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Editoriali

FNOPI: DA CHE PARTE ANDIAMO?

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La notizia dell’apertura del Meeting di Rimini alla professione infermieristica nella sezione dedicata alla Salute con la partecipazione della sua massima istituzione e rappresentanza, segna a suo modo uno spartiacque politico e comunicativo.
Sono infatti questi terreni i nuovi orizzonti da percorrere per affrancare centinaia di esercenti sanitari di cui al DM 739/94 dal retaggio culturale del secondo gradino nella scala gerarchica della cura, della ruota di scorta dell’organizzazione, del terminale utile a tutti i contesti che ruotano in un’H. 24.
Finanche per sdoganare una volta per tutte la consuetudine di vedere stampati a caratteri cubitali  sui media cartacei o web, in modo seriale e superficiale (ndr) che chiunque indossi un camice bianco che non sia un laureato medico possa certamente essere un infermiere, a prescindere. Caricandolo di un tratto extra professionale che non possiede. E le cronache sono piene di fatti amplificati dal richiamo all’infermieristica anche quando esente da qualsiasi ruolo, soprattutto in caso di sinistri.
C’è sempre una prima volta.
Oltre gli slogan. Se l’assistito è davvero al centro dell’interesse della comunità professionale infermieristica, occorre davvero scommettere su nuovi interlocutori. Il panorama attuale di attori più o meno diretti, più o meno disinteressati non basta più: abbiamo dato più di quanto ricevuto in termini di gratificazioni “pubbliche”.
A calare il velo sull’esistente e scorgere competenza, attenzione, rispetto, tutela, formazione, qualificazione, autorevolezza, etica, deontologia, advocacy e tanto altro ancora saranno nuovi portatori di interessi di salute diffusi, stake olders, magari proprio gli opinion leader del Meeting di Rimini.
La prima volta al Meeting Salute dalla porta principale ma secondi a nessuno argomentando di assistenza in qualsiasi ambito del servizio sanitario nazionale per il tramite di tutte le forme del mercato del lavoro.