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Ministero della Funzione Pubblica

IL BONGIORNO SI RILEVA DALLE IMPRONTE DIGITALI

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Il Ministro della Pubblica Amministrazione su furbetti del cartellino, diritti del cittadino, impronte digitali, dirigenti (che forse non potrebbero amministrare nemmeno un condominio, ndr). Nel frattempo la popolazione lavorativa invecchia, e il problema resta irrisolto da una parte e nemmeno innovativa la soluzione dall’altra. Aspettiamo con il dovuto credito di fiducia.

Cestinerà la riforma Madia?

«Non ho l’ansia di mettere il mio nome su una legge, ma di far funzionare la Pubblica amministrazione. Agirò col bisturi per curare le disomogeneità nei servizi».

Primo atto?

«Sopralluoghi a sorpresa».

Blitz?

«Sì, ma nulla di punitivo. Ispezioni a campione con pool di esperti: i nostri ispettori e specialisti di modelli organizzativi».

E poi?

«Se troverò disservizi causati da difficoltà oggettive aiuteremo a colmare le lacune. Ma se emergessero inerzie saremo inflessibili».

La Madia era in guerra con i «furbetti del cartellino». Lei?

«L’assenteismo è un fenomeno odioso. La Madia ha modificato le sanzioni. Credo si debba anche prevenire».

Come?

«Con rilevazioni biometriche per evitare che ci sia chi strisci il tesserino per altri».

Vuol prendere le impronte digitali ai dipendenti?

«Cosa c’è di male? A me alla Camera le hanno prese quando c’erano i “pianisti”. E non sono rimasta traumatizzata».

E la privacy?

«Tra i beni confliggenti deve prevalere l’interesse collettivo: che siano tutti al lavoro, al servizio del cittadino».

https://www.corriere.it/economia/18_giugno_23/bongiorno-impronte-digitali-ministro-pubblica-amministrazione-c0a74cb0-771b-11e8-b055-7e55445aba73.shtml