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LA REALTA’ SUPERA LA FANTASIA: ESERCIZIO ABUSIVO PROFESSIONE SANITARIA E FALSO MATERIALE

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Era del 10 Agosto la tempestiva e provvidenziale segnalazione con l’esposto della Presidente Collegio Ipasvi Pescara, Irene Rosini, all’Arma dei Carabinieri, informati circa presunte irregolarità nella documentazione presentata dalla donna, la quale era stata assunta il primo luglio all’ospedale civile di Pescara.

Per il Collegio Ipasvi, più di qualcosa insomma nella vicenda dell’assunzione e dell’immissione in servizio non quadrava.

Le indagini dei Carabinieri sono esitate in riscontri oggettivi dei fatti denunciati, con la conseguente querela per esercizio abusivo professione sanitaria e falso materiale per una “sedicente infermiera” immessa nel circuito del lavoro interinale dall’agenzia Manpower di Pescara, che sino al 28 Agosto pv, al rientro del Direttore di Filiale, non può rilasciare dichiarazioni e quindi illustrare se sia stata attivata una verifica sul possesso dei titoli presentati dalla “sedicente infermiera” e più complessivamente sulle dichiarazioni o autocertificazioni prodotte. Fa specie che una importante azienda del settore lavoro interinale non abbia subito intercettato quello che poi è emerso in corso di indagini a conferma dei sospetti della Presidente di Ipasvi Pescara.

Una falsa infermiera, che ha lavorato per un mese in ospedale, è stata scoperta dai carabinieri della stazione di Pescara Colli. La donna, una 49enne pescarese, è stata denunciata per i reati di esercizio abusivo della professione e falso materiale.

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TRA UNO SPAGHETTO ALLE COZZE E UNA ACCOZZAGLIA DI AMMINISTRATORI PUBBLICI…

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Arma di distrazione di massa! Ha destato scalpore la foto pubblicata sul profilo facebook di un infermiere del Cardarelli impegnato nei dieci minuti ad esso dedicato per consumare un pasto. Non avendo niente di meglio da fare, l’ineffabile Borrelli (Verdi) avvisa la direzione sanitaria aziendale. Legittimo. Ma non lo leggiamo a commento di cosa accade in ASL Caserta a pochi chilometri di distanza, che per completezza d’informazione riportiamo e che possiamo così sintetizzare: amministratori di una Asl scientemente responsabili dei fatti loro contestati, e contenuti nell’ordinanza del giudice . Buona accozzaglia, impepata, a tutti.

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DALLA TRUFFA AL FALSO SINO AL FURTO AGGRAVATO DI 120 EURO?

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Un paziente di 84 anni sottoposto a dialisi nel nosocomio del capoluogo pugliese sembra sia stato vittima di un furto. L’autore sarebbe S. D., infermiere di 48 anni che lo seguiva nella cura. L’uomo ora si trova agli arresti domiciliari e sarà processato per direttissima con l’accusa di furto aggravato. D. era conosciuto dalle forze dell’ordine perché ha già precedenti per reati come truffa e falso.
Secondo le dichiarazioni della vittima e di una testimone, pare che l’infermiere abbia rubato all’anziano 120 euro per poi nasconderli nel calzino.

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CLORURO DI POTASSIO PER DIRSI ADDIO IN CCH A PALERMO

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Quando un lavoratore decide che è arrivato il suo momento, si renderebbe necessario un lungo periodo di oblio e riflessione. Non richiamiano il testo di Palermo Today e nemmeno della sigla sindacale che questa volta, senza discrezione pur argomentando, viene meno al suo impegno: tutelare i lavoratori.

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SOMMINISTRA MORFINA AD UN NEONATO: ARRESTATA INFERMIERA A VERONA

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Morfina a un neonato «per farlo stare tranquillo»: la polizia arresta un’infermiera

Per il piccolo non c’era stata alcuna prescrizione medica . Il bambino ha avuto una overdose e una grave crisi respiratoria. L’inchiesta della polizia ha portato all’arresto di una donna di 43 anni. Si indaga su possibili altri casi.

La Polizia di Stato di Verona ha arrestato un’infermiera, di 43 anni, in servizio presso la locale Asl perché avrebbe somministrato morfina ad un neonato, in «assenza di prescrizione medica e senza necessità terapeutiche», provocandogli un’overdose con un importante arresto respiratorio. Secondo quanto emerge la donna avrebbe dato la morfina al piccolo «per farlo stare tranquillo» e perché era «rognoso». E non viene escluso che non fosse il primo caso.

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139 REFERTI AUTOPTICI FANTASMA: LICENZIATI E RINVIATI A GIUDIZIO

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Imperia. Manca una pagina del decreto di citazione, rinviata l’udienza preliminare dei 10 imputati (5 medici) nell’ambito dell’inchiesta sulle autopsie “fantasma” condotta dal Procuratore Capo Grazia Pradella e dal sostituto Marco Zocco coadiuvati dalla compagnia della Guardia di Finanza di Imperia. I certificati medici ritenuti falsi dalle fiamme gialle sono ben 139 di cui la metà sono ascrivibili al dott. Giuseppe Garo.

Nel dettaglio, i legali degli imputati hanno sollevato alcune eccezioni dinnanzi al giudice per l’udienza preliminare Paolo Luppi tra cui la mancata ricezione da parte dei loro assistiti di parte del decreto con i fatti contestati dalla Procura. Il giudice ha così disposto nuovamente la notifica del decreto a tutti gli imputati rinviando l’udienza al prossimo 18 settembre. 

Tra gli imputati figurano: cinque medici, due impiegati amministrativi, due operatori di camera morturaria, un titolare di agenzia di pompe funebri e un soggetto esterno. Nel dettaglio sono: Giuseppe Garo, 52 anni, medico legale, accusato di falso in atto pubblico, Francesco Traditi, 45 anni, medico legale, falso in atto pubblico, Alessandro Zaccheo, 41 anni, medico legale, falso in atto pubblico, Sandra Maria Motrini Gherardi, 38 anni, medico legale, falso, Claude Orengo, 42 anni, medico legale, falso in atto pubblico, Stefania Stella, 44 anni, dipendente amministrativa, concorso in falso, Francesco Esposito, 58 anni, addetto camera mortuaria, concorso in falso, Leonardo Rosato, 59 anni, addetto camera mortuaria, concorso in falso, Liliana Allaria, 48 anni, legale rappresentante onoranze funebri, concorso in falso, Orlando Mandica, 68 anni, esercizio abusivo della professione di addetto camera mortuaria.

L’inchiesta vede anche imputata dirigente del settore medicina legale Simona Del Vecchio. L’ipotesi di reato è quella di falso in atto pubblico, “per avere emesso certificati di morte che attestano l’esame della salma laddove, invece, nel momento del rilascio del certificato, il medico legale si trovava in altro luogo”. Inoltre la Del Vecchio, difesa dall’avvocato Marco Bosio, dovrà rispondere anche di peculato per l’indebito utilizzo dell’auto di servizio.

La Del Vecchio e il dott. Traditi sono stati licenziati dall’azienda sanitaria locale mentre gli altri medici sono stati assegnati ad altri incarichi.

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ALTRO CONCORSO DELLA SPERANZA: 5000 PARTECIPANTI PER 14 POSTI

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Dall’alba a Crema, in 5000 davanti alle porte ancora chiuse del PalaBertoni per cercare di conquistare uno dei 14 posti disponibili nel ruolo di infermiere nell’Asst di Lodi. Ieri sono arrivati da tutta Italia con in tasca la laurea in Scienze infermieristiche e l’illusione di poter essere tra i 14 fortunatissimi e preparatissimi che conquisteranno il posto. Ma dove e quando non è dato sapere. Da ieri e fino a domani, in gruppi di 300 per 17 turni che saranno ammessi sugli spalti della palestra Bertoni, 1500 posti, per sostenere la prova scritta. Poi, di certo dopo l’estate, ci sarà l’esito e i nomi di chi è ammesso all’orale, che sarà da sostenere dove e quando ancora non si sa.

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