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Editoriali

I FURBETTI DEL VACCININO

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Le linee guida Ministeriali sul piano vaccinale nella fase iniziale sono inequivocabili, individuando nel quarto asse le categorie da immunizzare con priorità: operatori sanitari e sociosanitari, residenti e personale delle Rsa per anziani, persone in età avanzata.

“Naturalmente, con l’aumento delle dosi di vaccino – ha specificato il Ministro – saranno sottoposte a vaccinazione le altre categorie di popolazione”.

Essendo questa la fase 1 con le dosi di vaccino centellinate, va da sé che gli amici degli amici, il parente dell’usciere, la moglie del medico, l’amministrativo dell’ufficio cartelle cliniche, il rampante facenti funzioni, il dirigente del distretto sanitario fantasma, l’assessore comunale di destra, il consigliere comunale di minoranza di sinistra, i “lei non sa chi sono io”, e i tantissimi “mi manda Picone”, possono accomodarsi altrove e attendere la fa 2.

Forse non commettono nessun illecito, forse, nell’ambire a carpire una prima dose di immunizzazione più meno dovuta, ma sprofondano nella violazione di comportamenti etici e civici questi si da stigmatizzare se documentati e non chiacchiericcio da Bar dello Sport.

Inopportuna la pretesa e il linguaggio del corpo, ma siamo in Italia e le cose a volte funzionano purtroppo così.

Categorie Prioritarie

Al fine di sfruttare l’effetto protettivo diretto dei vaccini, sono state identificate le seguenti categorie da vaccinare in via prioritaria nelle fasi iniziali:
• Operatori sanitari e sociosanitari. Gli operatori sanitari e sociosanitari “in prima linea”, sia pubblici che privati accreditati, hanno un rischio più elevato di essere esposti all’infezione da Covid-19 e di trasmetterla a pazienti suscettibili e vulnerabili in contesti sanitari e sociali. Inoltre, è riconosciuto che la vaccinazione degli operatori sanitari e sociosanitari in prima linea aiuterà a mantenere la resilienza del servizio sanitario. La priorità di vaccinazione di questa categoria è supportata anche dal principio di reciprocità, indicato dal framework di valori Sage e rappresenta quindi una priorità assoluta.

• Residenti e personale dei presidi residenziali per anziani. Un’elevata percentuale di residenze sanitarie assistenziali (Rsa) è stata gravemente colpita dal COVID-19. I residenti di tali strutture sono ad alto rischio di malattia grave a causa dell’età avanzata, la presenza di molteplici comorbidità, e la necessità di assistenza per alimentarsi e per le altre attività quotidiane. Pertanto, sia la dei presidi residenziali per priorità per la vaccinazione.

• Persone di età avanzata. Un programma vaccinale basato sull’età è generalmente più facile da attuare e consente di ottenere una maggiore copertura vaccinale. È anche evidente che un programma basato sull’età aumenti la copertura anche nelle persone con fattori di rischio clinici, visto che la prevalenza di comorbidità aumenta con l’età. Pertanto, fintanto che un vaccino disponibile sia sicuro e efficace nelle persone di età avanzata, considerata l’elevata probabilità di sviluppare una malattia grave e il conseguente ricorso a ricoveri in terapia intensiva o sub-intensiva, questo gruppo di popolazione dovrebbe rappresentare una priorità assoluta per la vaccinazione. Le priorità potrebbero cambiare sostanzialmente se i primi vaccini disponibili non fossero considerati efficaci per gli anziani.

A livello regionale e a livello locale saranno pertanto identificati referenti che risponderanno direttamente alla struttura di coordinamento nazionale e si interfacceranno con gli attori del territorio, quali i Dipartimenti di Prevenzione, per garantire l’implementazione dei piani regionali di vaccinazione e il loro raccordo con il Piano Nazionale di Vaccinazione.

http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2986_allegato.pdf

http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=5202