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Editoriali

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I BACIAPIEDI…

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Ci siamo. A leggere le primissime dichiarazioni di un onorevole, nemmeno proclamato, contro Ats e Sas Domos e ”pro domo sua”, è scattata la partita a chi più si prostra.

E lo struzzo che mette la testa sotto la sabbia, non noi, che invece ci guardiamo intorno senza timore reverenziale alcuno.

Gli esiti dell’urna elettorale in Regione Sardegna provocheranno il ritorno di fiamma della professione più antica anche della prostituzione: il leccapiedismo.

Persone basse, servili, pronte ad adulare in qualsiasi modo i ”potenti” di turno per ingraziarsi i loro favori e trarne profitto quale che esso sia, e’     notorio che esistano e che siano adusi a passeggiare in via Roma lato portici…

Dell’adulatore esistono molteplici versioni, e tutte da condannare, da quelli seriali e a quelli alla bisogna, accomunati dal  trovare sempre un buon motivo per giustificare il loro servilismo.

È acclarato che l’adulazione è il cibo degli sciocchi, e preferiamo quindi digiunare che alimentarci da simili personaggi.

Autocompiacetevi pure, saltate tutti sul carro del vincitore ed ungetene bene le ruote, rinnegate l’ieri e forse datevi un senso per il domani, ma oggi, oggi, il disprezzo dei lavoratori AIAS e delle loro famiglie senza retribuzioni da troppi mesi é da rimarcare in tutta la sua drammaticità.

Leccapiedisti: vi calpesteranno una volta esaurito il compito del piacere temporaneo di disporre della vostra pazzia.

Siete incompatibili con il raziocinio e l’equilibrio, con l’onestà intellettuale e la coerenza.

Meglio scalzi che con le scarpe ributtanti e da voi unte.

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LO STRANO CASO AIAS: MAI NESSUN SCIOPERO CONTRO 9 RETRIBUZIONI IN SOSPESO

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Aias Sardegna: si sono spesi fiumi di parole parole parole, manifestazioni sotto i palazzi della politica, proteste fuori dalla sede aziendale, bandiere al vento e striscioni alle inferriate, tutti o molti i portatori di soluzioni che poi non hanno risolto niente, tante le minacce di lotta dura esitate in una bolla di sapone.

I lavoratori senza arretrati retributivi erano e senza arretrati retributivi sono. I sindacalisti licenziati 4 erano e 4 sono restati. I problemi gli stessi di un’era geologica fa: si presta servizio senza dignità e privi di certezze del rispetto contrattuale: la retribuzione.

Domande sulla gestione e situazione aziendale ne sono state fatte tante, e poche le risposte degnate.

Se a guidare la protesta sindacale fossero stati i protagonisti della vertenza latte, una dura lotta ad oltranza non si sarebbe negata a nessuno dei responsabili del contesto drammatico nel quale versano i lavoratori e le loro famiglie.

Gli appelli al Prefetto, le note al Moirano di turno, la chiamata dell’Assessore Arru ieri e a chissà chi domani, comunicati stampa copia ed incolla ripetitivi e non più credibili, articoli giornalistici che non fanno più notizia,  non rendono giustizia a chi rivendica diritti.

Non sono stati sufficienti, e’ acclarato.

Per soli 14 centesimi a litro, invece, i pastori hanno movimentato in poco tempo coscienze e politica. Hanno catalizzato l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica. E hanno comunque portato a casa un risultato e rispetto.

Nessun lenzuolo bianco alle finestre per la vertenza Aias, non meno dirimente, sia chiaro.

Un’ora di retribuzione vale meno di un litro di latte?

Dove è l’errore?

 

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BLACK LIST DELL’IMPRESENTABILE ANTE LITTERAM

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Morra, della commissione antimafia, ha diramato nomi e cognomi dei candidati al Consiglio Regionale Sardegna ritenuti impresentabili per una variegata serie di motivi più o meno giudiziari.

Sarebbero 8.

Si è impresentabili per tanti altri motivi, e i lavoratori della sanità privata allo stremo della resistenza fisica e mentale perché in arretrato con le retribuzioni, perché sanzionati e sospesi dal servizio, perché licenziati 4 sindacalisti esposti per la tutela dei diritti calpestati da una dirigenza creativa quanto al rispetto del contratto di lavoro, hanno decretato ben prima della black list dell’antimafia chi sia degno di rispetto e al di là di incidenti di percorso.

Condanne e sentenze che vengono un gradino dopo il diritto al rispetto del lavoro e del servizio reso.

 

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ROCOCO’ E I SUOI FRATELLI

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Garantismo è il principio dello stato di diritto che si concretizza nell’esistenza di un insieme di garanzie costituzionali atte a tutelare le fondamentali libertà dei cittadini nei confronti del potere pubblico e del potere giudiziario.
Garantismo è anche la difesa a oltranza dei diritti, o meglio degli interessi, del singolo o delle categorie nei confronti delle esigenze di funzionalità e di efficienza delle istituzioni.
Tra le due opzioni, è corretto, doveroso e necessario avvalersene di entrambe.
Con una sottolineatura: anche le persone lese dall’operazione Rococò, leggasi liberi professionisti iscritti e/o obbligati ad iscriversi alla Cassa di Previdenza infermieristica, hanno il medesimo diritto di tutelare le loro libertà e dignità.
Siamo garantisti anche nei loro confronti: e troppo chiedere che si dimostri che le partite iva infermieristiche non hanno subito danni e/o raggiri dalla vicenda?

Se nella mattinata di ieri i militari del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria hanno davvero eseguito 5 provvedimenti di custodia cautelare in carcere emessi dal G.I.P. del Tribunale capitolino, su richiesta della competente Procura, per reati di corruzione, questa evidenza non può passare sotto silenzio e nemmeno essere liquidata come distante da altri organismi di categoria professionale e quindi un caso a se stante e circoscritto ad ente autonomo e vigilato da altri.

Non è così. Coinvolge indirettamente tutti. E’ giunto il momento di prendere nettamente le distanze dal soggetto destinatario della custodia cautelare al quale hanno contestato dal 2012 plurime tangenti versate da terzi, appunto, in quanto vertice della Cassa Previdenziale. Aspettiamo gli esiti, certamente. Come abbiamo aspettato gli esiti delle perquisizioni dell’autorità investigativa a dicembre 2018 con il sequestro di pc e documenti.

Ma già il fatto che le indagini abbiano tratto origine da un’articolata analisi finanziaria antiriciclaggio e sviluppata sul piano investigativo dal Nucleo Speciale Polizia Valutaria  su delega dell’Autorità Giudiziaria romana, è di una gravità inaudita quanto al danno di immagine cagionato a tutta la comunità professionale quando rimbalza in tutte le salse il titolo ad effetto “arrestato il capo degli infermieri”.

Anche su questo, Rococò e suoi fratelli potrebbero essere chiamati a rispondere?

L’acquisizione delle fonti di prova?

Perquisizioni presso studi professionali e aziende interessati dalla vicenda?

Sequestro di somme di denaro pari all’importo dei fatti corruttivi?

Non sono purtroppo spezzoni di un film, sono parte integrante di una degenerazione etica e politica.

Il gettone di presenza di euro 400,00 die quale emolumento per il disturbo gridava alla vendetta di suo sin dal principio: l’indifferenza generale di “molti” alla delibera e con pochissime eccezioni prontamente intimidite, rendono i “molti” responsabili di concorso nella degenerazioni agli atti.

 

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PERSEVERARE E’ LA SOLUZIONE

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”...iniziativa eccezionale..”.

Ieri, con queste parole, il Presidente della Camera dei Deputati on. Roberto Fico ha definito la prospettiva dell’iniziativa ordinistico infermieristica dedicata ai disabili sensoriali, e presentata unitamente ad una copia esclusiva della Costituzione della Repubblica italiana stampata in Braille.

Il Presidente ha colto sia nel segno che nell’immaginario della comunità infermieristica: rendersi utile, partecipe, precursore, al servizio delle istituzioni ai più alti livelli e nell’interesse meno autoreferenziale possibile che è quello dei cittadini e dei più fragili.

Declinare il recepimento di una legge dello Stato non è stato semplice e non sarà mai un obiettivo raggiunto.

Da qualche punto era necessario partire, proporre, contaminare, perseverare, insistere, difendere l’iniziativa sino a farla radicare,  pur circondati dall’indifferenza di molti, politici e politicanti inclusi.

Impegno progettuale per comunicare e interagire con ciechi e sordi, metterli sullo stesso piano di chi vede e sente, provare a renderli autonomi.

Da ieri tutto questo è meno anonimo.

Un germoglio può piegare anche la resistenza dell’asfalto.

Soprattutto quando le barriere da abbattere sono, più che architettoniche, culturali.

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ULTIME NOTIZIE: ALL’ARAN NON HANNO L’ANELLO AL NASO

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Sintesi della sintesi: rientrare da una finestra laterale dopo non essere riusciti a passare per la porta principale.

Era questo il desiderata di non firmatari del ccnl comparto sanità 2018: sottoscrivere una sezione contrattuale dedicata al solo ruolo della ricerca sanitaria, quale escamotage della maggiore rappresentatività effettiva e non virtuale, autorevole e  non autoreferenziale, capace di incidere nel rapporto di lavoro piuttosto che galleggiare sulle ali delle strumentalizzazioni.

Peccato che all’Aran lo spacchettamento di ciò che è comodo rispetto a quanto ritenuto indegno non esista nella pratica e nella prassi, se non nella testa di abili strateghi del 5%.

Rinnegare le dichiarazioni bellicose (pistole ad acqua, ndr) e sottoscrivere il contratto, o di certa rappresentatività non si sa che farsene.

 

 

 

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L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL’ETERE

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Le retribuzioni annose, qualcosina più qualcosina meno, dovute a dipendenti  cornuti, mazziati, sanzionati, nella misura di 10-11 mensilità di cui 2-3 da corrispondere il 27 o più probabilmente il 28 dicembre, viaggiano, testuale, ”nell’etere”.

Credevamo che l’unica, ”fantastica” possibilità di volare leggiadra fosse della lampada di Aladino.

Adesso a strofinare in questo scorcio di 2018 non la lampada con i sogni di un orfano di mercante qualsiasi, ma la bottiglia con le boutade che contiene sono i cornuti,  i mazziati,  i sanzionati.

Ma se dalla lampada appariva il genio, dalla bottiglia cosa può esalare?

 

 

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AIAS, KONTRORDINE KOMPAGNI

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Oro, incenso e miraggi.

La grande cavalcata nel deserto della madre di tutte le vertenze si impoverisce di un nuovo capitolo.

I Re Magi della politica sarda e aziendale sanitaria, portano in dono alla mangiatoia il rinnovo della convenzione Aias per altri sei mesi

Siamo in controtendenza, è una buona notizia:

Per gli assistiti, ai quali si cercherà di garantire continuità delle cure;

Per il management sanità privata che avrà una ennesima opportunità di declarare competenze gestionali, piuttosto che risucchiate nelle sabbie mobili del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno di saldi fatture più o meno dovuti.

Per il management sanità pubblica, che evidentemente è meno pronto come sembrava nel muoversi nel ginepraio della questione.

Per i dipendenti, che dopo i botti del 31 dicembre pv, grandi certezze di un 2019 sereno, felice e radioso in famiglia e nei luoghi di lavoro comunque non ne avevano da parte di nessun sindacato confederale, autonomo o di comodo.

Per gli elettori, che tra le regionali di febbraio e le europee di maggio sapranno esprimere un giudizio di merito sulla presa per i fondelli subita dal poverello che tale era e tale rimane: il dipendente e il suo diritto alla retribuzione mensile.

Cavalcata nel deserto, mangiatoia, miraggi, poverello.

Non abbiamo accennato all’asinello, per rispetto al quadrupede equino.

 

 

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ALL’ASSISTITO AIAS CARLO F.

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Carissimo sig. L., voglio scriverle un bellissimo messaggio di ringraziamento. Ero, dall’età di X anni, un utente dell’AIAS. Sono felice che Lei, e la sua redazione, metta nero su bianco tutto ciò che stanno passando gli operatori, professionali e dolcissimi. La ringrazio tanto. Buonanotte

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Gentile cittadino, sul caso Aias abbiamo presidiato tutta la vertenza, scritto molto, letto tanto, e assunto una posizione a fronte di atteggiamenti inammissibili contro la dignità della persona, sia essa un lavoratore o un assistito, per le ritenute, dalla scrivente, evidenti limitazioni sull’integrità dell’individuo in quanto tale e compiute tra l’indifferenza di molti. Oggi qualcuno solidarizza con chi dorme in sacco a pelo e tenda di fronte ai Palazzi della Politica. Giusto.
Ma quando a dormire in auto di fronte ai luoghi di lavoro erano altri dipendenti, pari messaggi di solidarietà sarebbero stati doverosi.
A meno che non vi siano manifestanti di serie A e di serie B, dove A sta per azienda e B sta per battitori liberi.
Noi siamo sia per A quando rispetta le regole, il prossimo, la buona amministrazione, l’oculata gestione aziendale, quando ha diritti da rivendicare se non viola doveri da onorare. Noi siamo per B quando la funzione della protesta non trascende e non divide, quando è dura ma non violenta, quando solidarizza con tutti e non solo per qualcuno contro qualcun altro.
Nel rispetto delle legittime posizioni di tutti i diversi attori della triste contesa, dalle organizzazioni sindacali ai management aziendali pubblico e privato, dalle istituzioni competenti ai lavoratori che manifestano, dai lavoratori licenziati a quelli che non vengono retribuiti da mesi, e potremmo continuare, sullo sfondo restano i vostri diritti alla continuità delle cure, alla qualità dell’assistenza, alla dignità ferita nel momento in cui viene palesemente strumentalizzata e ostentata la vostra condizione di disabilità quando  richiesta la vostra presenza quasi foste questuanti ai quali concedere un qualcosa per grazia ricevuta che in realtà è il diritto alla salute e all’assistenza a prescindere.
Negare le retribuzioni ai lavoratori è negare il vostro diritto alla continuità delle cure, mantenuta per il senso di responsabilità degli operatori.
Medesimo e sconfinato rispetto della redazione per tutti voi.
Noi non abbiamo timore di chiamare le cose come stanno, non scriviamo sotto dettatura, non fungiamo da testa d’ariete di sindacati, azienda o altri portatori di interesse.
La libertà d’opinione è garantita dalla Costituzione come il diritto alla Salute, anche la vostra quindi, esattamente come è garantito ad ogni cittadino “il diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa” (art. 36 Cost.)
Quale sia la violazione tra gli artt. 21 e 32 e 36 della Costituzione è agli atti.
nb: carlo f. è un nome di fantasia, a tutela dell’assistito. Inutile che vi attiviate a cercare nei data base.  Non abbiamo l’anello al naso. Saluti.
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