chiudi
ORDINI PROFESSIONI INFERMIERISTICHE

ARTICOLO 2 CODICE DEONTOLOGICO DAL PUNTO DI VISTA DI A. SINGALI

Screenshot_20190413-140113_1

Codice deontologico: una disamina dell’articolo 2

Il punto di Alessandro Singali infermiere esperto in area etico deontologica di Opi Fi-Pt

Firenze, 11 giugno 2019 – Una disamina dell’articolo 2 del Codice deontologico degli infermieri in relazione all’educazione nella professione infermieristica. La propone Alessandro Singali, infermiere esperto in area etico deontologica, referente della commissione etica dell’ordine interprovinciale Firenze Pistoia e membro dell’istituto italiano bioetica per la Toscana.

Questo il testo dell’articolo: Art. 2 – Azione. L’Infermiere orienta il suo agire al bene della persona, della famiglia e della collettività.Le sue azioni si realizzano e si sviluppano nell’ambito della pratica clinica, dell’organizzazione, dell’educazione e della ricerca.

Si parla innanzitutto di azione, per cui l’infermiere indirizza il suo comportamento al benessere del paziente, della famiglia e della collettività. Le sue azioni prendono spazio quindi nel contesto della pratica clinica, dell’organizzazione, dell’educazione e della ricerca.

Per quanto riguarda “Il corretto smaltimento dei farmaci e la ricaduta sull’ambiente” è importante ricordare che essi non debbano essere gettati con noncuranza e menefreghismo in un qualsiasi contenitore destinato ai rifiuti, dal momento in cui le sostanze contenute possono recare gravi danni al terreno e al sottosuolo. «Secondo uno studio svolto in collaborazione con Federfarma nelle farmacie del veronese – spiega Singali –  solo quattro cittadini su dieci smaltiscono i medicinali nel modo corretto ovvero usando i raccoglitori appositi. Non solo: il 70% della popolazione italiana si fa prescrivere un medicinale senza controllare prima di averlo già, col risultato che ogni anno ognuno di noi getta via un chilogrammo di farmaci. L’allarmante conseguenza di tutto questo è un danno di 2 miliardi per lo stato e di 400 euro a famiglia».

L’Istituto superiore per la sanità dichiara un aumento del consumo dei farmaci, visto che si è alzata la soglia dell’età media e che le fasce che usano più medicinali sono quelle delle persone più anziane. Si parla di un vero e proprio abuso, che grava non solo sul servizio sanitario, ma anche sull’ambiente.

La comunità scientifica denuncia le conseguenze di questo inquinamento sia in relazione all’ecosistema sia in relazione alla salute dell’uomo.  Al momento, le concentrazioni rilevate sono molto lontane dal poter rilasciare effetti tossici ma lo stesso probabilmente non si potrà dire a lungo periodo. Molto lontano (però comunque possibile) il rischio di contaminazione dell’uomo per mezzo dell’acqua potabile infetta, che ad oggi viene purificata mediante macchinari ed interventi usati negli impianti di potabilizzazione. “Più gravi sono gli effetti derivanti dall’esposizione continua nel tempo, come per esempio l’aumento delle allergie o la minore efficacia degli antibiotici, i batteri diventano sempre più forti, il che facilita lo sviluppo di pericolosi ceppi resistenti al principio attivo”, sostiene poi Singali.

I contenitori per i farmaci non scaduti sono presenti negli ospedali del territorio (Santa Maria Nuova, Ponte a Niccheri e Torregalli) e anche in alcuni presidi dell’azienda sanitaria (Asl di Sesto, Campi, Calenzano, Lastra a Signa e Scandicci; sono anche in numerose sedi di associazioni del volontariato sociale e del terzo settore di Fucecchio e Empoli).  Le farmacie coinvolte sono invece poche, così da non far confondere il cittadino fra i contenitori dei medicinali ancora buoni e quelli invece scaduti.

Per ridurre lo spreco di medicinali, in Toscana, il Centro Missionario Medicinali Onlus ha dato vita, sul territorio di Firenze, al progetto “Un farmaco può salvare la vita”, così da poter mandare i medicinali ancora utilizzabili nei Paesi del Sud e dell’Est. Solo nel 2014 grazie a questa iniziativa sono state raccolte oltre 7 tonnellate di farmaci non scaduti, con 2.088 pacchi, contenenti “4 milioni di dosi di farmaco oltre a presidi ospedalieri, strumentazione diagnostica, materiale da medicazione, prodotti per bambini, pannoloni per adulti”: il 28% in più rispetto al risultato ottenuto l’anno precedente.

«La tutela dell’ambiente – conclude Singali – deve essere una prerogativa generale a prescindere da leggi e sanzioni e deve fare riferimento al buonsenso di saper smaltire nel modo corretto medicinali e farmaci inquinanti al fine di evitare contaminazioni e disastri per noi e per il pianeta su cui viviamo. Bisogna quindi fare molta attenzione a smaltire nel modo corretto i farmaci scaduti o non più necessari».