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CGIL

BABBO NATALE AL S. CARLO DI POTENZA: LICENZIAMENTI

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“I cittadini devono sapere quello che sta accadendo all’ospedale San Carlo. Devono sapere che si rischia il disastro”. A parlare è Ilaria De Stefano, infermiera in servizio nella Cardiologia medica dell’ospedale di Potenza. Parla a nome dei colleghi, che come lei stanno per essere licenziati dall’azienda ospedaliera.

Sono in totale 70, tra infermieri e Oss che, assunti a tempo determinato, andranno a casa entro il 31 dicembre prossimo, allo scadere dei 36 mesi, per effetto della Legge Madia.

Stanno vivendo ore di incertezza e preoccupazione a fronte di una situazione lavorativa già complessa, fatta di turni massacranti, doppi turni, ferie estive non godute per la cronica carenza di personale che si registra nel più grande ospedale lucano.

Questi uomini e queste donne, al pari del diritto alla cura dei cittadini, diventano un conto da far quandrare in bilancio anche a costo di mettere a rischio la salute dei lucani.

La dura legge dei numeri ricorda che costano circa 300mila euro che porterebbero in disavanzo il bilancio dell’azienda. E quindi l’unica soluzione, al momento praticabile, per la direzione aziendale è tagliare. Costi quel che costi.

Nei giorni scorsi- racconta Ilaria- il reparto di ematologia è stato costretto a chiudere alcune stanze, che significa non poter accettare ricoveri. La Neurologia ha perso nove unità lavorative. Con le lettere di preavviso della cessazione del rapporto lavorativo in molti sono stati “costretti” ad usufruire delle ferie non godute con il risultato che ormai è sotto gli occhi di tutti.

Stamattina gli infermieri del San Carlo si sono riuniti con i loro rappresentanti sindacali per fare il punto della situazione. Già nei giorni scorsi avevano chiesto un confronto con il direttore generale, Massimo Barresi, che però non ha voluto, sino ad oggi, incontrarli, preferendo confrontarsi con i soli sindacati. Domattina è previsto un incontro con il presidente della Regione, Vito Bardi.

Il disastro- spiega l’infermiera De Stefano- si potrebbe evitare, ci hanno detto i sindacati, attingendo le risorse a fondo vincolato che solo il direttore generale può decidere di svincolare per il prosieguo delle nostre prestazioni. Chiediamo alle autorità competenti di prendersi la responsabilità del ruolo che si sta ricoprendo, di svincolare questa opportunità per far fronte non solo alle esigenze dei lavoratori precari, ma soprattutto, alle necessità dei cittadini che hanno il diritto costituzionale alla salute.

L’appello degli infermieri si aggiunge a quello dei sindacato. Il segretario della Fp Cgil, Giuliana Pia Scarano, nel pomeriggio infatti, ha ribadito in una nota che l’azienda sanitaria ospedaliera San Carlo “è ormai allo sfascio” accusando l’azienda stessa di mistificare i numeri e ricordando come già da giugno 2019 ad oggi gli infermieri a tempo determinato sono passati da 120 a 72; molti – ha spiegato Scarano- hanno lasciato il San Carlo trovando occupazione stabile in aziende sanitarie di altre regioni. Ciò significa che i nuovi assunti (83) non coprirebbero quella che era già una dotazione sottodimensionata e il saldo tra uscite e nuovi ingressi è già in partenza negativo.  Quanto agli OSS, i 40 operatori licenziati saranno sostituiti solo man mano che i 58 in graduatoria per l’avviso di mobilità riceveranno il nulla osta dalle aziende di provenienza.

La contraddittorietà dei licenziamenti in corso- per la segretaria di Fp Cgil-  è eclatante anche alla luce di altre scelte che certo non vanno nella direzione del contenimento della spesa”.

https://www.basilicata24.it/2019/11/sanita-lucani-devono-sapere-quello-sta-accadendo-allospedale-san-carlo-70872/