chiudi
ORDINI PROFESSIONI INFERMIERISTICHE

IO, INFERMIERE PRIMA E PRESIDENTE POI

Screenshot_2022-05-02-19-03-02-611_com.android.chrome~2

Io sono infermiere, e continuo a riconoscere e riconoscermi nella storia, nel vissuto, nelle narrazioni e nelle suggestioni della mia comunità professionale provinciale OPI e nazionale FNOPI, perché la percepisco in perenne movimento, perché né ascolto le parole, perché né leggo gli scritti, perché ci cammino insieme in un percorso a tratti tortuoso e mai in discesa, perché il capitolo fine il nursing e la società civile e politica non possono permettersi nemmeno di ipotizzarlo.

Perché la mia comunità professionale la considero insostituibile, indispensabile, una opportunità.

E anche se non siamo arrivati e non arriveremo a scrivere il capitolo fine, ogni piccolo grande traguardo raggiunto è un punto di partenza per altri obiettivi e altri luoghi.

Il nostro ieri e il nostro avantieri, al netto di tutte le difficoltà e criticità affrontate dentro e fuori la rappresentanza professionale, tracciano l’obbligo morale e il diritto politico di guardare avanti, di continuare a fare, di non avere paura di avere coraggio, di sentirsi addosso la responsabilità di metterci la faccia e di non cedere il cerino acceso ad altri perché chi fa ordinistica sia come Opi che come Fnopi nel modo più nobile possibile, non può temere di bruciarsi le dita.

lo sono infermiere prima e presidente di OPI poi, e solo restando infermiere e cercando di rappresentare una comunità territoriale e dare qualche contributo a livello nazionale, potrò continuare ad auspicarmi di generazioni professionali che ho solo preceduto per questioni anagrafiche e verso le quali continuerò un percorso, perché giunti a questo punto dobbiamo fare in modo che il nostro mondo si fortifichi e non si indebolisca.

Nelle mie possibilità non esiste una domanda più decisa che chiedere alla rappresentanza professionale nazionale Fnopi non di non curarsi di alcuni, di guardarli ma di passare oltre, e non vorrei conoscere altra risposta: proseguire nello scrivere la nostra storia, e impegnarsi per condividerla appunto con chi verrà dopo di noi sin dal breve periodo, quindi da domani stesso.

Una storia a tratti turbolenta la nostra, ma sempre caratterizzata da senso di appartenenza, valore aggiunto all’interno e all’esterno del nostro passato e del nostro essere qui oggi e domani dopo esserci stati anche ieri per provare a fare, nonostante tutto e tutti, qualcosa.