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ASL ORISTANO, NEMMENO LA MADONNA DEL RIMEDIO TROVERÀ IL BANDOLO DELLA MATASSA VACCINALE E ORGANIZZATIVA

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  Ancora confusione e caos alla Assl di Oristano, Pronto Soccorso : ordini di servizio per trasportare codici rossi agli Infermieri senza il Medico – Vaccini si oppure no e a chi ?

Tutto questo e altro si chiede il Sindacato delle Professioni Sanitarie FSIUSAE, non solo quello dei medici che dichiarano caos e disorganizzazione, ma anche un malcontento generato nelle fila degli infermieri, tecnici di radiologia, laboratorio, prevenzione, fisioterapisti, ostetriche, oss, che  a tutt’oggi si ritrovano a sentire varie campane discordi afferma la segretaria beatrice mura – poca chiarezza e trasparenza, eppure ci si dovrebbe attenere al piano vaccinale definito dall’ ARES per redigere quello della propria area di appartenenza.

Gli stessi Medici di Base ne avevano richiesto la somministrazione, cosa che è avvenuta in data di ieri sabato 09 gennaio, dove in un comunicato viene stilato un elenco ospedaliero ed uno territoriale, peccato che in quello territoriale compaiano : operatori e ospiti delle RSA, operatori della Casa di cura Madonna del Rimedio, medici del territorio, comprese guardie mediche, personale servizio igiene pubblica e team vaccinatori.

 

Mi chiedo  – continua la Mura – dove siano stati collocati coloro i quali, gli Infermieri delle CDI, ogni giorno si recano a casa dei pazienti per assisterli in ambienti non protetti, sarebbe molto interessante che qualcuno ci desse delle spiegazioni in merito e, non una volta o due gli accessi, ma anche quotidiani,  non me ne vogliano i MMG, con i quali vi è un rapporto di grande collaborazione e reciproca stima, non vorrei passasse il messaggio che al Medico per prima e agli Infermieri successivamente, molto triste tutto ciò.

 

Si fa una fatica immane a garantire i servizi territoriali con le poche risorse a disposizione e i DPI sempre risicati, in più ci si deve trovare difronte a queste scelte poco congrue e corrette e a dover mendicare un vaccino e, per non parlare di poter eseguire un tampone, in quanto gli infermieri del territorio si trovano in un limbo che a pochi interessa.

Sempre più triste difronte a questi comportamenti poco trasparenti. Invierò una nota all’Assessore della Sanità Dottor Nieddu per metterlo a conoscenza di comportamenti da parte di dirigenti poco chiari e che generano confusione.

 

A partire da un ordine di servizio fatto ad una infermiera del Pronto soccorso di Oristano durante le ore notturne per trasferire una paziente con  codice rosso presso altra struttura senza la presenza della figura medica, atto grave e perseguibile. Non sono più accettabili comportamenti irrispettosi verso chi, da quasi un anno si adopera con sacrificio e abnegazione, per far funzionare la macchina sanitaria in favore dei malati e, di chi si è trovato a dover combattere questo maledetto virus, saltando riposi, ferie, per senso di appartenenza al proprio luogo di lavoro e senso di responsabilità, non vogliono nessuna medaglia, ma solo rispetto non sono carne da macello conclude la segretaria beatrice mura.

La Federazione FSI USAE – Vi sottopone ancora una volta la grave questione delle tante criticità presenti presso il PS dell’Ospedale San Martino, confidando un immediato intervento celere e risolutivo, per non mettere a serio rischio l’incolumità degli Infermieri, sempre più provati da un’emergenza di cui non si vede la fine.

Più volte, abbiamo segnalato e sperato, che almeno qualche punto potesse migliorare, invece continuano a pervenire numerose lamentele da parte degli infermieri, dove la preoccupazione è tanta, lo stress è al limite di poter reggere l’incolumità psichica.

Nei giorni scorsi è avvenuto un fatto increscioso, richiediamo un’attenta e scrupolosa valutazione su quanto accaduto a chi di competenza, tale da non ricadere sullo stesso errore in termini di clinical risk, sia per i pazienti che per gli operatori.

Il Responsabile dell’ Unità Operativa PS, ha effettuato, durante le ore notturne, un ordine di servizio ad una infermiera, per trasferire un paziente, sembrerebbe con codice rosso, senza assistenza medica, in quanto durante il turno notturno la presenza del medico è limitata ad una persona, ciò avrebbe impedito di poter accompagnare la paziente di giovane età con seri problemi clinici, i quali richiedevano trattamento medico immediato.

Dopo aver provato tramite la Direzione Sanitaria, a reperire un medico per il trasferimento, in quanto quello in servizio, occupato con i tanti pazienti che accedevano al PS, i tanti pazienti in attesa di essere ricoverati nel reparto di Medicina, il Responsabile ha disposto il trasferimento con la sola unità infermieristica, inutile ricordarvi il significato di codice rosso in quanto ne conosciamo tutti il significato, mi chiedo come sia stato possibile in tutta la Assl non reperire un medico disposto ad accompagnare una giovane paziente di 28 anni. Trovo molto grave l’episodio accaduto, ed aver inviato presso altra struttura un codice rosso senza figura medica, significa aver messo a rischio la vita del paziente e dell’infermiere. Chiedo vengano fatte le giuste verifiche del caso, la tutela della salute e degli operatori non deve mai venir meno per non incorrere in azioni di tipo legali.

Situazione diventata insostenibile e rischiosa, soprattutto in questi giorni di sovraffollamento, sia per gli utenti che accedono alla struttura, che per il personale direttamente coinvolto, il quale si trova a dover assistere senza i mezzi più basilari come una barella, tutte occupate dai pazienti che attendono il ricovero, presso il reparto di medicina, lungo i corridoi e le sale di attesa, dove la privacy non è più garantita ed il caos rende difficile l’efficienza del servizio da erogare.

All’interno del PS, permangono in osservazione, i pazienti destinati al ricovero nel reparto di Medicina, il quale è già saturo, nonostante ci siano i letti, ma il personale sanitario è al minino anche nel reparto di Medicina, quindi il numero dei posti letto è stato ridotto a 20. Tutto ciò, crea forte disagio e sovraffollamento, difficile da gestire con le poche risorse umane presenti e già provate dallo stress.

I pazienti prima di accedere al PS, vengono sottoposti a controllo con tamponi e/o antigenico, ciò comporta e sta comportando delle problematiche non di poco conto, i pazienti stazionano in ambulanza o in macchina per ore, in quanto il laboratorio ha il suo carico di lavoro non indifferente, non sempre è possibile avere i risultati nel giro di un’ora, l’infermiere deve monitorare i pazienti fuori dal PS anche sotto l’acqua, visto le condizioni meteorologiche di questo periodo, la rivalutazione nella fase di triage, sappiamo bene che è di vitale importanza per la riuscita della cura. Nonché tutte le attività assistenziali eventuali da intraprendere, anche in caso di dubbio diventa di difficile attuazione.

Come da nota a firma del Direttore Sanitario Dottor Carboni, dei giorni scorsi, sulle nuove modalità di pre-triage negli Ospedali Covid free, viene disposto che: “presso i PS Covid free i pazienti in arrivo saranno sottoposti a test molecolare rapido e,  in ragione dell’esito, accettati, con test negativo, o indirizzati ad Ospedali Covid, nei casi di esito positivo. Il test …[ ] sostituisce in toto la fase di pre triage, come in occasione della prima emergenza epidemica di marzo 2020.”.

Ma ciò descritto non avviene e, di conseguenza viene disattesa, in quanto il responsabile fa accedere tutti i sospetti a prescindere dal codice in ps, togliendo di fatto un infermiere che si deve occupare dei pazienti positivi e poi trasferirli, che accedono all’isolamento, zona rossa, nonostante alcuni pazienti, possano aspettare il referto in ambulanza ed evitare la trafila, che implica lavoro in più in una situazione già delicata e compromessa.

L’Infermiere, si deve occupare, non solo dei pazienti che attendono il ricovero in medicina, ma anche, dei pazienti del PS e, dei pazienti positivi che accedono all’isolamento, nonostante non siano dei codici rossi. Ciò implica maggior carico di lavoro per gli infermieri, già oberati e psicologicamente provati.

Da tener presente come il carico mentale e fisico accumulato in questi mesi di emergenza sanitaria rischia di avere importanti ripercussioni sull’operato del personale, a serio rischio di stress lavoro correlato e sulla sicurezza dei malati assistiti.

Chiediamo con urgenza alle Autorità, un intervento immediato e, un riscontro doveroso, nei confronti di chi, per tutti questi mesi ha e continua a dare con responsabilità e senso di appartenenza tutto il loro sapere a disposizione della collettività di tutta la Provincia di Oristano.

Rimanendo in attesa in base alla L.241/90 Porgo Cordiali saluti

La Segretaria Territoriale Oristano

Beatrice Mura