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Editoriali

FNOPI

FNOPI: DAL MEETING AL MEETHINK

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La kermesse dell’Amicizia di Comunione e Liberazione si è conclusa e rispetto ad altri abbiamo atteso di decantare le sensazioni: riteniamo di percepire che la FNOPI abbia lanciato un’OPA sulla cittadinanza del paese per l’attualità delle tematiche proposte, per la pregnanza del momento, per l’autorevolezza degli approfondimenti pubblicamente condivisi, per la scommessa di esserci senza fare mera presenza e di parlare ai cittadini e per i cittadini per il tramite del gesto istituzionale ed assistenziale perché si ha qualcosa da dire piuttosto che solo per dire qualcosa perché invitati a completare un tavolo.

Cosa si porta dietro la professione infermieristica?

Cosa ha trasferito alla comunità civica e politica la massima rappresentanza professioniale?

Ed ecco quindi che il gioco di parole da Meeting a Meethink, ha un senso: cogitant ergo sunt, pensano quindi sono.

Le 5 aree, gli stand, la presenza essenziale ed operosa di Opi Rimini, i lavori presentati, i ragionamenti esperiti, le provocazioni poste, le risposte date, hanno un comune denominatore: nascono, si sviluppano e si radicano con un processo di responsabilità, autorità politica e autonomia tutto interno alla compagine professioniale rappresentata e della quale, piaccia o meno, la titolarità è e resta prerogativa istituzionale che nasce dalle leggi, e dalle leggi consegue il suo pedissequo rispetto.

Associazioni professionali, scientifiche, sindacali, autoreferenziali, minimali, rispondono solo ed esclusivamente agli interessi statutari di riferimento e ai solo loro iscritti.

La Fnopi risponde ai cittadini e nel suo percorso intellettuale itinerante parla per tutti.

Dove si apprezza l’OPA?

Si apprezza dalla carta della discreta ed elegante partecipazione calata sul tavolo delle relazioni tra le persone e la società civile: nessuna forzatura, nessun pugno sul tavolo, nessuna porta aperta senza aver prima bussato, nessuna appropriazione di prerogative di altri.

Si apprezza per la strategia comunicativa: sempre un gradino avanti agli altri in termini di intuizione dei temi da trattare e di partecipazione per declinarli dove come e quando, anche indipendentemente dalla tipologia di cittadinanza e territorialità di riferimento.

Si apprezza dai fondamentali del SSN dove ogni attore del sistema salute ha una funzione e gli infermieri sono chiamati a confermare gli impegni del profilo professionale ricoperto in prospettiva sempre meno ospedaliero residenziale e sempre più territoriale domiciliare.

Si apprezza dalla sfida sia dell’educazione sanitaria e della prevenzione che dei buoni stili di vita e dei migliori comportamenti dialettici anche sui social network

L’infermieristica italiana è già di comunità nei fatti. 

Perfezionarla, renderla attuale alle domande di salute, fruibile ed omogenea completa l’Offerta Pubblica di Autorevolezza nazionale e provinciale.

la redazione di compartosanita.it

 

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Editoriali

LA POLITICA NECESSITA DI LUCIDITA’ parte III°

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Al di là dei convenevoli, dell’apparire, dell’esitare a sinistra piuttosto che a destra, di 10 capisaldi contro 5, Lucidità è anche fare tesoro degli errori commessi.

Lucidità è raccogliere la sfida della democrazia partecipata e partecipativa.

Lucidità è tornare con i piedi per terra mentre si era inspiegabilmente con la testa fra le nuvole.

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LA POLITICA NECESSITA DI LUCIDITA’ parte II°

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Continua, con un copione scritto non si sa bene da chi, il succedersi di avvenimenti che gettano nell’incredulità collettiva.

Nella prima parte dell’approfondimento sul tema della lucidità politica necessaria per il funzionamento delle istituzioni nell’interesse ed in funzione dei cittadini, ci siamo soffermati su eventi dei giorni scorsi nati, cresciuti ed appassiti nel perimetro parlamentare nel volgere di qualche giorno.

Impegnarsi in una soluzione politica di lungo termine ed ampio respiro richiede spalle larghe e resistenza agli urti, malleabilità e duttilità. Forse richiedeva.

Lucidità è anche ammettere i propri limiti elettorali o se volete il proprio esito dal segreto dell’urna e che si misura in voti, consenso, partecipazione, percentuali.

Lucidità è lasciare intenzioni di voto, exit poll e diagrammi agli addetti ai lavori che altrimenti non saprebbero come campare.

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LA POLITICA NECESSITA DI LUCIDITA’ parte I°

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La sequela di colpi di scena nella crisi di governo richiama tutti all’attenzione sull’esistente e per le prospettive del significato di Politica applicato al perimetro parlamentare.

Al di la delle fazioni e dei punti di vista, la crisi del governo ma più in generale di un modo creativo di intendere la rappresentanza dei cittadini, ci consegna uno spaccato di quotidianità politico-partitica che se saprà rigenerarsi come un’araba fenice è tanto di guadagnato per tutti, conservatori o progressisti, nord o sud, est od ovest, ricchi e meno poveri, dipendenti pubblici o privati, disoccupati o precari, uomini o donne, famiglie o coppie di fatto, chi al mare in ferie o in mare perché gettatovi, industriali o agricoltori, artigiani o liberi professionisti, sovranisti o europeisti, gialli o verdi, rossi o neri e qualche sfumatura d’azzurro.

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IL CANTO DEL CIGNO

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Al di là della cifra politica degli attori della partita nella crisi di governo, (e con la bilancia che comunque pende verso la Presidenza del Consiglio piuttosto che il Ministero-Mistero dell’Interno), è del tutto evidente che a prescindere dagli esiti delle consultazioni del Capo dello Stato, oggi non ci sia da incoronare nessun vincitore morale e/o materiale.

Ad essere sconfitti sono invece in molti, da chi ha disertato le urne nel marzo 2018 sino alle tifoserie avverse ieri nei paraggi dei palazzi della politica, dagli gialloverdi scettici agli indegni occupanti scranni avversi a Palazzo Madama scambiati per la panchine del Mercato del Pesce di un quartiere di periferia.

Il canto del cigno dispiace.

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SUL PONTE DEL SSN SVENTOLA BANDIERA BIANCA?

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Sul Messaggero, il portavoce della FNOPI dr. Tonino Aceti ri-alza opportunament il velo su quota 100 per quanto attiene a medici e infermieri. Testuale:

“Con il prepensionamento anticipato dovrebbero uscirne, nei prossimi tre anni, 4.500 e 22.000. Ma «il governo ci ha garantito che sarà mantenuto lo stesso organico negli ospedali. Ma per farlo il Fondo sanitario nazionale non dovrà a essere tagliato. Intanto ci sono chirurghi richiamati dalla pensione e, quando va bene, un infermiere ogni 8 pazienti».

Il concetto chiave, condivisibile, è che il FSN non debba subire sforbiciate.

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IL “CANCELO” SECONDO MATTEO

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Qui di seguito, invece, l’originale (ndr)

Matteo – Capitolo 7 – Non giudicare

[1]Non giudicate, per non essere giudicati; [2]perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati. [3]Perché osservi la pagliuzza nell’occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? [4]O come potrai dire al tuo fratello: permetti che tolga la pagliuzza dal tuo occhio, mentre nell’occhio tuo c’è la trave? [5]Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello.

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SOLE ALTO, ALTISSIMO A SIRACUSA

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Premessa: con tutte le cautele, gli approfondimenti e le libertà del caso. 

La carta deontologica infermieristica non si discute, si osserva.

E chi deve è tenuto a farla applicare sempre, anzi più è alto e critico il livello del contesto incriminato, più risoluti è necessario essere, senza guardare in faccia nessuno.

Io infermiere non distinguo tra razza genere opinioni sesso stato sociale: assisto chiunque allo stesso modo.

Io infermiere non somministro senza prescrizione medica.

Io infermiere condivido con l’avente causa cosa sto per somministrare come e perché.

Io infermiere mi astengo da qualsiasi prevaricazione.

Io infermiere di fronte a dilemmi etici, mi fermo 10 minuti e cerco il confronto.

Io infermiere distinguo la sfera professioniale dalla pratica partitica.

Io infermiere non sono nella disponibilità della politica, non mi presto a nessuna strumentalizzazione del ruolo e del profilo.

Io infermiere sono infatti un cittadino che risponde al cittadino prima che al potente di turno.

Io infermiere oggi ho il diritto di indignarmi, di attendere le opportune verifiche sull’effettivo svolgimento dei fatti e sui titoli professionali dei citati, di apprenderne gli esiti e gli atti conseguenti.

Al di là dell’enfasi del racconto della protagonista, il momento richiede massima attenzione e prudenza. La deriva è un attimo imboccarla e subirla.

Ma io infermiere non me lo posso permettere.

E se devo fare politica vado in sezione, non al lavoro.

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Editoriali

SELFIE

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Selfie

immensi ed assolati

selfie già vissuti

scattati e poi perduti

in questa azzurrità

fra le conchiglie e il sale

tanta la gente che

ci ha già lasciato il samsung…

Selfie

di partiti abbandonati

di attimi rubati

mentre la Borsa brucia

un’altra Camera va

fino a che non scompare

quanti i segreti che

appartengono al selfie…

Un’altra estate qui

e un’altra volta qui

più disinvolta e più piranha che mai

mille politici che

non finiranno se

per quei partiti esisteranno nuovi…

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Editoriali

LA RETE DEI REFERENTI NON HA PAURA DELL’INFERMIERE FORENSE PIÙ QUALIFICATO

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Si è tenuta oggi la giornata organizzata dalla Fnopi, che ha chiamato a raccolta e a confrontarsi con esperti della materia la rete dei referenti ordinistici dell’Infermieristica legale e forense. Partecipi, attenti, e propositivi.

È l’accordo tra Fnopi, CSM e CNF a fare da garanzia affinché le prerogative dei giudici in fase dibattimentale nel civile e nel penale, ma non solo, possano concretizzarsi conferendo mandato agli esercenti la professione infermieristica che abbiano maturato, e che lo possano attestare, competenze tali da assorbire gli incarichi di CTU e Periti e farli esitare in produzioni documentali peritali tangibili e utili. Nel rispetto dell’accordo.

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