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Istituzioni

Aziende Sanitarie

ATS-ASSL CARBONIA, PUNTO NASCITA: MINISTRO, LE SCRIVO…

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Comune Carbonia, Provincia Sud Sardegna

Alla C.A. Ministro della Salute Roberto Speranza segreteriaministro@sanita.it

Alla C.A. Viceministro della Salute Pierpaolo Sileri seggen@postacert.sanita.it

Alla C.A. Presidente della Regione Sardegna Christian Solinas
presidenza@pec.regione.sardegna.it

Assessore alla Sanità Regione Sardegna Mario Nieddu
san.assessore@pec.regione.sardegna.it

Onorevole Mara Lapia
lapia_m@camera.it

Oggetto: Criticità relative al reparto di Ostetricia e ginecologia P.O. C.T.O. di Iglesias

Il 27 Ottobre 2016 è stato chiuso il punto nascite dell’Ospedale Sirai e trasferito al CTO di Iglesias.

Da allora, nelle precedenti riunioni della Conferenza territoriale sociosanitaria della ASSL 7 Carbonia, nel Consiglio comunale di Carbonia, nella stampa locale, nelle riunioni della
Conferenza Sociosanitaria territoriale, sono state evidenziate e in ultimo denunciate anche dagli operatori del settore (vedi lettera studio legale Loddo e Razzo, su mandato di alcuni
medici ginecologi operanti nella struttura di Iglesias, datata 26.06.2019) le criticità legate a questa operazione e derivanti da un ingiustificato e repentino  trasferimentodel reparto di
Ostetricia e Ginecologia da Carbonia a Iglesias.

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Aziende Ospedaliere

I DIRITTI DEI CITTADINI? SOLO NEI CONVEGNI… NELLA PRATICA COME SE NON SI ESISTESSERO

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I diritti dei cittadini? Solo sulla carta o svuotati di ogni significato. Tutti a riempirsi la bocca di belle parole nei convegni, nei dibattiti, nei congressi, nelle pubblicazioni. A solidarizzare e/o spendere una doverosa parola agli assistiti aventi causa, NESSUNO delle istituzioni e di chi doveva. (Ndr)

 

Anche oggi al Businco di Cagliari oltre cento pazienti oncologici hanno dovuto aspettare ore per fare la chemioterapia, ammassati nelle sale d’aspetto in condizioni davvero disumane per il loro stato di salute.

Ma non è l’unica emergenza nell’ospedale centro di riferimento regionale per la cura dei tumori: come denuncia Maria Grazia Caligaris, presidente di Socialismo Diritti Riforme, sempre oggi sono saltati infatti alcuni interventi per mancanza di strumentisti in sala.

“E non è la prima volta che accade”, spiega la Caligaris, da tempo in prima linea in difesa delle pazienti oncologiche. “La stessa situazione si era verificata anche a ridosso di Natale e Capodanno. Tanto che ormai, più che l’eccezione, sta diventando la regola. Per chi deve subire un intervento chirurgico di cancro ogni giorno che passa può essere letale, è di per sé un’emergenza, sentirsi dire dopo aver digiunato e fatto tutto il percorso preparatorio che salta l’intervento è un colpo basso: da quanto tempo stava aspettando e per quanto ancora dovrà aspettare quel malato?”.

Dall’azienda Brotzu, da cui dipende il Businco, non nascondono le difficoltà ma assicurano interventi immediati. “Se dovessero capitare altre situazioni di carenze di strumentisti di sala si è stabilito che si attingerà da personale infermieristico di altri presidi – spiegano -, inoltre si è deciso l’immediato potenziamento delle sedute in sala operatoria in modo da fronteggiare meglio il problema delle liste d’attesa. Quanto all’affollamento della sala del day hospital dell’oncologia medica si sono già trovate delle soluzioni alternative che non appena operative saranno in grado di alleviare i disagi dei pazienti.

 

https://www.unionesarda.it/articolo/news-sardegna/cagliari/2020/01/13/ore-di-attesa-in-condizioni-disumane-businco-nuovi-disagi-per-i-p-136-974980.html

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Aziende Sanitarie

IL CAMBIO DIVISA IN USL UMBRIA? 4MILA EURO. FORSE.

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Infermieri hanno diritto a 4 milaeuro a testa per il cambio del camice: pronti a denunciare le Usl

Un rischio rimborsi per un totale di 16 milioni che pesa sul sistema sanitario regionale. Un ricorso collettivo appena avviato che potrebbe portare al collasso della sanità umbra. L’azione legale parte da Perugia ed è capitanata dal Cub, sindacato degli infermieri. Oggetto: riavere indietro i soldi per i tempi del cambio camice mai conteggiati negli orari di lavoro. Quindici dipendenti dell’Usl 1 hanno vinto la causa in via definitiva, due anni fa, riavendo indietro una media di quattromila euro a testa. Sono circa quattromila (dato della Regione) gli infermieri in Umbria che potrebbero attivare la stessa procedura.

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Aziende Sanitarie

ULSS 5 POLESANA, FUMATA BIANCA: QUARANTA POSTI DI LAVORO SALVI

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Quaranta posti di lavoro salvi. E molti altri in arrivo. I sindacati della sanità pubblica polesana, anzi di quella veneta, tirano un enorme sospiro di sollievo. Salvi 40 operatori sociosanitari assunti dall’Ulss 5 Polesana (e moltissimi altri in Veneto, parliamo di qualche centinaio di lavoratori) dopo il rigetto del ricorso al tar contro le procedure di assunzione messe in campo dall’Azienda Zero per le Ulss venete.Centinaia di lavoratori erano schiacciati tra due grandi, enormi, problemi che, in sintesi, potevano trasformarsi della perdita del lavoro appena ottenuto.

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Aziende Sanitarie

BOLLINO ROSA IN TRE OSPEDALI ASL BARI

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riceviamo e pubblichiamo

COMUNICATO STAMPA – Bari, martedì 7 gennaio 2019

La ASL Bari dalla parte delle donne: tre ospedali premiati con i Bollini Rosa Riconoscimento per i servizi dedicati realizzati  al “San Paolo” e “Di Venere” di Bari e al “Perinei” di Altamura

La ASL Bari si è fatta in tre per la salute delle donne. Tanti sono, infatti, gli ospedali che possono fregiarsi dei Bollini Rosa della Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere.

In questa edizione gli ospedali baresi premiati sono aumentati significativamente. Alla conferma dei 2 Bollini Rosa attribuiti al Presidio ospedaliero San Paolo di Bari, si aggiunge la novità dei 2 Bollini Rosa assegnati al P.O. della Murgia “Fabio Perinei” di Altamura e il Bollino Rosa attribuito al P.O. Di Venere di Bari, entrambi alla prima candidatura.

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Aziende Sanitarie

NUOVO DG AUSL UMBRIA 2 TERNI

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Si è insediato questa mattina il nuovo commissario straordinario dell’Azienda Usl Umbria 2 dr. Massimo De Fino.

Classe 1960, nato a Sabaudia, in provincia di Latina e con esperienza professionale in Lucania, il manager sanitario ha voluto conoscere personalmente e salutare i dipendenti della sede centrale di Terni in viale Bramante.

Il dottor Massimo De Fino vanta un’esperienza di primo piano sia come manager distrettuale che come direttore sanitario, dal 2015 all’Azienda Sanitaria Locale di Potenza e dall’ottobre del 2019 all’Azienda Ospedaliera “Santa Maria” di Terni.

“Vorrei anzitutto ringraziare la Giunta Regionale dell’Umbria e la Presidente Donatella Tesei – ha dichiarato – per la fiducia accordatami in questa nuova sfida per consolidare e potenziare i servizi dell’Azienda Usl Umbria 2 e portare avanti l‘integrazione territorio-ospedale-territorio avviata dai miei predecessori”.

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Sicurezza sul Lavoro

H. VASTO: “SULLA SICUREZZA NON PRENDIAMO LEZIONE DA NESSUNO”

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«Non servono suggerimenti né valutazioni tecniche di terzi in merito al tema della sicurezza dell’ospedale di Vasto, perché in Azienda esistono servizi preposti. E mi lascia anche interdetto la scelta di nostri dipendenti di portare all’esterno questioni che invece vanno affrontate e discusse nell’ambito della Asl»: il Direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Thomas Schael, interviene sulla presunta carenza di sicurezza nel padiglione A del “San Pio”, che il personale avrebbe portato all’attenzione di un’associazione.

«Su un argomento di tale importanza mi sorprende che non sia stato cercato un confronto interno con i tecnici che avrebbero potuto dare risposte circostanziate e fugare dubbi e timori – aggiunge il manager -. Avremmo infatti spiegato che l’Azienda ha predisposto un piano di adeguamento antincendio di tutto l’ospedale e non di un solo padiglione, sul quale si attende la valutazione dei Vigili del fuoco prima di intraprendere le misure aggiuntive previste.

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FNOPI

#SILENZIOPARLAFNOPI: CONSULTA DELLE PROFESSIONI

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“Bene la Consulta delle professioni. Il ministro vigili perché tutti siano protagonisti allo stesso modo e con gli stessi diritti”

“Apprezzabile, condivisibile e necessario lo sprint del ministro della Salute Roberto Speranza che passando dalle parole ai fatti ha dato gambe alla Consulta delle Federazioni degli ordini professionali”, commenta l’iniziativa del responsabile del dicastero di Lungotevere Ripa Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI), la più numerosa d’Italia: rappresenta il 41% del personale del Ssn e quasi il 60% di quello del ruolo sanitario.

“L’idea – prosegue – conferma ancora una volta l’attenzione del ministro al tema delle professioni sanitarie e ci trova naturalmente e inequivocabilmente d’accordo. Quello che ci aspettiamo ora da questa Consulta è la sua capacità di permettere finalmente l’innovazione che serve nelle politiche professionali sanitarie, con la valorizzazione e il rafforzamento delle competenze di ciascuno, acquisite ormai da oltre un quarto di secolo nelle università, con le lauree, i master e i dottorati di ricerca, i ruoli di docenza, con una formazione capillare insomma, ognuno nel suo ruolo, per far crescere davvero il Servizio sanitario nazionale”.

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