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Editoriali

IPSE DIXIT: ”NON E’ CON GLI INFERMIERI CHE SI CI DEVE RELAZIONARE”

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Abbiamo ricevuto ieri, e doverosamente pubblicato oggi, la nota di una associazione sindacale in replica ad un documento che rimescolava le carte di una questione che coinvolgeva alcuni e non tutti, e che prendeva complessivamente le distanze da una denuncia a mezzo stampa di qualche giorno prima.

Riteniamo, per completezza d’informazione, di commentare il commentabile.

Se una associazione sindacale ritiene che gli interlocutori e le autoritá per dibattere di organizzazione del lavoro e criticitá correlate siano i vertici aziendali ATS e nelle loro sedi, dovrebbe spiegare come mai, invece, sceglie la sede delle testate giornalistiche per divulgare il suo pensiero e le sue attivitá, rischiando  invece di cagionare nocumento agli infermieri stessi che senza delega tenterebbe di tutelare.

Indurre nell’immaginario collettivo, inoltre, che infermieri e/o coordinatori non abbiano capacitá e/o titolo per conferire o meno mandato ad una organizzazione sindacale e ritenere che essa agisca in virtù di prerogative
per le quali non necessita l’autorizzazione da parte di terzi compresi gli stessi infermieri”, è una contraddizione in termini, un clamoroso autogol, una pezza peggiore del foro.

Al fine di tutelare gli infermieri del Reparto di Medicina del Sirai” se ne umiliano la dignità e l’immagine coinvolgendoli in una polemica pretestuosa, probabilmente infondata, strumentalizzata ad arte, non verificata e da tutelare solo in caso di effettiva sussistenza?

L’associazione sindacale invia una replica alla redazione indirizzando al Commissario Straordinario Ats perchè ”le relazioni sindacali avvengono tra i Dirigenti della Azienda e il sindacato“, pertanto si aspetta una risposta da parte della Direzione aziendale su una pubblicazione non sua.

ATS risponderebbe al Sindacato di un comunicato di altri?

Dovè l’errore?

Se coordinatori e infermieri “non hanno titolo a relazionarsi con l’associazione sindacale” in questione, quindi confermando che valgono solo una delega se sottoscritta e non sono degni professionisti a cui rendere conto quando strumentalmente tirati in ballo, l’associazione a che titolo ha chiamato in causa una intera categoria professionale di un intero servizio?

Passando appunto alla sostanza, l’associazione sindacale denuncia a mezzo stampa il fatto che “gli infermieri del reparto di Medicina del Sirai” inseriscano nel sistema informatizzato prescrizioni di esami ematochimici.

Gli infermieri chi? Gli infermieri quanti? Gli infermieri quando? Gli infermieri come?

Si tenta di contestare alla redazione compartosanita.it di aver condiviso un documento che non riporta l’identità dei firmatari. E quindi?

Ma perchè, l’associazione sindacale sta agendo dietro procura di rappresentanza sottoscritta e con delega di chi chiama in causa? Mostri il documento di chi gli avrebbe conferito mandato, se lo possiede, anche solo con le iniziali.

I confini delle competenze infermieristiche non sono ambiti e materia di posizioni sindacali, soprattutto quando l’obiettivo è il proselitismo e non la risoluzione di disservizi.

Per quale logica l’infermiere deve trascurare le proprie funzioni a danno dell’ assistenza”, è materia di pertinenza dell’Ordine Professionale di riferimento, specie quando non delegata al sindacato o quando il sindacato non è in grado di governarla o di arrivare ad una sintesi.

Il documento pubblicato (che rispedisce al mittente la denuncia in trattazione), non è emendato, contestato, negato, approfondito, contraddetto. L’associazione sindacale non  entra nel merito della presa di distanza, della strumentalizzazione, dell’evidente suo errore di valutazione.

E le contestazioni sono rilevanti.

Ah, vero, per l’associazione sindacale non è con infermieri e coordinatori che ci si deve relazionare….

È stata scelta una modalitá comunicativa anomala, è stata individuata una criticitá che ha una genesi differente da come narrata, è stato scelto di entrare in un dibattito senza essere attrezzati.

E i risultati sono evidenti.

Con un pizzico di prudenza in più, sarebbe stata un’altra storia. Forse.