chiudi
Editoriali

IL CASO VENTURI NON ESISTE

Immagine3

Andiamo controcorrente: il caso Venturi non esiste.

E non esiste almeno per come vogliono farcelo credere da Omceo Bologna e dintorni, con un sospetto sussulto di orgoglio di categoria da parte propagini della dirigenza medica e sanitaria, che non ricordiamo così decisa e manifesta per il precedente del 2015, quando a cadere a sotto le raffiche di procedimenti disciplinari erano anche il direttore del dipartimento Emergenza dell’Ausl Giovanni Gordini, il responsabile del 118 Cosimo Picoco e il direttore dei pronto soccorso dell’area nord Nicola Binetti. 

Dov’erano allora quella e questa dirigenza medica e sanitaria sotto svariate forme e che oggi cade dal pero?

Ci sarebbe stato infatti da meravigliarsi se il procedimento disciplinare non avesse esitato nella radiazione, e ciò in relazione alla precedente detonazione con la determina ordinistica per la sospensione dei 9 medici che avevano applicato il protocollo della AUSL Bo, supportato dall’atto deliberativo regionale ER.

Nella gradualità dei provvvedimenti ordinistici quale ventaglio disponibile per sanzionare un iscritto ad un Albo incolpato di violazione del Codice Deontologico di riferimento, non ci sono alternative: Venturi meritava la radiazione.

E se è vero come è vero che successivamente la CCEPS ha poi annullato 8 sospensioni disposte per 8 medici e ridotta ad avvertimento per un altro medico la sospensione comminata, non resta che attendere che Venturi si rivolga alla CCEPS, giudice terzo. 

Nel frattempo pubblicità gratuita, il fine scambiato con lo strumento, il classico “rivolgersi a nuora affinchè suocera intenda”, politica con la p minuscola che fa io il paio con Partitica con la p maiuscola. Non avevano niente di meglio da fare? Non avevano niente di meglio da dire.

Sospendere per 6 mesi i medici di Aziende sanitarie dell’emergenza che delegavano, sulla base di protocolli e linee guida, «azioni di stretta pertinenza medica a personale non medico, nello specifico infermieristico», è stato un fatto più grave della radiazione di Venturi stesso. Passato, ahinoi, sotto metabolizzazione precoce.

E’ infatti curioso che gli stessi che hanno sospeso loro iscritti siano ancora li, rieletti alla guida di Omceo Bologna, che si fregiava e si fregia tutt’ora dell’autonoma politica dalla propria Federazione. Ma autonomia da cosa? 

Venturi può dormire sonni tranquilli, non è Omceo il suo problema, e non è Venturi il problema di Omceo.

Il problema di Omceo è Omceo stessa.

Al suo interno e solo al suo interno, quale comunità professionale, poteva trovarsi una soluzione di buon senso ed equilibrata.

Non hanno colto questa opportunità e giocoforza sono stati costretti ad alzare il tiro, altrimenti non se li filava nessuno.

Solo Moretti poteva permettersi di domandarsi “mi si nota di più se vengo o se non vengo”, “se sto in lontananza ma non proprio in disparte“.

Resta in tutta la sua interezza la gravità dell’atto per come compiuto, sia ben chiaro.