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FIALS PUGLIA DENUNCIA IL MANCATO PAGAMENTO INDENNITA’ PERSONALE DIVINA PROVVIDENZA

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Com’è noto circa un centinaio di lavoratori già dipendenti della Congregazione Ancelle della Divina Provvidenza in A.S. è stato collocato sin dall’anno 2013 in mobilità ed ha regolarmente percepito la relativa indennità sino al 31/12/2017, mentre dal 1 gennaio 2018 si registra la mancata corresponsione dell’indennità di mobilità.

Da notizie assunte in via informale, l’interruzione della corresponsione da parte dell’INPS dell’indennità di mobilità sarebbe determinata dal fatto che, secondo l’istituto, l’accordo sottoscritto in data 22 febbraio 2013 prevedeva quale scadenza il 31/12/2017.

Orbene è appena il caso di evidenziare che a seguito di apposito interpello formulato dalla Congregazione Ancelle della Divina Provvidenza, il Ministero del Lavoro con nota n. 30 del 19 dicembre 2012 ha confermato che i citati lavoratori avrebbero potuto godere dell’indennità di mobilità per i periodi massimi previsti dalla legge e quindi per 66 mesi dalla decorrenza del licenziamento.

Per quanto sopra esposto appare del tutto ingiustificata la posizione assunta dall’INPS in ordine al blocco del pagamento dell’indennità di mobilità con largo anticipo rispetto al termine dei 66 mesi previsti dalla normativa. Tant’è che i primi lavoratori interessati, travalicheranno il termine dei 66 mesi di pagamento dell’indennità di mobilità solamente ad ottobre 2018.

Non Vi sfugge inoltre che la mancata corresponsione dell’indennità di mobilità a partire dal 1 gennaio 2018, oltre a procurare un immediato e grave nocumento ai lavoratori ed alle loro famiglie che hanno perso l’unica fonte di sostentamento economico, determina un grave danno agli stessi, sia impedendogli il raggiungimento del diritto al collocamento in pensione sia in termini di rendimento del trattamento pensionistico, atteso che l’INPS non contabilizza i contributi figurativi dal 1 gennaio 2018.

Al fine di evitare l’ingenerarsi di un contenzioso legale nei confronti dell’INPS, si rende necessario un immediato intervento, ognuno per quanto di propria competenza al fine di ripristinare il diritto all’indennità di mobilità dal 1 gennaio 2018.

In mancanza di urgente risoluzione delle problematica e stante l’elevato livello di tensione sociale che si sta determinando tra interessati, questa Segreteria sarà costretta ad indire manifestazioni di pubblica protesta.

Distinti saluti

massimo mincuzzi, Segretario Generale