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Editoriali

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PERSEVERARE E’ LA SOLUZIONE

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”...iniziativa eccezionale..”.

Ieri, con queste parole, il Presidente della Camera dei Deputati on. Roberto Fico ha definito la prospettiva dell’iniziativa ordinistico infermieristica dedicata ai disabili sensoriali, e presentata unitamente ad una copia esclusiva della Costituzione della Repubblica italiana stampata in Braille.

Il Presidente ha colto sia nel segno che nell’immaginario della comunità infermieristica: rendersi utile, partecipe, precursore, al servizio delle istituzioni ai più alti livelli e nell’interesse meno autoreferenziale possibile che è quello dei cittadini e dei più fragili.

Declinare il recepimento di una legge dello Stato non è stato semplice e non sarà mai un obiettivo raggiunto.

Da qualche punto era necessario partire, proporre, contaminare, perseverare, insistere, difendere l’iniziativa sino a farla radicare,  pur circondati dall’indifferenza di molti, politici e politicanti inclusi.

Impegno progettuale per comunicare e interagire con ciechi e sordi, metterli sullo stesso piano di chi vede e sente, provare a renderli autonomi.

Da ieri tutto questo è meno anonimo.

Un germoglio può piegare anche la resistenza dell’asfalto.

Soprattutto quando le barriere da abbattere sono, più che architettoniche, culturali.

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ULTIME NOTIZIE: ALL’ARAN NON HANNO L’ANELLO AL NASO

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Sintesi della sintesi: rientrare da una finestra laterale dopo non essere riusciti a passare per la porta principale.

Era questo il desiderata di non firmatari del ccnl comparto sanità 2018: sottoscrivere una sezione contrattuale dedicata al solo ruolo della ricerca sanitaria, quale escamotage della maggiore rappresentatività effettiva e non virtuale, autorevole e  non autoreferenziale, capace di incidere nel rapporto di lavoro piuttosto che galleggiare sulle ali delle strumentalizzazioni.

Peccato che all’Aran lo spacchettamento di ciò che è comodo rispetto a quanto ritenuto indegno non esista nella pratica e nella prassi, se non nella testa di abili strateghi del 5%.

Rinnegare le dichiarazioni bellicose (pistole ad acqua, ndr) e sottoscrivere il contratto, o di certa rappresentatività non si sa che farsene.

 

 

 

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L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL’ETERE

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Le retribuzioni annose, qualcosina più qualcosina meno, dovute a dipendenti  cornuti, mazziati, sanzionati, nella misura di 10-11 mensilità di cui 2-3 da corrispondere il 27 o più probabilmente il 28 dicembre, viaggiano, testuale, ”nell’etere”.

Credevamo che l’unica, ”fantastica” possibilità di volare leggiadra fosse della lampada di Aladino.

Adesso a strofinare in questo scorcio di 2018 non la lampada con i sogni di un orfano di mercante qualsiasi, ma la bottiglia con le boutade che contiene sono i cornuti,  i mazziati,  i sanzionati.

Ma se dalla lampada appariva il genio, dalla bottiglia cosa può esalare?

 

 

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AIAS, KONTRORDINE KOMPAGNI

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Oro, incenso e miraggi.

La grande cavalcata nel deserto della madre di tutte le vertenze si impoverisce di un nuovo capitolo.

I Re Magi della politica sarda e aziendale sanitaria, portano in dono alla mangiatoia il rinnovo della convenzione Aias per altri sei mesi

Siamo in controtendenza, è una buona notizia:

Per gli assistiti, ai quali si cercherà di garantire continuità delle cure;

Per il management sanità privata che avrà una ennesima opportunità di declarare competenze gestionali, piuttosto che risucchiate nelle sabbie mobili del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno di saldi fatture più o meno dovuti.

Per il management sanità pubblica, che evidentemente è meno pronto come sembrava nel muoversi nel ginepraio della questione.

Per i dipendenti, che dopo i botti del 31 dicembre pv, grandi certezze di un 2019 sereno, felice e radioso in famiglia e nei luoghi di lavoro comunque non ne avevano da parte di nessun sindacato confederale, autonomo o di comodo.

Per gli elettori, che tra le regionali di febbraio e le europee di maggio sapranno esprimere un giudizio di merito sulla presa per i fondelli subita dal poverello che tale era e tale rimane: il dipendente e il suo diritto alla retribuzione mensile.

Cavalcata nel deserto, mangiatoia, miraggi, poverello.

Non abbiamo accennato all’asinello, per rispetto al quadrupede equino.

 

 

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ALL’ASSISTITO AIAS CARLO F.

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Carissimo sig. L., voglio scriverle un bellissimo messaggio di ringraziamento. Ero, dall’età di X anni, un utente dell’AIAS. Sono felice che Lei, e la sua redazione, metta nero su bianco tutto ciò che stanno passando gli operatori, professionali e dolcissimi. La ringrazio tanto. Buonanotte

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Gentile cittadino, sul caso Aias abbiamo presidiato tutta la vertenza, scritto molto, letto tanto, e assunto una posizione a fronte di atteggiamenti inammissibili contro la dignità della persona, sia essa un lavoratore o un assistito, per le ritenute, dalla scrivente, evidenti limitazioni sull’integrità dell’individuo in quanto tale e compiute tra l’indifferenza di molti. Oggi qualcuno solidarizza con chi dorme in sacco a pelo e tenda di fronte ai Palazzi della Politica. Giusto.
Ma quando a dormire in auto di fronte ai luoghi di lavoro erano altri dipendenti, pari messaggi di solidarietà sarebbero stati doverosi.
A meno che non vi siano manifestanti di serie A e di serie B, dove A sta per azienda e B sta per battitori liberi.
Noi siamo sia per A quando rispetta le regole, il prossimo, la buona amministrazione, l’oculata gestione aziendale, quando ha diritti da rivendicare se non viola doveri da onorare. Noi siamo per B quando la funzione della protesta non trascende e non divide, quando è dura ma non violenta, quando solidarizza con tutti e non solo per qualcuno contro qualcun altro.
Nel rispetto delle legittime posizioni di tutti i diversi attori della triste contesa, dalle organizzazioni sindacali ai management aziendali pubblico e privato, dalle istituzioni competenti ai lavoratori che manifestano, dai lavoratori licenziati a quelli che non vengono retribuiti da mesi, e potremmo continuare, sullo sfondo restano i vostri diritti alla continuità delle cure, alla qualità dell’assistenza, alla dignità ferita nel momento in cui viene palesemente strumentalizzata e ostentata la vostra condizione di disabilità quando  richiesta la vostra presenza quasi foste questuanti ai quali concedere un qualcosa per grazia ricevuta che in realtà è il diritto alla salute e all’assistenza a prescindere.
Negare le retribuzioni ai lavoratori è negare il vostro diritto alla continuità delle cure, mantenuta per il senso di responsabilità degli operatori.
Medesimo e sconfinato rispetto della redazione per tutti voi.
Noi non abbiamo timore di chiamare le cose come stanno, non scriviamo sotto dettatura, non fungiamo da testa d’ariete di sindacati, azienda o altri portatori di interesse.
La libertà d’opinione è garantita dalla Costituzione come il diritto alla Salute, anche la vostra quindi, esattamente come è garantito ad ogni cittadino “il diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa” (art. 36 Cost.)
Quale sia la violazione tra gli artt. 21 e 32 e 36 della Costituzione è agli atti.
nb: carlo f. è un nome di fantasia, a tutela dell’assistito. Inutile che vi attiviate a cercare nei data base.  Non abbiamo l’anello al naso. Saluti.
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…minchiasignortenente…

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La notizia di 5 indagati nel mondo dell’infermieristica libero professionale con l’accusa pesantissima di ”corruzione”,  getta nello sconforto molti.

Questa redazione è basita ma garantista e non parteciperà all’assalto indiscriminato alla ”Croce Rossa”.

Perché l’accusa è gravissima, perché ora è necessario capire e poi imbastire un commento, perché a bocce ferme è sempre meglio, perché non saliamo mai sul carro del vincitore e men che meno spingiamo alla deriva la zattera dello sconfitto.

E stranamente si è in periodo di rinnovo elettorale…

 

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LA SCONFITTA SINDACALE NELLA VERTENZA AIAS

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A parte il linguaggio violento utilizzato, ”sarâ guerra”, che mal si accompagna alla funzione politico economico e sociale delle organizzazioni sindacali TUTTE e alla quale funzione, evidentemente, ha abdicato chi rulla i tamburi oggi, richiamiamo l’attenzione sull’assoluto disinteresse verso l’ieri dei licenziamenti dei 4 sindacalisti, dei 100 lavoratori che hanno perso l’impiego, del sit in dei lavoratori di Cortoghiana e via dicendo.

Dove eravate?

Noi non siamo un giornale di comodo, non scriviamo sotto dettatura e nemmeno ad orologeria.

Guardiamo i fatti, e i fatti dicono che la vertenza per essere vinta ben prima della guillotin regionale, doveva essere unitaria.

I lavoratori da una parte, tutti, e gli inadempienti dall’altra.

I lavoratori? a volte soli.

Gli inadempient? in buona compagnia.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti.

 

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IL CASO VENTURI NON ESISTE

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Andiamo controcorrente: il caso Venturi non esiste.

E non esiste almeno per come vogliono farcelo credere da Omceo Bologna e dintorni, con un sospetto sussulto di orgoglio di categoria da parte propagini della dirigenza medica e sanitaria, che non ricordiamo così decisa e manifesta per il precedente del 2015, quando a cadere a sotto le raffiche di procedimenti disciplinari erano anche il direttore del dipartimento Emergenza dell’Ausl Giovanni Gordini, il responsabile del 118 Cosimo Picoco e il direttore dei pronto soccorso dell’area nord Nicola Binetti. 

Dov’erano allora quella e questa dirigenza medica e sanitaria sotto svariate forme e che oggi cade dal pero?

Ci sarebbe stato infatti da meravigliarsi se il procedimento disciplinare non avesse esitato nella radiazione, e ciò in relazione alla precedente detonazione con la determina ordinistica per la sospensione dei 9 medici che avevano applicato il protocollo della AUSL Bo, supportato dall’atto deliberativo regionale ER.

Nella gradualità dei provvvedimenti ordinistici quale ventaglio disponibile per sanzionare un iscritto ad un Albo incolpato di violazione del Codice Deontologico di riferimento, non ci sono alternative: Venturi meritava la radiazione.

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”MACELLERIA SOCIALE”? NO, GRAZIE

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È pervenuto in redazione un comunicato stampa da parte di una organizzazione sindacale maggiormente rappresentativa e che ha sempre avuto, e sempre avrà, ampio spazio e pari opportunità su compartosanita.it.

Oggi non pubblichiamo la nota con la quale, a nostro insindacabile giudizio, si travalicano gli ambiti di corrette relazioni tra gli attori della sanità pubblica privata e dell’indotto e si fomentano violenze dirette o indirette, figurative o comunicative, scritte o verbali, delle quali il momento non avverte l’esigenza, delle quali soprattutto noi non avvertiamo l’esigenza.

Il termine ripreso e virgolettato nel titolo per chiamare comunque le cose come si devono, non rende merito alle organizzazioni sindacali che lo strillano, pure a fronte di contesti drammatici quali mancate retribuzioni, precarietà del posto di lavoro, perdita del contratto.

Il sindacato assolve ad una immensa funzione politica, economica e sociale.

E la redazione di compartosanita.it anche.

Perché é costituita da quattro infermieri e un pubblicista che non possono e non vogliono permettersi il lusso di contribuire ad avvelenare i pozzi per conto terzi e nemmeno per interesse diretto, che sia ben chiaro.

Abbiamo una reputazione professionale e infermieristica da tutelare in prospettiva finanche collettiva.

Quanto meno ci proviamo.

In fondo al tunnel della comunicazione contaminata dal linguaggio aberrante che evidentemente trasuda dai social e dalla manifestazione del fin troppo borderline del pensiero di chi li frequenta (nel senso più deleterio del termine), può trovarsi uno spiraglio.

Cercatelo.

 

 

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