prospettive in ordine alla proroga dell’appalto in scadenza il 30 giugno 2018, hanno dichiarato l’apertura della procedura di licenziamento collettivo per 56 lavoratori, ai sensi della legge 223/91 – continua -. In esubero un tecnico audiometrista, un tecnico di riabilitazione psichiatrica, un educatore professionale, tredici infermieri, ventinove O.S.S., due O.S.A., sette ausiliari, due fisioterapisti».
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