chiudi

Editoriali

Editoriali

SAVE THE NURSING

SAVE THE NURSING

Continuano a più riprese rappresentazioni di fatti, contesti ed opinioni che nulla hanno a che vedere con il corretto esercizio della professione infermieristica nel front e back office dell’organizzazione del lavoro, e nemmeno dell’espressione del libero pensiero in tutte le sue forme.

In ultimo, l’incredibile petizione di cui al link http://chng.it/gntgX6MH

Incredibile non tanto per il contenuto e le motivazioni, quanto per il corredo di commenti incommentabili proprio da parte di chi vorrebbe vedere sanzionata una parte terza.

Carta stampata, social, televisioni, manifesti 6 x 3, annunci e manifestazioni varie: nessuno può dichiararsi esente da un approccio spesso creativo e superficiale su iscritti all’albo, maggiormente rappresentati in Italia in un Ordine, impegnati in tutte le forme del mercato del lavoro nella sanità pubblica, privata e nella libera professione.

Da iscritti all’Ordine, con maggiore sottolineatura, la responsabilità è da considerarsi parimenti rilevante.

La “rete” che diventa una trappola invece che intesa come collaborazione.

Dalla “cronaca locale” alle “grandi inchieste” giornalistiche, dalla provocazione social a manifestazioni di piazza, è sottile il confine che separa il lecito dall’inaccettabile e controproducente.

La redazione di compartosanita.it:

  • è per la corretta informazione
  • è per l’autorevole rappresentanza di cosa si voglia raccontare e condividere, criticare o osannare
  • è per la tutela e la valorizzazione di una immagine infermieristica composita come composite le dinamiche  e le evidenze di una professione siano esse scientifiche, tecniche, umanistiche, teoriche, organizzative, sociali, etiche, comunicative
  • è per la discussione anche serrata su cosa possa dividere, ma senza trascurare o disconoscere cosa unisca e/o cosa sia utile per

#savethenursing dagli urlatori, dai venditori di fumo, dagli specialisti degli specchietti per le allodole, dai giornalisti con la g minuscola che non verificano e fieri di sbattere il mostro in prima pagina, dagli opinionisti seriali e onnipresenti sui social. E dai lanciatori di petizioni on line.

Non sono questi i mezzi, i fini e le prospettive che accomunano in virtù dell’art. 1 del Codice Deontologico Professioni Infermieristiche.

continua
Editoriali

SERRATA DEL BAR BALANZON

Immagine2

La deriva comunicativa della signora è stranota ma stante la protagonista, l’organizzata “peti-zione” su http://chng.it/gntgX6MH rischia di mettere solo fieno in cascina del narciso che è in lei.

È del tutto inutile dal punto di vista formale.

Chi voleva, avrebbe potuto segnalare all’ OMCEO Venezia la violazione del codice di deontologia medica da parte dell’innominabile unica avventrice del Bar Balanzon, come già peraltro avvenuto da parte di alcuni OPI ex Collegi IPASVI alle prime avvisaglie ed in tempi non sospetti.

Tutta questa importanza nazionale sovvraespone l’interessata ulteriormente: è del tutto spropositata.

Si agisce in silenzio, l’attenzione la meritano le cose serie, e il Bar Balanzon è un tavolino vuoto.

Per dovere di cronaca e per onestà intellettuale, certi commenti a sostegno della sottoscrizione alla ”peti-zione” sono  in linea con quanto si intenderebbe rilevare, quindi anch’essi border line e violanti la dignità e il rispetto della persona. Chiamasi: coerenza. 

continua
Editoriali

TROVA LA DIFFERENZA

Immagine6

Sul 12 Maggio avevamo scelto di non intervenire. È 12 Maggio domani 13, è 12 Maggio ieri 11.

Ma sull’iniziativa Fp CGIL che ”clona” Opi Arezzo non possiamo esimerci: sembra lo stesso art director, grafico, web designer, committente. Sono invece differenti nella funzione e negli obiettivi di fondo.

Che poi possano ritrovarsi sul medesimo messaggio può starci ed anzi è sempre auspicabile.

Però le troppe similitudini, almeno tra gli addetti ai lavori, non si possono non evidenziare, e un pochino di fantasia non avrebbe guastato.

Esattamente come,  da altri punti di vista e attori sindacali, invochiamo coerenza da chi scende in piazza contro il demansionamento e però firma l’art. 64 lettera h) CCNL Comparto Sanita’, e da chi ancora si appella alla vetusta proposta ed in tempi non sospetti dell’area di contrattazione autonoma, bocciata dalla storia e dai fatti.

Elementi di novità tra i contesti e gli ambiti citati non ne vediamo.

Diamo ad Opi Arezzo ciò che non è di FP CGIL.

E restituiamo dignità a chi subisce messaggi impropri dagli specialisti di specchietti per le allodole…

continua
Editoriali

# NO ARTICOLO 64 LETTERA H CCNL COMPARTOSANITA

Immagine1

Tutti i firmatari del CCNL Sanità 2018 e dell’istituto contrattuale art. 64 lettera h) sono corresponsabili della previsione che i dipendenti debbano eseguire ordini di servizio demansionanti e dequalificanti, contro i quali oggi fanno finta di manifestare. #COERENZA

continua
Editoriali

AIAS: L’ESILE FIAMMELLA DELLA SPERANZA

Immagine1

L’infinita storia AIAS si arricchisce di capitoli comunicativi già letti e copia-incollati: da una parte note sindacali, dall’altra note aziendali.

Medesime banalità scritte e riscritte da mesi, medesimo filo conduttore: vedremo, faremo, saremo, daremo, stiamo valutando, vi terremo aggiornati, grazie per l’attenzione e la pazienza, restiamo a vostra disposizione, attendiamo il pagamento delle fatture, attendiamo la convocazione del Prefetto, stato di agitazione, stato di massima allerta, non cederemo di un metro, non cederemo di un euro, e potremmo continuare.

continua
Editoriali

IL LATO BORALEVI? DA PERFEZIONARE

Screenshot_20190328-060816_1

La dottoressa Boralevi, in una pubblicazione su La Stampa, ha accostato la professione infermieristica alla vicenda di pedofilia di Prato.

Narrare nell’articolo di cui al link sotto elencato della squallida, squallidissima vicenda, che la protagonista in negativo sia una infermiera  è una licenza che nemmeno la Boralevi puo permettersi, perché priva di fondamento. Bastava accertarsene prima.

continua
Editoriali

CORTESE ATTENZIONE COMMISSARIO ENPAPI PROF. D’AMICO

Immagine5

Gentile Prof. D’Amico,

apprendiamo che il Governo ha provveduto al commissariamento della Cassa di Previdenza degli Infermieri (ENPAPI), nominando la Sua persona.

Sulle vicende Enpapi, la scrivente redazione è sempre stata attenta, presente, superpartes, ha dato voce e spazio a tanti punti di vista e  un servizio alla completezza d’informazione, anche perché non inseriti a ”libro contributi” da parte di nessuno.

Siamo più volte pubblicamente intervenuti per rappresentare anche lo stato di preoccupazione di Infermieri Liberi Professionisti circa la gestio dell’Ente.

continua
Editoriali

I BACIAPIEDI…

0

Ci siamo. A leggere le primissime dichiarazioni di un onorevole, nemmeno proclamato, contro Ats e Sas Domos e ”pro domo sua”, è scattata la partita a chi più si prostra.

E lo struzzo che mette la testa sotto la sabbia, non noi, che invece ci guardiamo intorno senza timore reverenziale alcuno.

Gli esiti dell’urna elettorale in Regione Sardegna provocheranno il ritorno di fiamma della professione più antica anche della prostituzione: il leccapiedismo.

Persone basse, servili, pronte ad adulare in qualsiasi modo i ”potenti” di turno per ingraziarsi i loro favori e trarne profitto quale che esso sia, e’     notorio che esistano e che siano adusi a passeggiare in via Roma lato portici…

Dell’adulatore esistono molteplici versioni, e tutte da condannare, da quelli seriali e a quelli alla bisogna, accomunati dal  trovare sempre un buon motivo per giustificare il loro servilismo.

È acclarato che l’adulazione è il cibo degli sciocchi, e preferiamo quindi digiunare che alimentarci da simili personaggi.

Autocompiacetevi pure, saltate tutti sul carro del vincitore ed ungetene bene le ruote, rinnegate l’ieri e forse datevi un senso per il domani, ma oggi, oggi, il disprezzo dei lavoratori AIAS e delle loro famiglie senza retribuzioni da troppi mesi é da rimarcare in tutta la sua drammaticità.

Leccapiedisti: vi calpesteranno una volta esaurito il compito del piacere temporaneo di disporre della vostra pazzia.

Siete incompatibili con il raziocinio e l’equilibrio, con l’onestà intellettuale e la coerenza.

Meglio scalzi che con le scarpe ributtanti e da voi unte.

continua
Editoriali

LO STRANO CASO AIAS: MAI NESSUN SCIOPERO CONTRO 9 RETRIBUZIONI IN SOSPESO

Immagine23

Aias Sardegna: si sono spesi fiumi di parole parole parole, manifestazioni sotto i palazzi della politica, proteste fuori dalla sede aziendale, bandiere al vento e striscioni alle inferriate, tutti o molti i portatori di soluzioni che poi non hanno risolto niente, tante le minacce di lotta dura esitate in una bolla di sapone.

I lavoratori senza arretrati retributivi erano e senza arretrati retributivi sono. I sindacalisti licenziati 4 erano e 4 sono restati. I problemi gli stessi di un’era geologica fa: si presta servizio senza dignità e privi di certezze del rispetto contrattuale: la retribuzione.

Domande sulla gestione e situazione aziendale ne sono state fatte tante, e poche le risposte degnate.

Se a guidare la protesta sindacale fossero stati i protagonisti della vertenza latte, una dura lotta ad oltranza non si sarebbe negata a nessuno dei responsabili del contesto drammatico nel quale versano i lavoratori e le loro famiglie.

Gli appelli al Prefetto, le note al Moirano di turno, la chiamata dell’Assessore Arru ieri e a chissà chi domani, comunicati stampa copia ed incolla ripetitivi e non più credibili, articoli giornalistici che non fanno più notizia,  non rendono giustizia a chi rivendica diritti.

Non sono stati sufficienti, e’ acclarato.

Per soli 14 centesimi a litro, invece, i pastori hanno movimentato in poco tempo coscienze e politica. Hanno catalizzato l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica. E hanno comunque portato a casa un risultato e rispetto.

Nessun lenzuolo bianco alle finestre per la vertenza Aias, non meno dirimente, sia chiaro.

Un’ora di retribuzione vale meno di un litro di latte?

Dove è l’errore?

 

continua
Editoriali

BLACK LIST DELL’IMPRESENTABILE ANTE LITTERAM

Immagine1

Morra, della commissione antimafia, ha diramato nomi e cognomi dei candidati al Consiglio Regionale Sardegna ritenuti impresentabili per una variegata serie di motivi più o meno giudiziari.

Sarebbero 8.

Si è impresentabili per tanti altri motivi, e i lavoratori della sanità privata allo stremo della resistenza fisica e mentale perché in arretrato con le retribuzioni, perché sanzionati e sospesi dal servizio, perché licenziati 4 sindacalisti esposti per la tutela dei diritti calpestati da una dirigenza creativa quanto al rispetto del contratto di lavoro, hanno decretato ben prima della black list dell’antimafia chi sia degno di rispetto e al di là di incidenti di percorso.

Condanne e sentenze che vengono un gradino dopo il diritto al rispetto del lavoro e del servizio reso.

 

continua