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Opinioni del lettore

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RICCARDO CUOR DI LEONE

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Si aggiunge al parterre di massimi esperti ieri di demansionamento oggi di super oss, l’infermiere Riccardo, legittimamente, ma con una litania che sa di già sentito e letto. Mai una innovazione, ma ci saremmo dovuti meravigliare del contrario.

Riccardo legge da mesi polemiche sulla nascita del Super-OSS in Veneto, di cui invece si di dibatte da oltre un anno.

Riccardo, ma prima dove eri?

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I MISERABILI DEL CARDARELLI

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Riceviamo e pubblichiamo

Gentile Redazione, alla vostra attenzione una mia riflessione sui noti fatti di Aorn Cardarelli ed RSU Aziendale.

Come se non bastasse l’accanimento social verso una dipendente del Cardarelli compiuta dagli stessi che dovrebbero tutelarla, continua la pantomima ad opera dei soliti noti.

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CONTATEVI E CHIEDETEVI

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da particella di sodio in acqua lete:

 

Al Presidente della FNOPI

Ai Presidenti degli Ordini Provinciali OPI

(loro sedi)

Quinto Vicentino, 26 aprile 2022

Oggetto: Tutela del diritto al lavoro di cui agli art 4, 4bis e 4 ter del DL n. 44/21 convertito in legge n. 76/21 e nel D.L n. 24/22

Gentili colleghi,
facendo riferimento alla lettera che, in data 5 aprile 2022, ContiamoCi!, con il sostegno di altre associazioni, ha inviato al Ministero della Salute, alle Federazioni Nazionali e agli Ordini, chiediamo, in qualità di Infermieri di ContiamoCi!, che la FNOPI e gli Ordini provinciali degli infermieri vogliano attivarsi al fine di ripristinare la dignità della nostra categoria professionale gravemente compromessa dall’imposizione di un obbligo vaccinale sanzionato con la sospensione dall’Albo professionale di cui all’art. 4 DL n. 44/21 e succ. mod.

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IO, INFERMIERA, AI MIEI COLLEGHI ROMANTICI DICO CHE…

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Ai romantici.

Ai professionisti che stanno accanto a chi ne ha bisogno con competenza, per le conoscenze acquisite durante l’università, per la capacità di mettersi nei panni dell’altro per comprendere meglio il suo bisogno e aiutarlo a risolverlo nel modo più adatto.

A chi ha compreso che non esiste solo un concetto di Salute, ma che sulla base di princípi etici di beneficità – non maleficità, equità, giustizia, solidarietà, autonomia… esistano tanti concetti di Salute per ciascuna delle anime che popola la terra.

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ORDINI PROFESSIONI INFERMIERISTICHE

NAUFRAGIO ALTERNATIVO ELEZIONI OPI AREA CAGLIARITANA

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Gentile Direttore, gira in provincia di Cagliari un progetto ordinistico che è entrato nel dibattito come un leone per uscirne in rima.

Il nuovo che avanzava proponeva addirittura un progetto autonomista (da cosa?) per l’immediato, chiamando a raccolta centinaia di iscritti al gruppo social relativo che penderebbero dalle labbra del messia di turno, che nel pieno non riconoscimento dei diritti e del rispetto dei chiamati alla crociata, come un plenipotenziario trasla  (testuale) al 2024 il cambiamento sbraitato e naufragato prima ancora di levare le ancore.

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SULL’IMMAGINE SOCIALE DELLA PROFESSIONE INFERMIERISTICA

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Riceviamo e pubblichiamo.

«Paziente violentata». Infermiere nei guai. Chiuse le indagini

Spett.le redazione, con un giro sulla rassegna stampa nazionale web c’è quasi un infermiere accusato di violenza a settimana.

Assurdo.

Come può migliorare mai l’immagine della professione?

Prendiamo lauree, master scriviamo, articoli, ecc. e poi il collega legge il giornale con la porta aperta nell’orario di visita parenti e il medico furbamente se lo legge con la porta chiusa.

È solo un esempio … ne potremo fare centinaia per descrivere che lo stile di porsi è diverso.

Serve un forte monito alla professione, una campagna forte che miri a sottolineare la figura dell’infermiere professionista traslocato nell’area delle professioni intellettuali in cui bisogna avere criteri molto selettivi per esercitarla come hanno fatto nelle forze dell’ordine.

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BASITA SONO…

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Gent.le Direttore,

Il demansionamento una questione sostenuta da deficienti. I “masterizzati” in forense messi da parte al fine di favorire i colleghi con la laurea specialistica? Cosa sta succedendo?  Confesso di essere perplessa! Molto perplessa!

Prima di scriverne ho voluto leggere ed ascoltare quanto dichiarato da chi sta contestando tutto ciò, vale a dire i vertici dell’OPI, ma anche la professoressa Loredana Sasso, che non è lontana dall’OPI.

Tutti sono vicini tra loro, ma, sono vicini agli infermieri? Molti dei vertici dell’Ordine vivono la realtà delle Direzioni Infermieristiche, ma si compenetrano con gli infermieri e gli infermieri con loro? Spesso si sente una distanza siderale tra due emisferi, tra la Dirigenza infermieristica e le “truppe infermieristiche”, quest’ultimi che rassegnati, maneggiano tutto, dalla padella, alla pasticca, passando per flebo e sala operatoria.

La stimatissima professoressa Loredana Sasso, citando uno studio pubblicato su “The Lancet”, ci dice circa l’importanza del numero degli infermieri in reparto, che più è alto il numero degli infermieri, più è bassa la mortalità dei pazienti. Un affermazione del genere equivale, per gli infermieri a “lapalissiana” dell’infermieristica o una massima alla Catalano, stile “quelli della notte”! Però sono d’accordo, gli infermieri debbono documentare quello in cui credono, quello che serve per migliorare l’assistenza con evidenze scientifiche.     Negli Stati Uniti stanno discutendo se standardizzare un rapporto tra infermieri pazienti tipo 5 a 1. Abbiamo letto e sentito dalla Professoressa Sasso, che investire nell’infermieristica può costituire un guadagno, una risorsa economica. Negli Stati Uniti si stima che un dollaro investito nell’infermieristica, può dare un ritorno economico pari a 0,75 dollari, oltre ad altri benefici immateriale.

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I MACERATORI DI PADELLE SONO UN PROBLEMA?

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Gent.mi, sto continuando la mia ricerca circa i “maceratori di padelle monouso”.

La prima volta che ho visto utilizzare una padella macerabile era durante il percorso di studi. Il primo impatto fu eccellente, un regalo alle attività dei professionisti dell’assistenza. Però mi sono ricreduta e presto. Ho anche aperto discussioni attraverso i social. I maceratori di padelle monouso sono un problema per vari problemi come la fine delle forniture, le macchine si ostruiscono e non vengono riparate prontamente, benché fosse previsto dai capitolati, forse per ragioni economiche?

Ho già scritto che mi lascia perplessa l’aspetto igienico, poiché la padella monouso viene disintegrata, ma il suo sostegno che spesso viene distribuito in piccole quantità, passa da un letto ad un altro dei pazienti, senza poter essere pulito in modo verificabile ed efficace? Perché il montaggio di un maceratore per padelle, prevede la rimozione di una lavapadelle. Molti ospedali hanno le condutture degli scarichi non adeguate ed adattate al sistema di macerazione padelle, quindi facilmente si ostruiscono.

Ciò nonostante mi risulta che un ospedale nel centro nord, nel costruire l’ospedale avevano previsto delle condutture adeguate, ciò nonostante pare stiano tornando indietro.

Purtroppo, non sempre le cose ultramoderne sono all’altezza delle aspettative. Mi hanno stupito anche i capitolati che raramente sono visibili, dal momento che attualmente sono appannaggio di pochi.

Nei documenti che ho letto, la valutazione delle necessità di padelle monouso, sembrerebbe sottostimata. Ho letto che in un ospedale, suddiviso in 9 reparti, la gara di appalto prevede l’acquisto di 5000 padelle monuso, che divise per 9 reparti, si stima la necessità di 555 padelle circa, per ogni reparto. Le 555 padelle monouso suddivise per 365 giorni, nel suddetto ospedale è stato previsto il consumo di 1,5 padelle al giorno per reparto?

 

Sottostimate perché un operatore sanitario sa’ che le padelle vengono utilizzate per evacuare, ma anche per le cure igieniche. Non ultimo, una volta terminate le scorte, il costo del riassortimento come viene considerato? Altra questione sono i “supporti non monouso” delle suddette padelle che nel capitolato descritto sono 5 per nove reparti, e per 5000 padelle macerabili.

I maceratori di padelle, tra l’altro, per facilitare lo scorrimento del prodotto di macerazione, nelle fogne, consumano molta acqua.

Ho letto che in Germania, sono fortemente vietati i maceratori. Perché riducono il quantitativo della

mondezza, ma aumenta l’inquinamento delle acque a cui molti paesi Europei si stanno dedicando con forza. Io credo che tutto ciò dovrebbe interessare anche a noi Italiani, poiché il mare è uno dei nostri prodotti più apprezzati, lo dovremo difendere. Ero sensibile a tutto ciò, fino a quando non ho visitato un ospedale per tartarughe Caretta Caretta, ora sono più grave.

Queste mie parole per invitare tutti i professionisti sanitaria da una riflessione. Gli Infermieri “non dovrebbero utilizzare le padelle”, il condizionale è d’obbligo, ma la prevenzione delle infezioni ospedaliere compete tutti i professionisti sanitari, medici inclusi!

Ritengo che la questione “padelle” è un problema sottostimato. Si può fare un intervento chirurgico o medico pazzesco, ma non è possibile sottovalutare tutto questo.

Cordialmente Laura Rita Santoro

 

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INFERMIERI, ADDA PASSA’ ‘A NUTTATA…

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Riceviamo e Pubblichiamo.

Gentile redazione, sono dispiaciuto per la pochezza avuta nel contratto, decisa a maggioranza il 30.11.2016, ma molto deluso e arrabbiato perché i sindacati di categoria all’epoca non protestarono contro le 85 euro stabilite in quell’accordo.

Non potrà mai crescere la categoria degli infermieri se da venti anni è divisa in due sindacati (che forse fanno finta di farsi concorrenza), senza portare mai un centesimo alla professione, quest’ultima oggi in crisi che come conseguenza ha fatto sortire un movimento infermieristico di grandi dimensioni già ben radicato sul territorio nazionale costituito da infermieri delusi dai sindacati di categoria.

Un quarto sindacato di categoria sta per nascere e tanti altri movimenti infermieristici esistono di minore dimensioni sul territorio nazionale con proprio e autonomo pensiero diverso dagli attuali. Insomma una frammentazione simile ad uno specchio rotto in mille pezzi.

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