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Editoriali

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UNA DOMANDA SORGE SPONTANEA: “MA CON CHI ABBIAMO A CHE FARE?”

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La raggiera ad orologeria della delegittimazione, quasi una “Ruota della Sfortuna” (per chi li incontra sul proprio autonomo percorso, ndr), si riferma sulla casella di Parma. Ieri Napoli, avantieri Salerno e Frosinone, settimana scorsa Bologna, un mese fa Carbonia Iglesias, e a seguire…

Tentativo prevedibile e leggermente scomposto di buttare tutti e tutto in rissa, trascinando nel vortice prospettive differenti, insieme alle provocazioni, tanto da rischiare di indurre a non distinguerne i contorni.

Non ci riusciranno. Resteranno nel vortice a centrifugarsi da soli.

A volte il silenzio chiarisce meglio il disagio, a volte realizza meglio le distanze, a volte non è sufficiente.

Parlano di pacificazione professionale, ma battono sul chiodo quotidianamente.

Parlano di paradigmi, ma sono ossessionati da un movimento d’opinione che tende alla sostanza lasciando l’inutile teoria agli opinionisti. Tirando molti per la giacchetta.

Per un quotidiano che si sta cimentando nella narrazione di contesti professionali e organizzazione del lavoro nel pubblico impiego e nella sanità privata, tirarsi fuori da ogni polemica “politica” sarebbe il caso, soprattutto quando la p è minuscola.

Ma non si possono lasciare nel tritacarne le evidenti vittime predestinate. Che se sbagliano devono rispondere nei tempi nei modi nei luoghi deputati e che non sono quelli che vengono sentenziati da Firenze o dintorni.

Necessitando di guardare avanti e realizzato che le scomposte (pur preordinate) provocazioni non aiutano i potenziali interlocutori a cambiare idea o a farsene una che non sia “ma con chi abbiamo a che fare?“, i lettori sono attenti e sapranno giudicare la buonafede dei diversi attori della pantomima.

Niente altro da aggiungere.

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CHIUSO PER FERIE

NIDO DEI PASSERI, CALASETTA

Non ci siamo fermati un giorno. dal 4 settembre 2016 tutti i giorni on line decine e decine di articoli e contesti di vita sindacale nel Comparto Sanità, come mai prima un solo contenitore redazionale era riuscito a condividere. E’ ancora dobbiamo entrare a regime.

Tutti gli attori della contrattazione nazionale e decentrata, pubblica e privata, hanno avuto spazio ed attenzioni, sollecitazioni e collaborazioni. Raccontiamo, narriamo, condividiamo tutto quanto riteniamo doveroso importante e utile per far maturare la consapevolezza che fare seriamente management e sindacato, rappresentare i lavoratori, tutelare i diritti, non difendere l’indifendibile, gestire una azienda pubblica nel rispetto dei ruoli e delle ragioni di chi la mantiene a galla, osservare le leggi e le sentenze, dare il giusto valore alla risorsa umana e professionale che sono i dipendenti nel pubblico e nel privato, si puo. Nulla è precluso.

Al rientro, recuperemo le prossime tre settimane di cronaca sindacale e riprenderemo implementando le sezioni di approfondimento e mantenendo alta l’attenzione sul mondo del lavoro del pubblico impiego e della sanità in particolare, stante la stagione dei rinnovi contrattuali che, a parte gli effetti annuncio, non decolla.

Non trattiamo sui valori e sui principi che ci contraddistinguono dal non casuale 4 settembre, anniversario delle prime lotte per la dignità del lavoro con l’eccidio di Buggerru, anno 1904 (Carbonia Iglesias), e lasciamo definitivamente al loro destino di “per un pugno di click” i giornalai, gli edicolanti e gli improvvisatori della disinformazione, unitamente agli specialisti in specchietti per le allodole.

Di tutto questo campionario antropologico se ne può fare a meno, è acclarato. Yes, we ban.

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VERTENZA AIAS: LUCI ED OMBRE, PAURE E PROSPETTIVE ENTRO IL 27 LUGLIO PV

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L’ATS Sardegna e il suo Direttore Generale  Fulvio Moirano non arretrano di un millimetro rispetto al mandato “politico” ricevuto: mettere ordine ai conti, mettere fine agli sprechi, mettere la parola stop ai privilegi, pretendere il rispetto delle norme delle leggi dei regolamenti e delle convenzioni da parte di tutti, anche degli amici degli amici. Finito il tempo di mungere il servizio sanitario regionale o quantomeno le aziende sanitarie aventi causa se stipulanti convenzioni con la sanità privata per prestazioni assistenziali di cui hanno il diritto dovere di risponderne anche alla Corte dei Conti.

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LA CRUNA DELL’AGO DELLA VERTENZA AIAS

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Il susseguirsi di comunicati stampa, stati d’animo, punti di vista, reciproci scambi di cortesie, conti che non tornano, bonifici che non arrivano, politici che non governano, sindacati che non contrattano, amministratori che non gestiscono, lavoratori che non mangiano, ci portano ad una ennesima riflessione sulla vicenda Aias, che insiste nel reclamare 40 milioni a fronte di 12 milioni decretati dalla Regione e dei 119 milioni già nelle sue disponibilità.

Abbiamo monitorato da mesi quasi tutto, sentito e letto l’inverosimile, sperato in uno spiraglio. Tutto è come prima, esattamente come prima.

Si stava meglio quando si stava peggio? È una libertà che lasciamo ai diretti interessati.

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NON SOLO UN GIORNO DEL CALENDARIO

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Si leggono belle intenzioni, suggestive prospettive, testimonianze di vita professionale vissuta. Per molti resterà un giorno per riverniciarsi la carrozzeria e nascondere la ruggine, che domani puntualmente si ripresenterà… E’ 12 maggio tutto l’anno, nella forma e nella sostanza. Di un manifesto, di un banner, di un messaggio comunicativo che non trovano consequenzialità, non resterà traccia. Ad un gesto assistenziale silenzioso dell’ultimo infermiere nell’ultima corsia all’ultimo degli assistiti, non occorre pubblicità. È nei fatti la miglior sponsorizzazione dell’essere infermieri nel III millennio. Non costa nulla e ha un valore nominale e aggiunto incalcolabile.

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UNIVERSALE, SENZA TEMPO, ATTUALE

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A volte succede che per decrittare un acronimo, un logo, una denominazione di un ambito a loro dire professionale infermieristico, non sia sufficiente il tempo dedicato a tentare di avere una soluzione, tanto solo velleitari volubili transitori ed evanescenti i contesti umani tecnici e politici che sottendono al trade mark.

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NON SOLO BLOG: DEPUTATI E SENATORI DEL M5S AL PRESIDIO DEI LAVORATORI AIAS DI CORTOGHIANA

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E’ subito da dire che le visite di cortesia si sono sprecate in queste settimane al Presidio AIAS di Cortoghiana, ed è pur sempre meglio dell’indifferenza. Alcuni predicano bene ai lavoratori AIAS e gli votano male in Consiglio Regionale… Altri bene sia al presidio che in Parlamento, altri ancora chirurghi plastici nel patetico tentativo di rifare col botox un viso a chi ha perso la faccia. Altri ancora a stendere tappeti rossi ad alcuni ed ignorare chi indossa altre bandiere.

La politica è una cosa seria, e piú è concreta più è vicino alla gente, più è continua e più concorre alle soluzioni, più è indifferente all’apparire sempre e comunque e più si radica tra i cittadini, piú sta dietro le quinte e più lavora.

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“…ADESTE, ANALISTAS…”

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Avvicinandosi al fine corsa, si sta consumando in questi giorni la pantomima di chi, comunque affine e radicato nel sistema ordinistico tanto stigmatizzato, ad ogni piè sospinto dispensa consigli, propone, disquisisce, analizza.

L’opportunità di essere audito in Commissione Affari Sociali e cercare di portare anche i riottosi a convergere su una utile linea di pensiero in materia di riforma degli ordini, si è trasformata nel più scontato dei teatrini: inveire.

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NON ARRETRIAMO DI UN CENTIMETRO

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Nei mesi che arriveranno, sarà di capitale importanza valutare se impegnarci a tutelare le buone ragioni, anche personali,  su tutta una serie di attività poste in essere per difendere doveri, diritti, prospettive, voci, suoni che arrivano e che partono dai luoghi di lavoro in sanità nei quali germoglia una alternativa culturale al nulla che ruota intorno ai giornalai e alle loro edicole e allo sfogatoio che è diventato il social network, evidenza che comunque non ne attutisce gli impatti.

Da questi “hangar”, nuove condotte, eventi e indifferenza tenderanno a peggiorare le questioni già sul tappeto e che corrono sul filo esile che ruota intorno al dovere della divergenza e di come manifestarla.

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