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Editoriali

INQUADRAMENTO CONTRATTUALE COMPETENZE SPECIALISTICHE: CITOFONARE SINDACATI

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Ritengo che sia da rispedire al mittente che l’evoluzione professionale sia materia direttamente collegata solo al suo preventivo riconoscimento economico: è da prendere atto che l’incessante e spesso autonomo sviluppo professionale, intellettuale e tecnico dei professionisti in sanità è, prima che un dovere degli attori della contrattazione, un diritto dei lavoratori infermieri esperti o specialisti a vederselo certificato.

Infatti, un più efficace e qualificato “governo clinico” per il tramite di funzioni in ospedale, nel territorio o a domicilio, è possibile per le molteplici competenze di cui si occupano già tutt’oggi queste professionalità, avendo sviluppato approfondite ed avanzate conoscenze e appunto abilità in particolari contesti assistenziali, diagnostici e terapeutici.

Ai professionisti sanitari esperti e specialisti tutti, è arrivato il momento di assegnare loro un’identità ed un ruolo nell’ambito dell’organizzazione del SSN.

Evidenzio che:

1) la cornice dell’esercizio professionale sanitario e infermieristico è promossa dalle loro massime rappresentanze istituzionali e il quadro normativo definito dal legislatore;

2) quanto ne consegue in tema di riconoscimento ed inquadramento economico è delegato alle parti della contrattazione collettiva, dove non hanno un ruolo nè le rappresentanze istituzionali nè il legislatore né l’associazionismo né  spinte dal basso.

3) in accordi integrativi non è precluso già oggi il recepimento della valorizzazione delle capacità dei dipendenti, il riconoscimento della professionalità acquisita e della qualità delle prestazioni individuali e dei servizi erogati;

4) tutto il percorso di concertazione e di condivisione tra professionisti sanitari e loro rappresentanze professionali, scientifiche e sindacali per delineare le competenze avanzate e specialistiche è già tratteggiato nella forma più democratica e dinamica possibile e contenuta nell’atto di indirizzo che discende anche dalla norma primaria con il mitico Comma 566,

Dimostrino alcuni dei soggetti della contrattazione, quando riusciranno, cosa come e con quali impegni dare risposte al riconoscimento di una situazione di fatto come l’ineludibile evidenza che i professionisti infermieri e sanitari in tanti contesti sono già ora al servizio del sistema sanitario nazionale con competenze avanzate.

Citofonare: sindacati


Dall’atto di indirizzo

 

Collocazione contrattuale delle competenze avanzate e specialistiche delle professioni sanitarie infermieristiche – ostetrica, tecniche, della riabilitazione e della prevenzione.

Come già indicato nelle proposte di Accordo Stato- Regioni, riguardante le competenze avanzate e specialistiche degli infermieri e di tutte le professioni sanitarie, e sancito dal comma 566 della legge190/14, questo rinnovo contrattuale , in coerenza con quanto il Comitato di Settore aveva indicato nella precedente tornata contrattuale, va considerato il dettato di cui all’articolo 6 della legge 43/06.

Va prevista quindi, l’istituzione della posizione di “professionista specialista” nonché quanto contenuto nei decreti istitutivi dei profili professionali ex terzo comma dell’art.6 del dlgs 502/92 che prevedono l’istituzione di aree di formazione complementare post diploma in attuazione alle scelte indicate in materia dal Consiglio d’Europa.

Ne consegue che tale percorso virtuoso debba essere valorizzato e normato all’interno del CCNL anche al fine di mettere nelle condizioni le Regioni di attuarlo, prevedendo un riconoscimento economico al personale appartenente alle professioni che acquisisca ulteriori competenze avanzate e specialistiche sulla base delle scelte aziendali e regionali e a seguito di percorsi formativi complementari e di protocolli concordati con le loro rappresentanze e quelle mediche nonché delle altre professioni interessate.

Va ribadito che queste nuove attribuzioni come quelle attuali vadano esercitate nel rispetto dei profili, delle declatorie, dei codici deontologici e della formazione acquisita, sino ad escludere il totale ricorso a mansioni improprie sia amministrative che domestico-alberghiere assicurando, invece, che tali mansioni vengano svolte dal personale competente per attribuzioni dei relativi profili.

L’assetto economico e normativo nel quale iscrivere il professionista sanitario con competenze avanzate o specialistiche andrà definito in sede di revisione dell’intera architettura delle funzioni di coordinamento e di posizione organizzativa, per i quali si rinvia allo specifico punto.

Il contratto nazionale descriverà, analogamente a quanto già precedentemente fatto in sede contrattuale per l’insieme dei profili, le declaratorie delle competenze proprie delle nuove posizioni di specialista delle professioni sanitarie infermieristica – ostetrica, tecnica, della riabilitazione e della prevenzione.

In tale logica e per tale scopo va precisato che le competenze avanzate sono implementazioni delle attuali competenze delle citate professioni sanitarie che possano essere acquisite tramite formazione regionale e/o aziendale ed esercitate anche in virtù di protocolli concordati mentre per quelle specialistiche si intendono quelle di cui all’art. 6 della legge 43/06 acquisibili tramite il relativo master universitario specialistico oppure a seguito di un percorso almeno quinquennale verificabile all’interno dell’area di riferimento.
Un successivo protocollo di intesa tra Miur e Ministero della Salute, con una partecipazione delle Regioni e sentite le OO.SS. firmatarie del CCNL e le rappresentanze professionali dovranno essere definite le tipologie di quali master saranno riconosciuti utili per l’accesso all’incarico di professionista specialista, definiti i conseguenti ordinamenti didattici e la rivisitazione degli ordinamenti didattici delle lauree magistrali delle professioni sanitarie infermieristiche-ostetrica, tecnica, della riabilitazione e della prevenzione prevedendo anche una reale evoluzione professionale.