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DIRIGENZA MEDICA: ATTO D’INDIRIZZO E RICHIESTE SINDACALI

CROCEROSSA
Dirigenza medica, atto di indirizzo sotto la lente Mef. Le richieste dei sindacati
di Rosanna Magnano

«L’incontro è stato interlocutorio – spiega Riccardo Cassi, presidente uscente di Cimo, che in questi giorni è impegnata nel congresso elettivo a Firenze – e i sindacati hanno ribadito le loro richieste , dall’esigibilità del contratto alla Ria, dai fondi contrattuali al welfare.

E si è anche chiesto a Garavaglia di non disallineare il contratto della dirigenza dal rinnovo delle convenzioni e dal rinnovo per il personale del comparto.

Il Comitato di settore spera di essere alle fasi conclusive, ma serve la bollinatura del Mef su alcune misure». Il problema sono infatti le coperture finanziarie, che dovranno essere compatibili con le risorse rese disponibili nel Fondo sanitario nazionale. Un nodo tutt’altro che scontato.

Anaao: «Siamo fiduciosi, bisogna solo rispettare leggi e accordi»
Il nodo risorse è centrale anche per l’Anaao Assomed, il principale sindacato dei medici ospedalieri, ma la natura del problema resta politica: «Sappiamo che parte dei soldi necessari a dare attuazione all’accordo siglato dai confederali non ci sono – sottolinea Giuseppe Montante, vicesegretario nazionale e responsabile delle politiche contrattuali dell’Anaao – e andranno previsti nella prossima legge di bilancio.

Ma vanno rispettate leggi e accordi. Sperando che il Governo non voglia continuare a fare cassa con noi e che le Regioni vogliano davvero mettere in pratica quello che hanno scritto nella bozza di atto di indirizzo. Le nostre priorità restano cinque e abbiamo il coraggio di metterle sul tavolo: certezza attuativa, sicurezza clinica e organizzativa, riduzione del disagio lavorativo, nuove carriere e meritocrazia”

Fp Cgil medici: «Sulle risorse balletto di responsabilità Regioni-Mef»
La Fp Cgil medici punta sulla certezza delle risorse. «Noi continuiamo a chiedere chiarezza sui finanziamenti – spiega Andrea Filippi, coordinatore dell’esecutivo nazionale Fp Cgil medici – come prima base per la discussione.

Per noi quello che conta è che le risorse ci siano dopo otto anni di blocco contrattuale».

La seconda richiesta forte della Cgil è la valorizzazione delle professionalità. «Servono regole chiare sulle linee di carriera – conclude Filippi – alla luce della riduzione delle unità operative gestionali, bisogna fissare dei paletti sulla esigibilità dei contratti e serve una reale uniformità tra tutte le aziende, almeno sui livelli minimi della retribuzione. Accanto a queste priorità la Fp Cgil medici ha chiesto anche l’avvio di un tavolo tecnico con le regioni per incidere sull’organizzazione del lavoro.

Dovrebbe uscire dalle secche entro una decina di giorni l’Atto di indirizzo per il rinnovo del contratto della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria. A frenare ancora il comitato di settore Regioni Sanità sono i rilievi del Ministero dell’Economia su tre voci che le regioni vorrebbero includere nel nuovo contratto: recupero della Ria, inserimento dell’indennità di esclusività nel monte salari e copertura assicurativa del medico, alla luce di quanto previsto dalla legge Gelli sulla responsabilità professionale e il rischio clinico.

Integrale su http://www.sanita24.ilsole24ore.com/art/dal-governo/2017-09-21/dirigenza-medica-atto-indirizzo-sotto-lente-mef-120835.php?uuid=AE8KU9WC&cmpid=nlqf
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RINNOVO CONTRATTUALE: SPUNTA LA CLAUSOLA ANTI RICORSO NEL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE?

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Rinnovo contratto pubblico impiego: ecco la clausola anti-ricorso

Obiettivo del Governo è ridurre l’alto numero di ricorsi che ogni anno vengono presentati dai dipendenti pubblici in disaccordo con una sanzione comminata dalla propria amministrazione di appartenenza.

A tal proposito l’Aran ha proposto ai sindacati l’inserimento nel contratto di una clausola anti-ricorso la quale stabilisce che un’eventuale sanzione verrà decisa in accordo dalle parti.

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PER 326 MILA STATALI RINNOVO DEL CCNL DI EURO CINQUE

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Statali, arrivano gli 85 euro e si perdono gli 80

Ma l’aumento in busta paga farebbe scattare per molti dei dipendenti del pubblico impiego – ben 363 mila di loroquelli che guadagnano tra i 23 mila e i 26 mila euro annui, concentrati soprattutto nella sanità e negli enti locali – la cancellazione automatica del bonus degli 80 euro concesso a suo tempo dal governo. Gli aumenti contrattuali, tra l’altro, sono lordi mentre il bonus da 80 euro è netto: i 363mila rischiano di andare addirittura a perderci. Per l’Aran l’ostacolo non è poi così insormontabile. I 125 milioni, spiega il presidente dell’Aran, Sergio Gasparrini, rappresentano “una percentuale non particolarmente significativa”. E ognuno verserebbe in base a quanto prende. Di certo per Franco Martini della Cgil al momento le risorse “non consentono di affrontare positivamente il rinnovo”. La numero uno della Fp Cgil, Serena Sorrentino, mette in guardia: “non ci possono essere comparti penalizzati” per via degli 80 euro.

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ARAN, SINDACATI, CONTRATTI, BONUS, RINNOVO: DUBBI, CERTEZZE, ASPETTATIVE, OSTACOLI E NODI DA SCIOGLIERE

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È ripreso ieri, dopo la pausa estiva, il confronto tra governo e sindacati sul tema dei rinnovi contrattuali nella Pubblica amministrazione (attesi da 8 anni). Sono interessati 3,2 milioni di lavoratori. Entro la fine dell’anno l’aumento previsto in busta paga dovrebbe essere di 85 euro. Per salvare il bonus degli 80 euro nella Pa servono circa 125 milioni: questa è la cifra necessaria ad evitare il paradosso per cui l’aumento collegato al rinnovo contrattuale schiaccerebbe il beneficio fiscale per 363 mila statali. I conti li ha fatti l’Aran, l’Agenzia che rappresenta il Governo nelle negoziazioni, ma si tratta di una prima stima. Molti i dubbi dei sindacati che temono che il recupero del bonus non possa essere ricavato dallo stanziamento pattuito per l’aumento di stipendio, pari a 85 euro medi. In ballo ci sono le fasce di quanti guadagnano tra i 23 e i 26 mila euro l’anno: per loro con il rinnovo si supererebbe l’asticella sopra cui gli 80 euro non sono più riconosciuti. Ad essere coinvolti soprattutto autonomie locali e sanità, ma senza un paracadute il rinnovo sarebbe in tutto o in parte vanificato. Per evitare ciò la ministra della Pa, Marianna Madia, ha invitato le parti a escogitare una soluzione. La faccenda sarà più chiara quando si conosceranno i fondi nella manovra: sono attesi 1,2-1,3 miliardi per la Pa centrale, ma le pressioni non mancano, a partire dagli aumenti per docenti e welfare.

http://www.corriere.it/economia/17_agosto_29/contratti-nodo-bonus-80-euro-il-rinnovo-5ff544e8-8c1c-11e7-b9bf-f9bee7e83ed2.shtml


Riprendono le trattative per il rinnovo contratti statali tra sindacati e Governo dopo lo stop per la pausa estiva.

Lo sblocco dei contratti della Pubblica Amministrazione, atteso da più di otto anni, riguarda oltre 3,2 milioni di dipendenti pubblici e dovrebbe portare anche all’aumento degli stipendi di circa 85 euro, come previsto nell’accordo siglato tra le parti lo scorso 30 novembre.

Le confederazioni sindacali sono attese oggi all’Aran per parlare di diversi temi contrattuali inerenti il rinnovo.

I nodi da sciogliere sono infatti diversi: dal problema delle risorse al bonus Renzi di 80 euro, sindacati e Governo cercheranno di fare il punto per trovare le soluzioni adatte e realizzare finalmente il rinnovo dei contratti degli statali.

Ecco le ultime novità alla ripresa delle trattative.

Rinnovo contratti statali: il calendario degli incontri

L’incontro previsto per oggi all’Aran servirà per fare il punto sui temi da affrontare in vista del rinnovo dei contratti degli statali. Il calendario, infatti, è breve se si vuole realizzare il contratto entro l’anno.

Nei prossimi giorni sono previste inoltre le convocazioni dei tavoli di comparto; il 31 agosto è convocato il tavolo delle Funzioni centrali, sul tema degli istituti del rapporto di lavoro quali malattie, permessi e coordinamento delle norme in materia disciplinare. A seguire saranno convocati i tavoli di Sanità, Istruzione e Ricerca, e Funzioni locali.

https://www.money.it/Rinnovo-contratti-statali-riprende


Si profila un ostacolo imprevisto sulla strada dei (più volte cancellati e attesi da ormai otto anni) rinnovi contrattuali dei pubblici dipendenti. Come noto, il governo ha stanziato nelle leggi di Stabilità risorse sufficienti per concedere aumenti complessivi a regime per 85 euro medi a lavoratore. E in più Matteo Renzi, proprio alla vigilia del disastroso referendum costituzionale, aveva stipulato con i sindacati un accordo che garantiva un aumento «non inferiore a 85 euro medi» scritto nell’accordo del 30 novembre. Solo che il pagamento degli aumenti in busta paga avrebbe una spiacevole e imprevista conseguenza: farebbe scattare per molti dei dipendenti del pubblico impiego – ben 363 mila di loro, quelli che guadagnano tra i 23 mila e i 26 mila euro annui, concentrati soprattutto nella sanità e negli enti locali – la cancellazione automatica del bonus degli 80 euro concesso a suo tempo dal governo.

Una bella presa in giro, si direbbe: anzi, una beffa, visto che essendo gli aumenti contrattuali lordi, e il bonus 80 euro netto, alla fine dei rinnovi contrattuali, dopo tanta attesa e tanti scioperi pagati salatamente, 363 mila travet addirittura finirebbero per rimetterci. Per evitare danno e beffa, secondo i calcoli dell’Aran, l’Agenzia contrattuale del governo per il pubblico impiego, che sta svolgendo il negoziato con i sindacati di categoria per il contratto, servirebbero 125 milioni di euro. Ovvero, 3,7 euro a testa.

Della questione – e più in generale dello stato dell’arte della trattativa – hanno parlato appunto ieri i sindacati di categoria di Cgil-Cisl-Uil con l’Aran. Secondo il presidente dell’Agenzia governativa, Sergio Gasparrini, la questione in realtà non è così grave: «Oggi ci siamo concentrati sulle risorse – ha detto – per chiarire in modo abbastanza preciso qual è la dimensione del fenomeno 80 euro, che comunque costituisce una percentuale non particolarmente significativa rispetto al totale delle risorse complessive». Se tutti sono d’accordo sul fatto che c’è un problema per 363 mila pubblici dipendenti, è chiaro che si tratta di trovare una soluzione per restituire a questi lavoratori il bonus perduto.

Sul modo, però non c’è ancora né chiarezza né accordo. E i sindacati ieri hanno chiarito di non essere disponibili a detrarre la restituzione del bonus dallo stanziamento pattuito per l’aumento di stipendio, che dev’essere «non inferiore» a 85 euro medi mensili, come stabilito nell’accordo di novembre. Per Franco Martini della segreteria Cgil al momento le risorse «non consentono di affrontare positivamente il rinnovo». La numero uno della Fp Cgil, Serena Sorrentino, mette in guardia: «Non ci possono essere comparti penalizzati» per via degli 80 euro. Sulla stessa linea la Uil, che con Antonio Foccillo, raccomanda di «non confondere il bonus con l’incremento salariale». Ancora più esplicito Maurizio Petriccioli della Cisl: le risorse vanno stanziate «nella legge di Bilancio».

La faccenda sarà più chiara quando si conoscerà l’ammontare preciso inserito in manovra per i rinnovi. Sono attesi 1,2-1,3 miliardi per la pubblica amministrazione centrale, ma le pressioni per salire non mancano, a partire dalle richieste di aumenti per i professori e per il welfare.

http://www.ilsecoloxix.it/p/economia/2017/08/29/AS6WLP8I-statali_contratto_arrivano.shtml


 

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CONTRATTAZIONE DECENTRATA E REVISIONE CONTABILE

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La Ragioneria Generale dello Stato, con la Circolare n. 20/2017, ha redatto un vero e proprio Vademecum per la revisione contabile nelle amministrazioni pubbliche, con qualche riflesso anche per gli enti locali.

Il documento si può scaricare a questo link: http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/CIRCOLARI/2017/20/Circolare_Vademecum_per_la_revisione_amministrativo-contabile_degli_enti_e_organismi_pubblici_x_Ed._2017.pdf

Le indicazioni della RGS appaiono quanto mai importanti e, salvo ulteriori approfondimenti, mi permetto due osservazioni, in due diverse puntate, in merito al controllo della contrattazione decentrata.

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ASP ENNA: OO.SS. ED RSU INTERROMPONO LE RELAZIONI SINDACALI

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Cisl Fp, Fials, Fsi, e UGL insieme alla RSU Aziendale ASP Enna, ,considerato quanto accaduto in data 16 agosto in ordine alla convocazione della delegazione trattante e viste le dichiarazioni da una singola O.S. she fa esplicito riferimento alle riunioni propositive del 16 c.m. per “valorizzare le professionalità che andranno a migliorare il servizio sanitario” poiché non risulta nessuna formale concertazione di tali strumenti, comunicano di interrompere le relazioni sindacali ribadendo che resta valido solo l’accordo sottoscritto per l’attribuzione della PEO

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SANATORIA DEI CONTRATTI DECENTRATI “ILLEGITTIMI”: 5 ANNI IN AVANTI. I LAVORATORI? CORNUTI E MAZZIATI

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Le amministrazioni regionali e locali che hanno deliberato il recupero delle somme illegittimamente inserite nei fondi per la contrattazione decentrata possono avere cinque anni di tempo in più per completare il recupero di queste risorse.  È l’effetto determinato dall’inserimento nella legge di conversione del Milleproroghe (Dl 244/2016) del comma 15-quater all’articolo 1. Va ricordato che il termine previsto dal legislatore era lo stesso numero di anni in cui nei fondi erano state illegittimamente o erroneamente inserite risorse aggiuntive.

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RELAZIONI SINDACALI IN APSS TRENTO

SANITA’RSU
RELAZIONI SINDACALI IN APSS TRENTO. La pagina dedicata si propone di creare un canale informativo immediato, efficace e costantemente aggiornato con le Parti sindacali ed aziendali, riportando le principali novità ed eventi che interessano il sistema delle relazioni sindacali in APSS. In particolare in questa pagina saranno pubblicati:

  • i calendari degli incontri sindacali;
  • gli accordi che saranno sottoscritti a livello decentrato aziendale per tutte e tre le aree contrattuali del comparto sanità;
  • eventuali protocolli di intesa che saranno siglati fra le parti pubblica e sindacale su materie di interesse generale.

 

ATTIVITA’

  • cura la corrispondenza sia con le Organizzazioni sindacali di categoria delle diverse aree dirigenziali e del personale non dirigenziale del comparto sanità che con la rappresentanza sindacale unitaria e le rappresentanze sindacali aziendali, allo scopo supportando e coordinandosi con le diverse strutture aziendali e provinciali;
  • cura la programmazione e verbalizzazione degli incontri sindacali;
  • svolge attività di studio, ricerca e documentazione quale parte istruttoria necessariamente preliminare per la conduzione delle trattative a livello decentrato aziendale;
  • collabora nella stesura degli accordi decentrati a livello aziendale e nell’attività amministrativa in materia di organizzazione del lavoro e di relazioni sindacali;
  • provvede alla catalogazione ed archiviazione degli accordi decentrati aziendali;
  • collabora con i diversi Servizi centrali del personale nel supporto informativo all’A.P.Ra.N. ed all’Assessorato alle Politiche per la salute.
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ALCUNI NODI DA SCIOGLIERE SUL RINNOVO CONTRATTUALE, CON UN OCCHIO AL COMPARTO

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Si riapre la stagione contrattuale per i dipendenti della Pubblica Amministrazione, che include il personale socio sanitario. Dopo otto anni di attesa, l’ARAN, l’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni, preposta alla contrattazione, ha programmato i prossimi incontri con i sindacati, durante i quali dovranno essere affrontate molte questioni importanti legate alla vita lavorativa, alla carriera e al salario dei medici. Ma quali sono i principali nodi da sciogliere?

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