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Editoriali

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IL CERINO ACCESO E IL GRANDE PACCO DEL DM SALUTE 2 AGOSTO

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Sul grande pacco in posta aerea del DM Salute 2 Agosto 2017 sulle società scientifiche, prendono posizione settori significativi del panorama infermieristico, della rappresentanza professionale, dell’associazionismo scientifico. Il cerino acceso torna?-resta?-si consegna? nelle mani degli uffici ministeriali incapaci di interpretare persino se stessi, figuriamoci un DM di quella portata e  le aspettative di una intera comunità professionale.

Il grande pacco richiamato in apertura può ben sintetizzarsi con la plastica posa del dispensatore di compiacimenti a comando, di azzardi e baratti, di “Buonasera Dottore, ci dica…”, dove il dottore è l’entità che gestisce il gioco mescolando i suoi stessi “pacchi” e inducendo improbabili destinatari a compiere una scelta aleatoria.

È stato chiesto di cambiare il pacco, e di aprirlo: vuoto era il posta aerea in partenza, vuoto si sta rivelando il secondo in arrivo. Il banco vince sempre…

Noi ringraziamo il dottore, rifiutiamo e andiamo avanti (ndr)

Lettera su DM 2 agosto 2017

Alla Presidente FNC Ipasvi

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Ai Componenti Cc FNC Ipasvi

Ai Presidenti Ipasvi

Ai Presidenti associazioni infermieristiche

Agli Iscritti Ipasvi

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SOCIETA’ SCIENTIFICHE: LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI

la solitudine dei numeri primi

Quella che stiamo andando ad approfondire è la cartina al tornasole di una professione che arranca, che non riesce a smarcarsi dal ruolo di subordine rispetto ad altre professioni, che si lamenta nelle cucinette di corsia così come nelle anticamere delle stanze di certa politica, che scarica le sue tensioni sui social e oltre non riesce ad andare, che ignora per non conoscenza o per partito preso chi prova ad organizzare una rispettosa reazione di orgoglio professionale.

Chi sta ricorrendo al TAR Lazio avverso al DM 2 Agosto è una mosca bianca, un manipolo di sognatori. Di un sogno che è dietro l’angolo: chiedere ad un arbitro super partes di restituire dignità a tutti coloro che sono esclusi, che si sentono esclusi, che stanno per essere esclusi dalle pari opportunità di decidere il proprio destino scientifico prima e di responsabilità poi.

Si dirà, e certamente si pensa, che una azione differente nei confronti del Ministro della Salute sul punto critico del DM 2 Agosto, porterà buoni frutti. Lo speriamo in tanti.

Se così non fosse, si è ipotizzato un altro percorso, parallelo e non confliggente con gli altri. Di anomalo è solo il silenzio che aleggia dopo tutti i bla bla bla spacciati per riscatto professionale e al momento del dunque confinati nel cassetto. Quindi inutili.

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SINDACATI ED ELEZIONI IPASVI: RISPEDIRE AL MITTENTE

RISPEDIRE AL MITTENTE

Arrivano in redazione diversi comunicati con preghiera di pubblicazione e attinenti a proposte elettorali per il rinnovo dei Consigli Direttivi dei Collegi Ipasvi. Non ne pubblicheremo nemmeno uno e tutti li rispediamo al mittente.

Il timbro sindacale su una lista piuttosto che un intento scevro da appartenenze, non è la strada per l’operazione di orgoglio professionale che dovrebbe animare le contese, le proposte politiche, il confronto sulle cose da fare come.

Gli infermieri hanno bisogno di una linea autoctona dettata per costruire qualcosa piuttosto che per rintuzzare il confederale da una parte, e l’autonomo dall’altra.

E così facendo si avvalorano sia l’ipotesi dei detrattori dell’ente di diritto pubblico non economico che risponde per vie traverse piuttosto che agli iscritti, sia il depotenziamento della proposta speculare a quella da abbattere a colpi del medesimo numero di tessere e di chiamata alle armi piuttosto che con impegni programmatici universali e universalistici.

 

 

 

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ESSERCI QUANDO E’ NECESSARIO E NON QUANDO E’ CONVENIENTE

carro del trionfo

La mole di movimenti umani che, anche in vista di rinnovi elettorali politici, amministrativi, istituzionali e sindacali, posizionano o riposizionano  disinteressati punti di vista, attesta la fluidità del sistema delle relazioni interpersonali: se non sei più funzionale alle mie ambizioni, se non hai più niente da offrirmi e ti ho già depredato di tutto, se la condivisione di un percorso passa necessariamente per il riconoscimento di una sola via tracciabile che non sia la tua, se salire sul convoglio che passa per scendere alla fermata successiva è la norma piuttosto che l’eccezione, se la presenza di uno implica l’esclusione dell’altro, se il pretesto assurge a verità incontrovertibile per provare a lavarsi la coscienza di una scelta altrimenti razionale, siamo al cortocircuito del sistema che, comunque, ha sempre funzionato così: omaggiarti, ed anche oltre, sino al momento in cui  la frequentazione diventa imbarazzante.

E la frequentazione diventa imbarazzante non tanto per il rallentamento di possibili strategie e di stop in preventivo e magari da ammettere e non sottacere, anzi, quanto per l’evidenza che ti ricordi improvvisamente di essere li per meriti altrui, che non hai quindi mezzi per difendere lo status quo concessoti, ma che ti piace e che il mantenimento del privilegio ti suggeriscono di poterlo forse conservare a patto che…

Soprattutto andando incontro al mare in tempesta, non è da sottovalutare che un atto di presenza e vicinanza politica rappresenti una forte valenza a prescindere dalla collocazione assunta o da assumersi: si è da una parte o dall’altra per continuità intellettuale.

Senza inficiare storie personali e professionali, si potrebbe decidere di stare anche al fianco degli ultimi della classe a prescindere dall’inesperienza o dalle difficoltà per come fare un movimento in avanti a beneficio della comunità di riferimento.

Si potrebbe, infatti, tendere una mano agli ultimi per rassicurarne il passo.

E’ uno dei più classici dei sliding doors: lasciarsi chiudere alle spalle un percorso conosciuto, apprezzato, condiviso, per entrare chissà dove e chissà come in un altro film.

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LA SALUTE E’ DISEGUALE SIA PER I CITTADINI CHE PER I LAVORATORI

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La salute è disuguale perché il sistema sanitario nazionale stenta ad organizzarsi in modo omogeneo: i cittadini di alcuni territori hanno un accesso meno facile alle prestazioni, sia in termini di tempestività sia per la prossimità ai servizi. Le differenze geografiche esistono anche all’interno di una stessa regione. Gli esiti delle cure possono essere molto diversi da ospedali ad ospedali ed anche in ospedali suddivisi in più stabilimenti.

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IL SSN E’ INCOSTITUZIONALE

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In sanità ci sono sempre stati tempi complicati per attese, aspettative, illusioni, prospettive, stagnazioni.

Due o tre ambiti traccianti passi da compiere e dai quali possano discendere opportunità, anche per l’infermieristica, di uno scatto culturale vale la pena di annotarli, ad iniziare dal considerare di inquadrare ed approfondire sul professionista sanitario come singolo esercente o aggregato della comunità di riferimento.

La sanità è ormai acclarato essere diventata un contenitore autoreferenziale in cui la macchina amministrativa occupa progressivamente spazi e tempi prima destinabili al terminale del suo stesso senso di esistere: il cittadino e la relazione assistenziale.

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RICEVIAMO E NON PUBBLICHIAMO

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Riceviamo, e non pubblichiamo, un comunicato stampa privo di riferimenti utili per verificarne l’autenticità, i contenuti, i firmatari.

Narrava di sentenze di cassazione, di questioni personali, di fatti importanti che non attengono alla ragione di condividere il mondo sindacale, nemmeno se il protagonista è un segretario nazionale di un sindacato maggiormente rappresentativo.

Non si utilizza il giornale come testa d’ariete contro qualcuno o qualcosa. Non si pubblicano comunicati anonimi. E ci si assume sempre la responsabilità del nome e del cognome di chi denuncia.

Si narrano su queste pagine, e non sempre, di cronache para-sindacali se riportate dalla stampa nazionale o regionale, quindi fatti incontrovertibili e ampiamente documentati. Senza obiettivi di delegittimare nessuno. E spesso indichiamo solo le iniziali dei convenuti. 

E quando erriamo, e se abbiamo errato, sfuggendo a tale imperio chiediamo scusa. A tutti. 

Scambiare il fine con lo strumento non è tradizione di compartosanita.it, pur contando su un solo anno di pubblicazioni. 

 

 

 

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PROSEGUE IL DILEGGIO VERSO LE ISTITUZIONI PROFESSIONALI

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Anche oggi si registrano nuovi, e purtroppo riusciti, tentativi di dileggio verso le istituzioni professionali. Non condividiamo né il dileggio in sé quale arma di distruzione personale di un competitor, e nemmeno la forma. Scimmiottare chi sul tema del dileggio, appunto, ha avuto tanto in negativo da insegnare, evidentemente livella e trascina verso il basso il confronto con il prossimo a prescindere da chi, su quella deriva culturale, si cimenta. Tutti dileggiatori, nessun dileggiatore?

Non sarebbe difficile stare sui contenuti e sui temi generali, nei tempi giusti e con modi anche decisi ma entro il perimetro dell’autorevolezza che discende solo da un ragionamento ben articolato, pur in antitesi. Insidiare con veemenza la persona piuttosto che la politica che rappresenta, è peggio del peggio che si vorrebbe confutare.

Noi decisamente fuori da questo teatrino autolesionista: non ci rappresenta.

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ALLA FINESTRA

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Tra lacrime di coccodrillo, vittimismo, precisazioni, chiamate in causa, correità tutte da dimostrare, assumiamo la responsabile, autonoma e ponderata decisione di stare alla finestra sine die, rinunciando alle opzioni tra vessare o puntualizzare e ad ulteriori spargimenti di inchiostro.

Non paga infierire su certa informazione. Non oggi, non essendo nemmeno oggetto della ragione sociale. 

E’ tutto chiaro. Si sono commessi errori di valutazione? Forse. Si è stati, infatti, vicini a cadere in un tranello prima male ipotizzato, poi non ben congegnato, e in fin dei conti disinnescato senza tanti affanni.

La confusione regna sovrana, non è stato quindi disagevole venire a capo di quasi tutti gli incidenti di percorso.

Oggi le priorità continuano ad essere altre. E a queste dedicarsi.

Si può continuare a contribuire al raggiungimento di fini comuni e finanche collettivi,  nel rispetto dei ruoli e delle ragioni, dei punti di vista e delle prospettive, e lasciando il campo delle provocazioni ai legittimi proprietari.

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UNA DOMANDA SORGE SPONTANEA: “MA CON CHI ABBIAMO A CHE FARE?”

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La raggiera ad orologeria della delegittimazione, quasi una “Ruota della Sfortuna” (per chi li incontra sul proprio autonomo percorso, ndr), si riferma sulla casella di Parma. Ieri Napoli, avantieri Salerno e Frosinone, settimana scorsa Bologna, un mese fa Carbonia Iglesias, e a seguire…

Tentativo prevedibile e leggermente scomposto di buttare tutti e tutto in rissa, trascinando nel vortice prospettive differenti, insieme alle provocazioni, tanto da rischiare di indurre a non distinguerne i contorni.

Non ci riusciranno. Resteranno nel vortice a centrifugarsi da soli.

A volte il silenzio chiarisce meglio il disagio, a volte realizza meglio le distanze, a volte non è sufficiente.

Parlano di pacificazione professionale, ma battono sul chiodo quotidianamente.

Parlano di paradigmi, ma sono ossessionati da un movimento d’opinione che tende alla sostanza lasciando l’inutile teoria agli opinionisti. Tirando molti per la giacchetta.

Per un quotidiano che si sta cimentando nella narrazione di contesti professionali e organizzazione del lavoro nel pubblico impiego e nella sanità privata, tirarsi fuori da ogni polemica “politica” sarebbe il caso, soprattutto quando la p è minuscola.

Ma non si possono lasciare nel tritacarne le evidenti vittime predestinate. Che se sbagliano devono rispondere nei tempi nei modi nei luoghi deputati e che non sono quelli che vengono sentenziati da Firenze o dintorni.

Necessitando di guardare avanti e realizzato che le scomposte (pur preordinate) provocazioni non aiutano i potenziali interlocutori a cambiare idea o a farsene una che non sia “ma con chi abbiamo a che fare?“, i lettori sono attenti e sapranno giudicare la buonafede dei diversi attori della pantomima.

Niente altro da aggiungere.

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