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Editoriali

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EGO COGITO, ERGO SUM, SIVE EXISTO. A PRESCINDERE DA FACE BOOK…

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Con il richiamo alla scomparsa del vignettista Vincenzo Gallo, si concludono le già diradate pubblicazioni di compartosanita.it sulla pagina face book del gruppo dedicato.

Quando si scambia il fine con lo strumento, le scelte sono obbligate soprattutto per evitare la deriva che ne consegue e per cercare di recuperare dignità e senso pratico.

Un quotidiano di natura e carattere sindacale, esperienza di per sè già ardita di suo, non può infatti permettersi di indurre il frequentatore mordi e fuggi virtual e social che se non sei presente su face book non esisti.

Cristo si sarà pure fermato ad Eboli, senza pretese noi non ci fermiamo a Face Book. Possiamo tranquillamente farne a meno. Dobbiamo.

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FNOPI: DA CHE PARTE ANDIAMO?

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La notizia dell’apertura del Meeting di Rimini alla professione infermieristica nella sezione dedicata alla Salute con la partecipazione della sua massima istituzione e rappresentanza, segna a suo modo uno spartiacque politico e comunicativo.
Sono infatti questi terreni i nuovi orizzonti da percorrere per affrancare centinaia di esercenti sanitari di cui al DM 739/94 dal retaggio culturale del secondo gradino nella scala gerarchica della cura, della ruota di scorta dell’organizzazione, del terminale utile a tutti i contesti che ruotano in un’H. 24.
Finanche per sdoganare una volta per tutte la consuetudine di vedere stampati a caratteri cubitali  sui media cartacei o web, in modo seriale e superficiale (ndr) che chiunque indossi un camice bianco che non sia un laureato medico possa certamente essere un infermiere, a prescindere. Caricandolo di un tratto extra professionale che non possiede. E le cronache sono piene di fatti amplificati dal richiamo all’infermieristica anche quando esente da qualsiasi ruolo, soprattutto in caso di sinistri.
C’è sempre una prima volta.
Oltre gli slogan. Se l’assistito è davvero al centro dell’interesse della comunità professionale infermieristica, occorre davvero scommettere su nuovi interlocutori. Il panorama attuale di attori più o meno diretti, più o meno disinteressati non basta più: abbiamo dato più di quanto ricevuto in termini di gratificazioni “pubbliche”.
A calare il velo sull’esistente e scorgere competenza, attenzione, rispetto, tutela, formazione, qualificazione, autorevolezza, etica, deontologia, advocacy e tanto altro ancora saranno nuovi portatori di interessi di salute diffusi, stake olders, magari proprio gli opinion leader del Meeting di Rimini.
La prima volta al Meeting Salute dalla porta principale ma secondi a nessuno argomentando di assistenza in qualsiasi ambito del servizio sanitario nazionale per il tramite di tutte le forme del mercato del lavoro.
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IL PUNTO G.G.

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Chiariamo subito: è un punto dolente.

E’ un “giornalista” casertano ossessionato da un Opi provinciale, dalla sua composizione, dalle sue politiche professionali.

Invettive a 180 gradi, senza contradditorio. Sollecitato sul punto, “tace”.

Non è quindi dato di conoscere perché, foss’anche legittimamente, l’OPI in questione sia il suo principale bersaglio con regolarità “giornalistica” che rasenta una precisione svizzera.

Di infermieristico, di interesse collettivo, a tutela dei diritti del cittadino: poco e niente.

Un piglio che tendenzialmente e per scelta evidentemente editoriale getta discredito su tutta la rappresentanza istituzionale.

Non si limita all’ambito di riferimento territoriale, non fornisce fatti, “suppone”.

Una controfigura del tenente Colombo. E se lo conosci, lo eviti.

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TORNIAMO IL 1 AGOSTO

ferie 2018

Aziende con comportamenti antisindacali, Sindacati con comportamenti antisindacali (e già questa sarebbe una follia), tuttologi dalla clinica al diritto del lavoro, troll che scorribandano nel terreno più impunito  e congeniale ai disonesti intellettuali, fake news che proliferano con regolarità svizzera in pasto ai detrattori del potere costituito, amministratori di gruppi social che non sono in grado di supervisionare nemmeno una riga, avvelenatori seriali di pozzi professionali, esercito di selfizzati in servizio h. 24: questo alle cronache nella sola prima settimana di Luglio, e paradossalmente niente che abbia a che vedere con una sana proposta politica di alternativa al sistema che si intenderebbe neutralizzare e del quale sono invece parte integrante. 

Niente da condividere con tutta questa rappresentanza di personaggi immaginari che fanno del pseudo dovere di critica e di pensiero un formidabile esercizio antropologico in negativo.Roba da specialisti.

Noi torniamo il 1 Agosto. Chiuso per ferie.

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QUALE COMPETENZA QUANDO, COME VALUTARE/CERTIFICARE COSA

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La comunità professionale insegue da tempo immemore il definitivo smarcamento di un autonomo modello di valutazione/certificazione delle proprie competenze dal retaggio culturale della dipendenza da terzi rispetto a qualsiasi sviluppo di “carriera”.

E’ infatti da dire che competenze specialistiche ed avanzate sono ampiamente possedute e documentate tra l’indifferenza di molti di coloro che dovrebbero valorizzarle.

La chiave di volta è quindi “come valutare/certificare cosa” piuttosto che “quale competenza quando”.

E sommessamente può anche testimoniarsi che la polverizzazione della tipologia, dei tempi, delle modalità di acquisizione delle competenze ed il riconoscimento di quelle de facto rappresentino oggi una criticità scaturente dalla differenza dei percorsi tra paralleli e meridiani nazionali e che fa il paio con la “creativa” valutazione di quanto posseduto.

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TRA NORDEST E NORDOVEST BATTE FORTE IL CUORE

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Ci siamo volutamente astenuti dal partecipare all’effluvio sconsiderato di improperi sia da destra che da sinistra sui fatti dell’Aquarius.

E continueremo ad astenerci dal partecipare a tale deriva anche mediatica.

Ma non ce ne estraniamo, e solo oggi ci prendiamo la licenza di rivolgere una riflessione che possa cercare di rispettare le diverse latitudini antropologiche della mente umana.

Siamo con chi ha bisogno.

Con tutti quelli che hanno manifestamente bisogno di qualcosa che sia un calice d’acqua piuttosto che un farmaco, sia di un approdo che di essere magari tranquillizzati per un pericolo che forse non c’è.

Senza distinzioni.

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SULL’OPPOSIZIONE AL NUOVO GOVERNO CONTE

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E’ in corso il dibattito alla Camera sulla fiducia al governo del “cambiamento”. E’ possibile ipotizzare che niente sarà più come prima nella politica italiana o di quel che ne resta. E forse è un bene.

L’unico monolite che non si riforma, per il momento è il sindacato, ma questa è un’altra storia.

Costruire l’opposizione al Presidente del Consiglio Conte tallonandolo sui tempi e sui modi dettati dalla tabella di marcia del governo stesso per dire che importi, cifre, somme, sommatorie, estratti conto, consuntivi e preventivi siano “errati” e “illusori”, oppure che “questo” non è una novità, che “l’altro” è insufficiente, che “dare e avere” non corrispondono, sarà solo tempo perso.

Ed ad iniziare dal novello “confeRenziere” fino alla “caricatura” della rappresentante di quella che una volta era davvero  Destra Sociale, che realizzino tutti e subito che serve uno scatto in avanti almeno pari al sussulto del segreto dell’urna.

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LE BUFALE? NON ABITANO QUI…

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Notizie infondate e/o create ad arte e/o frutto di improbabili giornalai e/o, piuttosto, di geniali giornalai per tenere aperta l’edicola, qui non ne leggerete nemmeno una.

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LE VOLPI SINDACALI E L’UVA CONTRATTUALE

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Scriveva ieri un collega: “adda passà à nuttata”, prontamente ripreso dalla FP CGIL che archivia un trimestre complicato, le RSU, la preintesa e la sottoscrizione definitiva del CCNL e guarda avanti.

E’ giusto guardare avanti. Adelante. Pagina chiusa.

Il CCNL comparto sanità come l’uva, e i non firmatari del ccnl come le volpi…

Sullo sfondo e dal punto di vista dei lavoratori e delle lavoratrici di tutte le professioni del comparto restano aspettative deluse, retribuzioni al passo degli altri (di tutti gli altri comparti del pubbligo impiego), piattaforme di parte pubblica inscalfibili e inscalfite, proposte contrattuali irrealizzabili, arretrati certamente insignificanti ma in busta paga a giugno 2018.

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CCNL COMPARTO SANITA’: LAVORATORI E LAVORATRICI SACRIFICATI AL DIO DEI GRANDI INGANNI

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Alla trattativa contrattuale per il rinnovo del ccnl comparto sanità sono stati ammesse a parteciparvi le organizzazioni sindacali “rappresentative”, cioè quelle avevano ottenuto, tra quota di rappresentanza associativa ( iscritti con delega) e quota di rappresentanza elettorale (voti nelle elezioni delle Rsu nel 2015)  una percentuale complessiva di rappresentanza di almeno il 5%.

Solamente chi sottoscrive il contratto nazionale resta nella contrattazione integrativa successiva per l’intero triennio.

La condizione di sindacato rappresentativo conferisce,quindi, più diritti che doveri.

Le organizzazioni che  non sottoscriveranno  il contratto comparto sanità non parteciperanno alle trattative per l’ormai imminente rinnovo, alle contrattazioni integrative nazionali (leggasi commissione paritetica art. 12 ad esempio), alla contrattazione integrativa aziendale (nelle relazioni sindacali di ASL e AO, oltre alle Rsu, sono ammessi i rappresentanti dei sindacati firmatari del contratto nazionale).

E’ da chiedersi: le organizzazioni sindacali sono funzionali per la contrattazione o la contrattazione è funzionale per le rappresentanze dei lavoratori? Oppure nè l’uno e nè l’altro?

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