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LA RETE DEI REFERENTI NON HA PAURA DELL’INFERMIERE FORENSE PIÙ QUALIFICATO

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Si è tenuta oggi la giornata organizzata dalla Fnopi, che ha chiamato a raccolta e a confrontarsi con esperti della materia la rete dei referenti ordinistici dell’Infermieristica legale e forense. Partecipi, attenti, e propositivi.

È l’accordo tra Fnopi, CSM e CNF a fare da garanzia affinché le prerogative dei giudici in fase dibattimentale nel civile e nel penale, ma non solo, possano concretizzarsi conferendo mandato agli esercenti la professione infermieristica che abbiano maturato, e che lo possano attestare, competenze tali da assorbire gli incarichi di CTU e Periti e farli esitare in produzioni documentali peritali tangibili e utili. Nel rispetto dell’accordo.

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ENPAPI: “SE VOGLIAMO CHE TUTTO RIMANGA COM’È, BISOGNA CHE TUTTO CAMBI”

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“Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi” (Tancredi al Principe di Salina)

Possiamo sintetizzare così due contesti agli antipodi: la richiesta di superare il commissariamento da parte di una serie di liberi professionisti da un lato; la richiesta di verifica di aspetti amministrativi, etici e comportamentali da un gruppo di duri e puri dall’altro.

Siamo al libero cortocircuito.

È un peccato.

Erra chi reclama di essere messo nelle condizioni di operare senza che l’iceberg Enpapi, nella sua più triste deriva, si sia svelato senza dubbio alcuno. Erra chi reclama a chi reclama con medesime verifiche e garanzie di trasparenza che non possono assumersi.

Chi è innocente scagli la prima pietra.

L’azzardo della nota legale a nome di decine di ”presidenti” in pectore, ha comunque svelato che l’eventuale controproposta di governo della Cassa di Previdenza Infermieristica è una toppa peggio del buco.

Notizia in aggiornamento.

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SE UN OSS PROPONE AD UN INFERMIERE LA PRESIDENZA DI UN OPI

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Se fosse confermato, siamo alla frutta, sia per l’Oss che eventualmente propone che per il “professionista” che in ipotesi accetta.

Decenni di sviluppo professionale, intellettuale, organizzativo, legislativo, etico, deontologico, d’immagine che nessun Oss potrà scalfire e/o mettere in discussione, e nemmeno riuscirebbe ad un esercente una professione intellettuale quando tale “esercizio”  abbia le saracinesche abbassate.

E se l’Oss dispone di un manipolo di tessere sindacali, proprio perché dispone di tessere sindacali: vade retro.

Andare altrove a colonizzare, invadere, sindacalizzare un Ente di Diritto Pubblico non Economico Sussidiario dello Stato.

Non è importante il luogo, non è importante il nome dell’uno o dell’altro, non é importante la sigla.

È importante indignarsi, è importante assumere le distanze dal proponente ed il suo interlocutore, è importante  un sussulto di orgoglio professionale, organizzare una operazione di recupero di credibilità politica.

Ed è parimenti importante scriverlo a chiare lettere.

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ENPAPI, PRESIDENTI IN PECTORE SCALPITANO

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Sulla vicenda Enpapi siamo stati, stiamo e staremo sul pezzo.

Senza insulti diretti o indiretti, con un po’ di ironia certamente si, per alleggerire il carico di imbarazzo a trattare di corrotti e corruttori e di nessuno che si sia accorto mai di niente.

Fa riflettere la legittima nota odierna agli organi di stampa, quasi un tentativo di salvare il salvabile, di mettere le mani in avanti, di proiettarsi in una dimensione di governo tutt’altro che scontata.

Lunga vita al Der Kommissar.

Perché se si considerano parte lesa, sorprende che non abbiano ancora denunciato, querelato, esposto.

Cosa attendono?

I gravissimi accadimenti, solo ora di dominio pubblico, sono stati per alcuni dei “forse parte lesa” un fulmine a ciel sereno?

Ci si riserva di agire in giudizio solo se ”non venga completato l’iter elettorale nel rispetto della normativa vigente e nel più breve tempo possibile“.

È un consiglio o una intimazione?

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P COME PROBLEMA

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Abbiamo un Problema con la P maiuscola ben evidente, e solo chi non voglia scorgerla non la vede.

Si chiama fuga di notizie. A prescindere dalla notizia e da chi la pubblica. Il passatore di carte e chi pubblica a prescindere accomunati dalla medesima evidenza che dovrebbero avere ben chiaro il concetto di riservatezza, esclusività, dominio pubblico, responsabilità.

Teste d’ariete, marionette, guastatori, infiltrati, ordinisti/sindacalisti al 50%, sindacalisti/ordinisti al restante 50%  e che quindi non rendono un servizio al ruolo erroneamente rivestito ad orologeria e funzionale al giornalaio di turno per il primato di uno sull’altro. 

Chi contamina chi?  

Chi ha interesse a violare il mandato di discrezionalità insito in un lavoro convocato, svolto e realizzato per la collettività professionale piuttosto che per gli interessi  di parte e quale che essa sia?

Chi trae vantaggi dal minare il clima di reciproca fiducia, condivisione, collaborazione, coinvolgimento, delega in atto tra attori della rappresentanza professionale?

Trovate il fattore P. 

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SAVE THE NURSING

SAVE THE NURSING

Continuano a più riprese rappresentazioni di fatti, contesti ed opinioni che nulla hanno a che vedere con il corretto esercizio della professione infermieristica nel front e back office dell’organizzazione del lavoro, e nemmeno dell’espressione del libero pensiero in tutte le sue forme.

In ultimo, l’incredibile petizione di cui al link http://chng.it/gntgX6MH

Incredibile non tanto per il contenuto e le motivazioni, quanto per il corredo di commenti incommentabili proprio da parte di chi vorrebbe vedere sanzionata una parte terza.

Carta stampata, social, televisioni, manifesti 6 x 3, annunci e manifestazioni varie: nessuno può dichiararsi esente da un approccio spesso creativo e superficiale su iscritti all’albo, maggiormente rappresentati in Italia in un Ordine, impegnati in tutte le forme del mercato del lavoro nella sanità pubblica, privata e nella libera professione.

Da iscritti all’Ordine, con maggiore sottolineatura, la responsabilità è da considerarsi parimenti rilevante.

La “rete” che diventa una trappola invece che intesa come collaborazione.

Dalla “cronaca locale” alle “grandi inchieste” giornalistiche, dalla provocazione social a manifestazioni di piazza, è sottile il confine che separa il lecito dall’inaccettabile e controproducente.

La redazione di compartosanita.it:

  • è per la corretta informazione
  • è per l’autorevole rappresentanza di cosa si voglia raccontare e condividere, criticare o osannare
  • è per la tutela e la valorizzazione di una immagine infermieristica composita come composite le dinamiche  e le evidenze di una professione siano esse scientifiche, tecniche, umanistiche, teoriche, organizzative, sociali, etiche, comunicative
  • è per la discussione anche serrata su cosa possa dividere, ma senza trascurare o disconoscere cosa unisca e/o cosa sia utile per

#savethenursing dagli urlatori, dai venditori di fumo, dagli specialisti degli specchietti per le allodole, dai giornalisti con la g minuscola che non verificano e fieri di sbattere il mostro in prima pagina, dagli opinionisti seriali e onnipresenti sui social. E dai lanciatori di petizioni on line.

Non sono questi i mezzi, i fini e le prospettive che accomunano in virtù dell’art. 1 del Codice Deontologico Professioni Infermieristiche.

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SERRATA DEL BAR BALANZON

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La deriva comunicativa della signora è stranota ma stante la protagonista, l’organizzata “peti-zione” su http://chng.it/gntgX6MH rischia di mettere solo fieno in cascina del narciso che è in lei.

È del tutto inutile dal punto di vista formale.

Chi voleva, avrebbe potuto segnalare all’ OMCEO Venezia la violazione del codice di deontologia medica da parte dell’innominabile unica avventrice del Bar Balanzon, come già peraltro avvenuto da parte di alcuni OPI ex Collegi IPASVI alle prime avvisaglie ed in tempi non sospetti.

Tutta questa importanza nazionale sovvraespone l’interessata ulteriormente: è del tutto spropositata.

Si agisce in silenzio, l’attenzione la meritano le cose serie, e il Bar Balanzon è un tavolino vuoto.

Per dovere di cronaca e per onestà intellettuale, certi commenti a sostegno della sottoscrizione alla ”peti-zione” sono  in linea con quanto si intenderebbe rilevare, quindi anch’essi border line e violanti la dignità e il rispetto della persona. Chiamasi: coerenza. 

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TROVA LA DIFFERENZA

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Sul 12 Maggio avevamo scelto di non intervenire. È 12 Maggio domani 13, è 12 Maggio ieri 11.

Ma sull’iniziativa Fp CGIL che ”clona” Opi Arezzo non possiamo esimerci: sembra lo stesso art director, grafico, web designer, committente. Sono invece differenti nella funzione e negli obiettivi di fondo.

Che poi possano ritrovarsi sul medesimo messaggio può starci ed anzi è sempre auspicabile.

Però le troppe similitudini, almeno tra gli addetti ai lavori, non si possono non evidenziare, e un pochino di fantasia non avrebbe guastato.

Esattamente come,  da altri punti di vista e attori sindacali, invochiamo coerenza da chi scende in piazza contro il demansionamento e però firma l’art. 64 lettera h) CCNL Comparto Sanita’, e da chi ancora si appella alla vetusta proposta ed in tempi non sospetti dell’area di contrattazione autonoma, bocciata dalla storia e dai fatti.

Elementi di novità tra i contesti e gli ambiti citati non ne vediamo.

Diamo ad Opi Arezzo ciò che non è di FP CGIL.

E restituiamo dignità a chi subisce messaggi impropri dagli specialisti di specchietti per le allodole…

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# NO ARTICOLO 64 LETTERA H CCNL COMPARTOSANITA

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Tutti i firmatari del CCNL Sanità 2018 e dell’istituto contrattuale art. 64 lettera h) sono corresponsabili della previsione che i dipendenti debbano eseguire ordini di servizio demansionanti e dequalificanti, contro i quali oggi fanno finta di manifestare. #COERENZA

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AIAS: L’ESILE FIAMMELLA DELLA SPERANZA

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L’infinita storia AIAS si arricchisce di capitoli comunicativi già letti e copia-incollati: da una parte note sindacali, dall’altra note aziendali.

Medesime banalità scritte e riscritte da mesi, medesimo filo conduttore: vedremo, faremo, saremo, daremo, stiamo valutando, vi terremo aggiornati, grazie per l’attenzione e la pazienza, restiamo a vostra disposizione, attendiamo il pagamento delle fatture, attendiamo la convocazione del Prefetto, stato di agitazione, stato di massima allerta, non cederemo di un metro, non cederemo di un euro, e potremmo continuare.

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