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Editoriali

IL DADONE E’ TRATTO: QUALI “VENTI”, PER QUALE “COMPARTO”

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Al di là degli inflazionati buoni propositi individuali professionali e delle prospettive collettive contrattuali, l’anno che ci accompagna ha nella sua estensione letterale un elemento positivo, che alita novità, che richiama a cambiamenti, che rifugge la stagnazione, che agita se soffia, e se soffia forte che incute rispetto. Ci sarebbe solo da preoccuparsi se non sibilano.

Sono i “venti” del riscatto in ambito sociale, economico, politico, contrattuale dipendenti del SSN non dirigenti.

La rappresentanza della tutela e del raggiungimenti degli interessi e dei diritti-doveri dei lavoratori del comparto sanità è una priorità su tutto.

Retribuzioni appiattite, sperequazioni evidenti tra aree e ccnl, istituti contrattuali superati dai tempi e dai fatti alcuni e mai innovati degli altri.

“Venti” di incrementi retributivi a regime almeno del 3,48%, corrispondenti a un beneficio medio complessivo mensile in linea con il rinnovo del contratto della dirigenza medica, a meno che la valorizzazione nelle retribuzioni per la remunerazione delle asfittiche condizioni di lavoro del comparto sanità non viaggi su un binario defilato e marginale nel SSN.

Sul futuro del rinnovo dello scaduto, e nato tale, ccnl comparto sanità, la Speranza è sempre l’ultima a morire e il Dadone è tratto.

E’ quindi sempre il momento buono per fare non gli italiani ma buoni contratti collettivi.

Luci accese sui “venti” in arrivo.