chiudi
FSI

I CONTI NON TORNANO MAI

Immagine5

“Chiediamo immediatamente una verifica ed una valutazione sulla legittimità dell’erogazione delle somme di € 45.491,04 e di 259.360,75 per il progetto (stilato a posteriori con determina dirigenziale n.3622 del 17/07/2020,e 3778 del 24/07/2020), riguardante le prestazioni erogate in regime di straordinario al personale nel periodo compreso tra Marzo, Aprile, Maggio 2020 e contestuale revoca della Determina stessa” dichiara  allibita ed infuriata Mariangela Campus, in qualità di Segretaria Nazionale della Confederazione USAE e Segretaria Territoriale FSI. 

1) Nessuno dei dipendenti in elenco ha assistito pazienti nelle case di riposo “piene” di soggetti COVID19 in reparti con positivi, mentre sono stati esclusi coordinatori, infermieri e posizioni organizzative che hanno lavorato a pieno regime nelle RSA e nei reparti interessati dall’emergenza pandemiologica con messa in sicurezza delle strutture.

2) Ad un dipendente vengono calcolate 438 ore di straordinario quando il massimo per ogni lavoratore è di 180 ore, elevabile in relazione a particolari esigenze fino al limite massimo di n. 250 ore annuali previa autorizzazione, così come previsto dall’articolo 31 CCNL. Sorge spontaneo domandarsi se dette ore sono state realmente svolte in soli 3 mesi, o se  le stesse, sono il risultato di orari svolti in violazione della normativa vigente in materia di orario di lavoro disciplinata dal D.Lgs. n. 66/2003

3) Dall’esame dell’elenco dei dipendenti di cui al precedente punto 1) si evince che “una” posizione organizzativa percepisce la somma di €10.512,00, a titolo di lavoro straordinario e ciò in contrasto con l’articolo 20 del CCNL 2016/2018 comma 2 che testualmente recita: “ l’incarico di funzione assorbe il lavoro straordinario”, pertanto la suddetta somma è illegittima. Si ricorda che per la Posizione Organizzativa non esiste nessun pagamento di straordinario oltre l’indennità di funzione prevista dal citato articolo 20 CCNL, comma 2.

4) Mentre in Assessorato si convocano le organizzazioni sindacali comparto e dirigenza, per discutere sulle indennità COVID da erogare al personale impegnato nell’emergenza per il quale non è stato ancora stabilita alcuna ripartizione, si liquidano somme come  di €45.491,04 e 259.360,75 a figure professionali, che sono stati in grado di assistere e vedere pazienti COVID19 dalla loro scrivania.

5) Non è stata in alcun modo effettuata una manifestazione di interesse a priori dando la possibilità alle diverse figure a tempo indeterminato di partecipare, né tanto meno di deliberare una determina di approvazione di progetto di lavoro con individuazione delle risorse umane ed economiche impiegate.

“Non sono presenti  nell’elenco i tanto decantati EROI che rischiando la propria vita e quella dei propri familiari, sono entrati nelle case di riposo a salvare la vita dei nostri anziani COVID19 positivi e neppure chi nei reparti ha continuato a garantire le prestazioni salvavita anche nei confronti dei pazienti COVID19”.

“La FSI-USAE a questo punto si domanda: quale sarà la cifra che percepirà chi ha assistito i pazienti Covid, bardato con maschera e tuta a tenuta stagna anche per 12 ore consecutive ed al tempo stesso quale sarà l’entità della cifra di chi ha contratto il virus assistendo i malati?”

Per non sbagliare, di fronte a questa gravissima ingiustizia perpetrata ai danni dei dipendenti, , nelle more dell’accordo sull’indennità Covid in Assessorato, chiediamo le revoche  delle  Determine  Dirigenziali n. 3622 del 17.07.2020 e n°3778 del 24- 07 -2020 nonché il pagamento dello straordinario sino al monte ore previsto dal Contratto ed il resto in recupero ore come imposto a tutti i dipendenti. E sempre per non sbagliare abbiamo già segnalato la vicenda alla Procura della Repubblica”,  alla corte dei Conti e alla Ragioneria dello Stato , visto che le segnalazioni all’ ATS e all’ assessorato non ha sortito nessun effetto , conclude la  Segretaria Nazionale della Confederazione USAE e Segretaria Territoriale FSI Mariangela Campus.