chiudi
Sentenze

CIRCONVENZIONE D’INCAPACE: 4 ANNI E 3 MESI DI RECLUSIONE

Immagine1
Ha circuito una paziente malata sottraendole con l’inganno circa 60mila euro. Un’infermiera professionale dell’Ausl, in servizio a Riccione, è stata condannata per circonvenzione d’incapace dal tribunale collegiale di Rimini a 4 anni e 3 mesi di reclusione. Ritenuto colpevole anche il figlio: per lui una pena di 2 anni e 9 mesi per riciclaggio di denaro.
Secondo l’accusa, l’infermiera (originaria della provincia di Potenza) dal 2011 al 2013 avrebbe lavorato ai fianchi la paziente, una riminese di 58 anni affetta da una malattia mentale e invalida civile, conquistando la sua fiducia e il suo affetto in modo da farsi consegnare tutti i soldi che aveva su un conto corrente postale, circa 60mila euro, provenienti dalla vendita di un piccolo appartamento ereditato.

Secondo quanto affermato dai testimoni comparsi in aula nel corso del processo, l’infermiera era riuscita a farsi consegnare più somme in contanti che variavano da 1.500 a 10mila euro. All’origine delle richieste di denaro c’erano scuse di ogni tipo, tra le quali anche una fantomatica ristrutturazione di un appartamento. Una parte dei 60mila euro sarebbero finiti anche sul conto corrente del figlio dell’infermiera: da qui l’accusa – poi confermata dal collegio – di riciclaggio. Alla vittima, che si è costituita parte civile assistita dall’avvocato Massimiliano Cornacchia, il tribunale ha concesso un risarcimento danni di 83mila euro.