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Editoriali

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LE BUONE MANI DI ALCUNI SUL SSN

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La redazione di compartosanita.it è in autoquarantena per evitare il tentativo di contaminazione da parte della valanga di disinformazione non validata scientificamente e che si è abbattutta sugli uomini e sulle donne di buona volontà che reggono le sorti del SSN. Siamo disorientati sia da tanta approssimazione e pressapochismo, che dai venditori di fumo e dai boccaloni.

Tutti infettivologi, tutti ministri degli esteri, tutti sottosegretari alla sanità, tutti sindaci e assessori, tutti massimi esperti di salute pubblica e di dispositivi di protezione individuali.

Tutti opinionisti senza che venga chiesta loro una opinione: sembriamo a “Il processo del Lunedì” con l’aggravante della versione quotidiana.

Come cittadini e professionisti della salute ed infermieri, è da ribadire che i punti di riferimento restano Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Organizzazione Mondiale di Sanità, Assessorati Regionali alla Sanita, FNOPI, OMCEO, e tutta una serie di associazioni tecnico-scientifiche di professioni sanitarie. Autorevoli e da seguire anche Quotidiano Sanità, Gimbe, 24 Ore Sanità.

Il vaccino contro l’ignoranza e la deriva culturale ed informativa non verrà mai sperimentato: denari sprecati.

E’ da dire a chiare lettere che a tutti i livelli interessati istituzionali e aziendali  gli infermieri, i medici, i tecnici, i manager, i volontari hanno le loro mani sul SSN e suoi cittadini, anzi in questo momento sono le sole possibili articolazioni politiche e gestionali per condurre il paese al superamento del momento dal punto di vista clinico e sanitario.

Mani operose, mani buone, mani decise, mani che non hanno paura.

 

 

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IL DADONE E’ TRATTO: QUALI “VENTI”, PER QUALE “COMPARTO”

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Al di là degli inflazionati buoni propositi individuali professionali e delle prospettive collettive contrattuali, l’anno che ci accompagna ha nella sua estensione letterale un elemento positivo, che alita novità, che richiama a cambiamenti, che rifugge la stagnazione, che agita se soffia, e se soffia forte che incute rispetto. Ci sarebbe solo da preoccuparsi se non sibilano.

Sono i “venti” del riscatto in ambito sociale, economico, politico, contrattuale dipendenti del SSN non dirigenti.

La rappresentanza della tutela e del raggiungimenti degli interessi e dei diritti-doveri dei lavoratori del comparto sanità è una priorità su tutto.

Retribuzioni appiattite, sperequazioni evidenti tra aree e ccnl, istituti contrattuali superati dai tempi e dai fatti alcuni e mai innovati degli altri.

“Venti” di incrementi retributivi a regime almeno del 3,48%, corrispondenti a un beneficio medio complessivo mensile in linea con il rinnovo del contratto della dirigenza medica, a meno che la valorizzazione nelle retribuzioni per la remunerazione delle asfittiche condizioni di lavoro del comparto sanità non viaggi su un binario defilato e marginale nel SSN.

Sul futuro del rinnovo dello scaduto, e nato tale, ccnl comparto sanità, la Speranza è sempre l’ultima a morire e il Dadone è tratto.

E’ quindi sempre il momento buono per fare non gli italiani ma buoni contratti collettivi.

Luci accese sui “venti” in arrivo.

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#GIORNALISTIALLORDINE

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#GIORNALISTIALLORDINE

A volte ritornano sul già ridetto, spendendo parole parole parole per vendere una novità che novità non è, essendo del 2003 il dibattito sul tema dell’area contrattuale autonoma.

Beninteso, è legittimo accreditarsi e spendersi in iniziative collettive, ma per completezza d’informazione e restituire corretti punti di riferimento, è da dire che le prerogative per individuare e ridefinire nuovi comparti e nuove aree di contrattazione del pubblico impiego sono (erano) dell’Aran e delle Organizzazioni Sindacali per il tramite di un accordo Quadro Nazionale, con la prospettiva che possa (potessero) davvero incidere sull’assetto del sistema contrattuale pubblico.

Clamorosamente fallita sia la prospettiva che l’incidenza.

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COMPARTOSANITA.IT: “MANI LIBERE”

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Siamo una redazione da front office, in un mondo come quello sindacale dove molte partite si giocano nel retro bottega.  Ma non cediamo il passo né ai retrobotteghisti e men che meno agli esibizionisti e ai diffamatori seriali ai quali rinviamo l’appuntamento di ritrovarci a dibattere nelle aule di tribunale, perché nascondersi dietro il paravento e l’immunità sindacale con noi non funziona nemmeno se il sindacalista di turno è segretario territoriale (segretario terra terra, ndr), di una associazione di categoria, quindi infermieristico. Da questo segretario pretendiamo addirittura più rispetto, e lo invitiamo ad assumersi la responsabilità delle dichiarazioni rese, esattamente come noi ci siamo assunti l’onere di far valutare dalla magistratura se abbia leso nostri diritti: asserire che il giornale “sia inaffidabile”, non può passare impunemente.

Dentro e fuori compartosanita.it, ognuno di noi ambisce al massimo risultato possibile, e la sfida inizia dal provarci sempre e comunque. Sotto l’albero le nostre parole d’azione sono “prospettiva”, ”valori”, “cooperazione”, “onestà intellettuale”, “determinazione”, “pragmatismo”, “correttezza”, “pari opportunità”, in ultimo ma non per ultimo “mani libere”. Sempre. Torniamo nel 2020.

 

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AVVISO AI ROSICONI TRA 2019, 2013 E 2004

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La polemicuccia innestata su un articolo dei magnifici due Rodriguez/Benci su Quotidiano Sanità si rivela per l’ennesima volta strumentale e priva di fondamento. Chi asserisce di aver sei anni prima dibattuto ex ante dello stesso argomento dovrebbe andare a rileggersi o ad avere contezza del Manuale di Medicina Legale da pag. 72 nel 2004 a cura del professor Daniele Rodriguez, il quale, somessamente, sia allora che nel 2019, si relaziona e si rapporta con gli attori e professionisti della Sanità nel SSN e nel SSR senza ergersi a titolare esclusivo di approfondimento, letture e dibattiti preziosi per la crescita di chi li legge. Immaginiamo che anche il dr. Benci abbia attinto per i suoi studi e la sua formazione giuridica da fonti nel II millennio, e che qualche pubblicazione scientifica e qualche convegno abbia prodotto prima del 2013 (ndr).

 

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RESPONSABILITA’ SANITARIA: TUTTI CUSTODI DEL VERBO, ANTE LITTERAM

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Ogni qualvolta autorevoli professionisti pubblicano approfondimenti in quotidiani nazionali su contesti e ambiti che hanno a che fare con la responsabilità sanitaria, con diritti e doveri, con mansioni e funzioni, alcuni si sentono lesi di una progenitura culturale non meglio definita e definibile, della quale nessuno peraltro si era mai accorto e che non compare in nessuna bibliografia se non nel CV autoreferenziale del leso stesso.

Un lustro di normativa è una era geologica in sanità e per il ssn, dimenarsi quindi per dire avevate, ante litteram, “detto prima di tutti che…”, non rende merito a chi si dimena, disorientato nel tempo e nello spazio. Anzi, è un palese tentativo di testimoniare un passaggio di consegne del quale il nuovo corso non ha chiesto il permesso che il residuato associativo fatica a metabolizzare.

Tra ere geologiche, la piú datata è da museo dei ricordi, mentre quella attuale  sarà giudicata e periziata in  seguito.

Proseguite pure nel primato di uno sull’altra, è un dibattito che non appassiona e che interessa davvero solo gli addetti alla datazione del carbonio14 su frammenti di primogenitura e associativa fuori dal tempo. Siete in affanno e all’ultimo miglio della vostra parabola, affetti da patologia autoimmune, non vi si può aiutare quindi: sarebbe sperpero di ulteriore tempo.

Non facciamo nè nomi nè cognomi, non citiamo le associazioni e chi le rappresentava e nemmeno il quotidiano sanitario incriminato indirettamente, non richiamiamo i professionisti tacciati di essere arrivati secondi e ai quali i presunti “primi” non possono nemmeno allacciare le scarpe.

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ASL CARBONIA: DICA 23… E DATECI UN CINQUE…

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Andiamo contro corrente, e diamo atto ai sindaci del Sulcis Iglesiente che se il territorio manterrà la presenza di una Asl autonoma dall’area metropolitana di Cagliari, il risultato sarà stato raggiunto per gli esiti degli impegni e dei “disimpegni” di tutti i 23 sindaci della provincia abolita per legge ma viva e vegeta per storia, tradizione e dignità.

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IPSE DIXIT: ”NON E’ CON GLI INFERMIERI CHE SI CI DEVE RELAZIONARE”

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Abbiamo ricevuto ieri, e doverosamente pubblicato oggi, la nota di una associazione sindacale in replica ad un documento che rimescolava le carte di una questione che coinvolgeva alcuni e non tutti, e che prendeva complessivamente le distanze da una denuncia a mezzo stampa di qualche giorno prima.

Riteniamo, per completezza d’informazione, di commentare il commentabile.

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ARRESTATA LA BANDA BASSOTTI?

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I giorni scorsi abbiamo ricevuto un comunicato stampa sindacale, nel quale si enfatizzavano arresti nel settore sanitá, con dovizia di nomi e cognomi e di un corollario di affermazioni.

Non pubblicheremo quel comunicato e nessun altro di quel tenore.

Un commento e un punto di vista sono legittimi, non facciamo sconti a nessuno nemmeno noi, ma non  è legittima la diffamazione quando un sindacato sputa sentenze e si sostituisce all’ordine costituito.

Non ci prestiamo a nessuna cassa di risonanza. Siamo una piccola redazione di un piccolo organo di informazione ma con grande rispetto e spazio per quasi tutti.

Per gli altri, citofonare altrove, non da noi.

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dizionario sindacale

INFERMIERISTICA FORENSE JURASSICA E SOCIAL NETWORK

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A volte ritornano, e riscrivono.

Ci riferiamo agli esodati e sedicenti presidenti dell’infermieristica forense jurassica, che non si rassegnano ad un ruolo che non è nemmeno quello del comprimario.

Blaterano, infatti, ad ogni piè sospinto di comunicati e attività e documenti e iniziative e indirizzi e tracce e percorsi e dati di fatto e numeri dell’azionista di maggioranza della professione infermieristica in Italia, che parla per tutti e sottoscrive accordi e protocolli al massimo livello istituzionale e per tutti ci mette la faccia. 

Non è nei social network che si possa far modificare idea sulle cose fatte e in divenire per l’infermieristica forense 2.0 e di prospettiva.

Non è il social network il luogo idoneo al confronto sull’infermieristica forense 2.0 e di prospettiva, e nemmeno il piazzale antistante un Palazzo di Giustizia quale che esso sia.

Non è nei social network che l’infermieristica forense 2.o e di prospettiva esiste.

Non è con il social network che si daranno risposte alla domanda e al bisogno di infermieristica forense 2.0 e di prospettiva.

Non resta che tagliare i rami secchi, abbiamo provato ad innestare il rispetto del ruolo e delle ragioni di ognuno ma non ha attecchito nulla.

Stateci bene.

 

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