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FNOPI

INFERMIERI: L’ALTRA FACCIA DEL CORSERA

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In prima pagina sul Corrierone di giovedì 19 novembre San Fausto, Gramellini sintetizzava da par suo l’assoluta spontaneità di un gesto assistenziale nel complessivo del tempo di cura e relazione con il prossimo CoViD+ o CoViD free da parte dei tantissimi Emanuele Moretti sparsi per lo stivale. È stato un susseguirsi di autocompiacimenti, salite sul carro del giornalista, prove di luce riflessa da una parte e dall’altra di fisiologica meraviglia per il contesto narrato che nulla aveva di eccezionale e quindi di cui meravigliarsi: siamo prima di tutto professionisti con le debolezze e le virtù insite nell’arte sanitaria esercitata, e solo a fine turno possiamo tornare ad essere anche “esseri umani”.

A pagina 8 sempre del Corrierone di giovedì 19 novembre San In-Fausto, l’articolista Trocino smonta la cappa di meraviglia iniziale e riporta tutti con i piedi per terra: “…per gli infermieri va quasi peggio. Per Nicola Draoli del sindacato degli infermieri Fnopi…”

“Sindacato degli Infermieri Fnopi” sta a “Corriere della Sera trasporti e spedizioni carta stampata”: è tutta un’altra cosa.

Che l’erroracio da matita rossa arrivi dal governo ombra della Repubblica Italiana non si può accettare, soprattutto a fronte delle tante catechesi imbastite sulla qualità e correttezza dell’informazione resa e sui tanti pistolotti sulle qualità morali etiche sociali professionali deontologiche intellettuali di chiunque ritengano di radiografare.

Un Ente di Diritto Pubblico Non Economico Sussidiario delle Stato per effetto di leggi nazionali scambiato per una associazione sindacale autocostituita tra marito moglie e prestanome: non si può leggere.

Trocino si salva in calcio d’angolo solo perché è qualcosa in più di un non documentato: è un essere umano.

In senso inverso rispetto a pag. 1, ovviamente.