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118 PIEMONTE: O PRIVI DI PRECEDENTI ED ONORABILI, O NIENTE

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Le ambulanze restano chiuse in garage “Il 118 vuole volontari senza precedenti penali”
IL CASO
Servizi di soccorso per il 118 congelati per mancanza dei requisiti, compresi quelli di «onorabilità». Anche i guai giudiziari di presidenti e responsabili della associazioni di volontariato hanno condizionato l’esito del bando pubblico, chiuso a fine 2018, per l’affidamento dei servizi continuativi di soccorso e delle «emergenze» in estemporanea – cioè su disponibilità di mezzi e personale – in Torino e provincia. Tanto che la Città della Salute ha dovuto rimettere a bando, con scadenza oggi, le postazioni rimaste vacanti.
https://www.lastampa.it/2019/01/15/cronaca/le-ambulanze-restano-chiuse-in-garage-il-vuole-volontari-senza-precedenti-EGA83MY8ciyHt5mXI2I5JI/premium.html
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CASO MASETTI: AD ESSERE INGANNATA E’ LA PROFESSIONE SVOLTA

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Giallo di Zola, l’infermiere indagato: «Gli ho dato le fiale, mi ha ingannato»

L’ammissione ai carabinieri e l’sms di Masetti per avere i farmaci: «Ingenuità in buona fede»

«Ho dato a Francesco quelle fiale ma con questa storia non c’entro. L’ho fatto in buona fede, mi aveva detto che ne aveva bisogno perché il padre non stava bene e mi sono fidato, del resto ero convinto come tutti che fosse un medico». Una leggerezza, un’ingenuità per usare le parole del suo legale. L’infermiere 57enne amico di Francesco Masetti, finito indagato per tentato omicidio e concorso nell’omicidio del padre di quest’ultimo, si difende attraverso l’avvocato Guido Magnisi da accuse pesantissime.

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VERITA’, CALUNNIA, ACCUSE, SOLIDARIETA’, SCIACALLI E AVVOLTOI: POCO SOLLIEVO, MOLTA SOFFERENZA

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Infermiere arrestato, verità o calunnia? Per Mangiacotti qualcosa non quadra: “Siamo con te”

Infermiere arrestato, verità o calunnia? Per Mangiacotti qualcosa non quadra: “Siamo con te”

Duro post su Facebook sul caso dell’infermiere in servizio da 35 anni a Casa Sollievo

Verità o calunnia? Questa la domanda che Giuseppe Mangiacotti, consigliere provinciale delegato Politiche del Lavoro e Formazione Professionale che per 27 anni ha prestato servizio a Casa Sollievo della Sofferenza come infermiere, pone rispetto all’arresto dell’infermiere in servizio da 35 anni compiuto dai carabinieri con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di una paziente.

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ABBANDONO DI INCAPACE, L’ACCUSA. NESSUN DOLO, LA SENTENZA: ASSOLTO

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Caso Potenzoni, assolto l’infermiere che si «perse» il disabile nel metrò

Il giovane autistico sparì nel metrò a Termini nel 2015. Riconosciuta l’assenza di dolo. Il pm aveva chiesto 20 mesi di carcere. Il padre: <<Uno schiaffo a tutti i ragazzi disabili d’Italia>>

«Incredibile, la giustizia è morta!» gridano i familiari, un attimo dopo che il giudice ha emesso la sentenza. Succede a Piazzale Clodio, nella VI sezione penale, in margine a uno dei gialli che più hanno turbato e commosso l’opinione pubblica in tempi recenti. Massimiliano Sfondrini, l’accompagnatore di Daniele Potenzoni, il giovane autistico milanese “perduto” nella fermata del metrò Termini il 10 giugno 2015 e mai più ritrovato, nonostante le ricerche estese da Roma a tutta Italia, è stato assolto dall’accusa di abbandono di incapace.

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FIDEIUSSIONE A PATTO CHE…

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Fideiussione per liquiditā a patto che a garanzia siano rese disponibili proprietà private e non aziendali. Della serie: rischio pane e acqua anche per il management e non solo per i lavoratori…

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IL CORSERA INCIAMPA ANCORA SUL TITOLO: INFERMIERA CADE DAL MONOPATTINO

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Non siamo avvezzi a stigmatizzare ogni parola scritta dalla stampa nazionale sulla professione infermieristica. Ma quando a perseverare nell’errore giornalistico è il prestigioso Corriere della Sera, la cosa non può passare inosservata. Fermate quei giornalisti così superficiali. All’OSS gli auguri di pronta guarigione e che abbia ristoro dei danni subiti e dei diritti  che discendono dal rapporto di lavoro. (ndr)
Tutto nasce da un banale incidente. Una caduta dal monopattino, appunto. La vittima è una donna di 50 anni, assunta come operatrice socio-sanitaria a tempo determinato da una fondazione che si occupa di assistenza domiciliare ad anziani malati.
La signora, insomma, è una sorta di infermiera-badante che raggiunge i propri pazienti seguendo una tabella oraria e un’agenda prestabilita.
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INFERMIERA E VACCINI PLACEBO: PROCESSO PER PECULATO, FALSITA’ IDEOLOGICA E MATERIALE?

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Rischia il processo l’ infermiera di Treviso accusata di non aver vaccinato centinaia di bambini tra Veneto e Friuli. Il Pubblico ministero presso la Procura di Udine, come riporta il Corriere del Veneto, ha infatti depositato la richiesta di rinvio a giudizio. L’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 2 novembre. In quell’occasione spetterà al Gup decidere se dare seguito al procedimento o archiviare il fascicolo.

L’operatrice sanitaria, licenziata per giusta causa dall’Usl 2, è accusata di peculato, omissione d’atti d’ufficio e falsità ideologica e materiale commessa dal pubblico ufficiale.

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CAMILLERI SANTO SUBITO!

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“Questa è la mia famiglia. Solo ora mi sento di raccontarle quello che mi è successo nel 2001. Mi era caduto il mondo addosso perché avevo scoperto che la persona che amavo mi tradiva. Ero, e sono tuttora, infermiere all’ospedale di Bari. Rubai del veleno e mi portai a casa ampolla e treppiedi per le flebo. Mi misi a letto e infilai l’ago nel braccio. Siccome la cosa sarebbe stata lunga, presi dal comodino un libro che avevo comprato ma non ancora aperto, Il re di Girgenti. Dopo un po’ mi sono trovato a sorridere, ho staccato l’ago e ho continuato a leggere fino alle cinque di mattina. Tre anni dopo ho incontrato un’altra donna e mi sono sposato. Le devo la vita”.

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DATI SENSIBILI E PRIVACY: VIOLAZIONE CONTESTATA AD UNA INFERMIERA

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I dati sensibili di ciascuna persona sono sempre a rischio divulgazione non voluta. A maggior ragione per le cartelle cliniche. Anche se protette dalla privacy sono comunque numerosi gli addetti che possono avere accesso a quei dati.

E’ quello che è successo ad una paziente del reparto di Oncologia dell’ospedale di Rimini, che si è vista violata la sua cartella clinica da parte di una infermiera. Il motivo della ricerca di informazioni sulla salute della donna, una signora di 74 anni, proviene da una lite con dei suoi cugini. E’ intervenuta anche una sentenza del giudice che le ha dato ragione. Per ottemperare alla sentenza i cugini avrebbero dovuto vendere un immobile per saldare il dovuto. Quando tutto era pronto per chiudere la vicenda legale i cugini hanno fatto marcia indietro sostenendo che di li a poche settimane la cugina sarebbe morta a causa della sua malattia oncologica.

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NAPOLI NDD, NESSUNO TOCCHI IPPOCRATE II°

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“Non ti impicciare, torna a lavorare”: infermiera aggredita dal neopapà

Un’infermiera sarebbe stata aggredita questa mattina a Napoli, in una struttura sanitaria non meglio specificata perché l’Associazione ‘Nessuno Tocchi Ippocrate’ preferisce tenerla segreta, rispettando le volontà della diretta interessata. La donna aveva chiesto al marito di una neo mamma, che di recente aveva subito un taglio cesareo d’urgenza, di uscire dal reparto, considerato che non era orario di visite. Di seguito il racconto dell’infermiera. 

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