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Camera dei deputati

IL CASO VULLO APPRODA IN PARLAMENTO, QUESTIONE NAZIONALE…

AIUTO

Il caso Vullo approda in Parlamento, all’attenzione del Presidente del Consiglio Gentiloni e dei ministri Lorenzin e Madia.

A presentare l’interrogazione parlamentare è Giulia Di Vita,deputata ex 5stelle attualmente al Gruppo Misto. Nel dicembre 2016 sono stati i grillini siciliani a presentare interrogazione a Crocetta e Gucciardi, rimasta senza risposta.

La Di Vita evidenzia come a chiedere chiarimenti sulla vicenda relativa ai requisiti dell’ex direttore generale del Papardo Michele Vullo (attualmente commissario straordinario del Policlinico) con una serie di note al ministro Lorenzin, all’Anac, alla Corte dei Conti ed alle procure di Messina e di Palermo, siano stati i sindacati Uil Fpl e Anaao-Assomed

Secondo le sigle sindacali- scrive la Di Vita ripercorrendo le tappe della questione- il manager non avrebbe mai posseduto i titoliprevisti dalla legge per ricoprire l’incarico nel momento in cui gli è stato conferito. A insospettire le organizzazioni sindacali è stato il fatto che il manager nel 2011 partecipò al bando della regione Calabria per individuare i direttori generali delle Asp e delle aziende ospedaliere, ma risultò non ammesso per carenza di requisiti. Nel 2010 però lo stesso Vullo era stato inserito nell’elenco dei direttori amministrativi delle Asp della regione siciliana e nel 2012 in quello dei direttori generali, tanto che dall’estate 2014 viene nominato direttore generale del Papardo di Messina. A entrambe le selezioni (che richiedevano analoghi requisiti e sono state bandite ad un anno di distanza l’una dall’altra) sia quella calabrese che quella siciliana, Vullo ha presentato lo stesso curriculum”.

La parlamentare sottolinea come stando sempre alle denunce di UilFpl e Anaao Assomed nel 2010 Vullo non avesse ancora maturato i requisiti richiesti, poiché nel periodo compreso tra il 2002 ed il 2006, diversamente rispetto a quanto dichiarato nel curriculum e nell’istanza di partecipazione alla selezione per direttori generali,  “non sembra abbia mai ricoperto in precedenza il ruolo dirigente di struttura complessa, ma quello di incarico con contratto di collaborazione continuativa (co.co.co.).in altri termini, quando partecipò al bando della regione siciliana per l’accesso all’elenco dei candidati alle direzioni sanitarie e ospedaliere, Vullo non aveva ancora maturato i requisiti richiesti. Il bando della regione siciliana (così come quello della regione Calabria) richiedeva almeno 5 anni di attività direzionale in qualità di dirigente di strutture complesse”.

La deputata nazionale ricorda infine come le due sigle sindacali abbiano più volte richiesto all’assessore regionale Gucciardi ed al presidente della Regione Crocetta la revoca dell’incarico di direttore generale del Papardo, nonché la sua cancellazione dall’albo regionale dei direttori amministrativi e direttori generali e l’ intervento dell’autorità giudiziaria. Sempre in seguito a questi esposti nel corso di quest’anno il caso finisce all’attenzione della Commissione antimafia dell’Ars che, dal mese di marzo ha poi ampliato il raggio di valutazione, in seguito alla disamina di un dettagliato documento di denuncia redatto da nove sigle sindacali (tra cui CIMO, Anaao Assomed, Cgil Medici Fp), ai criteri adottati e le procedure relative alle nomine dei manager siciliani della sanità. Dal caso Vullo la querelle sarebbe quindi diventata più ampia.

In seguito di un incontro tenutosi il 13 aprile 2017, appositamente concordato per l’approfondimento del tema, ho interessato della questione l’Autorità nazionale anticorruzione, richiedendo alla stessa un parere in merito ai contestati criteri adottati e le procedure relative alle nomine dei manager siciliani della sanità- prosegue Giulia Di Vita– il 30 giugno 2017 scadeva il mandato di ben nove direttori generali di Asp e ospedali siciliani. Per tali ragioni l’assessorato siciliano della salute avviava apposita procedura di nomina a commissario straordinario; questa fase è stata preceduta da una lunga battaglia di norme approvate all’Ars per bloccare eventuali colpi di mano del governo a ridosso delle elezioni regionali”

A fine giugno la giunta ha nominato i commissari straordinari delle Asp e delle aziende sanitarie e, dei 9 manager in scadenza di contratto, Michele Vullo è stato l’unico a non essere confermato dal governo regionale (al suo posto al Papardo è stata nominata Maria Letizia Di Liberti), ma è stato nominato commissario straordinario del Policlinico.

http://www.tempostretto.it/news/querelle-caso-vullo-approda-parlamento-interrogazione-giulia-vita.html