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Sentenze

CORRUZIONE PER I DIPENDENTI OSPEDALIERI CHE SI CONFIDANO CON LE AGENZIE FUNEBRI

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I soggetti appartenenti al personale ospedaliero comunque inserito nell’attività di assistenza ai malati sono incaricati di pubblico servizio, ciò, in quanto l’operatore professionale e l’ausiliario socio sanitario espletano un pubblico servizio non caratterizzato esclusivamente dallo svolgimento di semplici mansioni di ordine e dalla prestazione di opere meramente materiali, bensì di controllo e di vigilanza diretta con i pazienti ricoverati. Ne consegue che integra gli estremi del reato di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio la comunicazione, ad opera di tale personale, dell’avvenuto o prossimo decesso dei degenti a titolari di imprese funebri, dietro compenso di somme in denaro, allo scopo di favorire specifiche imprese nell’acquisizione del servizio funebre.

(Fattispecie in tema di comunicazione, dietro compenso, da parte dell’operatore obitoriale dei nominativi e delle altre informazioni delle persone decedute agli impresari di pompe funebri, in cui è stato ravvisato un atto contrario ai doveri di ufficio attraverso la rivelazione di notizie apprese nello svolgimento del pubblico servizio, che devono rimanere riservate per i terzi e delle quali comunque non ha la disponibilità. La qualificazione di tali operatori come incaricati di pubblico servizio è discesa dalla con stazione che gli stessi, pur essendo privi di poteri autoritativi, svolgono attività – esame e rimozione della salma, suo trasporto, collocazione del cadavere, raccolta ed inventario degli oggetti rinvenuti, redazione di relazione, controllo dell’osservanza della disciplina della polizia mortuaria e così via di seguito – compiutamente governata da norme di diritto pubblico).

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