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SAVE THE NURSING ANCHE DAGLI INDIFENDIBILI IN ASL NAPOLI 1

SAVE THE NURSING II
Tutti a parole contro il demansionamento, ma molto stranamente la “sanificazione” del contesto rilevato in ASL Napoli 1 viene strumentalmente eccepita e contestata come di pertinenza infermieristica e con l’avvallo sindacale confederale o autonomo, ma non ha importanza. Ha importanza che poi però si scenda in piazza a manifestare… La ASL Na 1 ha dato un segnale. Per completare il cerchio, alla prova dei fatti sono ora attese le altre entità di riferimento. (ndr)
Un paziente in Rianimazione ha delle formiche sul lenzuolo. I medici dell’ospedale se ne accorgono e chiamano la ditta di pulizie, due infermieri si oppongono e si rivolgono addirittura ai propri rappresentanti sindacali, ritenendo che la questione sia di loro competenza. Si accende una discussione e intanto le formiche restano lì, fino a che il lenzuolo non viene sostituito. È questa la ricostruzione che ha portato l’Asl Napoli 1 a sospendere per 30 giorni due infermieri dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Napoli e per dieci giorni i due sindacalisti arrivati sul posto.
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CLAMOROSO AL GRASSI…

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Roma, analisi gratis a parenti e amici: indagati 17 infermieri del Grassi

Una corsia privilegiata riservata agli amici e ai parenti di diciassette infermieri dell’ospedale Grassi di Ostia quando avevano la necessità di fare le analisi del sangue e delle urine. Presto e senza pagare il ticket. Ora gli impiegati della struttura, tutti assunti nel reparto di chirurgia, rischiano di finire sotto processo con l’accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato, dopo la chiusura delle indagini da parte della procura.

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DENUNCIATELI

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Ci risiamo, e sempre per lo stesso errore di superficialità nell’inchiesta giornalistica e/o per l’esigenza di farsi leggere sbattendo il mostro in prima pagina e arrecando danno ad una intera comunità professione. Chi ha compiuto il delitto del quale è chiamata a rispondere, lo ha comunque commesso a prescindere del titolo di lavoro posseduto. Ma non è una infermiera.

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BAR BALANZON…

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Quando la commessa/titolare abbassa la saracinesca e alza il gomito, questo è uno dei risultati. Strabiliante. Segreto distruttorio, e lasciamo lavorare la polizia municipale… Hic!

 

””Ho inviato oggi in Procura, su richiesta del Pubblico Ministero, una memoria per meglio far comprendere lo strisciante pericolo sociale costituito da infermieri che si spingono coscientemente in terreni minati di competenza medica.

Sanno di commettere un reato ma ritengono di poter continuare a fare ciò che vogliono, coperti e incoraggiati da direzioni criminali, senza avere la cultura necessaria.

L’indagine è partita .

Spero sia solo l’inizio e che la Magistratura prenda posizione.

Ora ho il segreto istruttorio .

Invito i cittadini alla TOLLERANZA zero. Denunciate ogni abuso . Ormai tutti girano in camice. Gli ospedali sono diventati zoo in cui più si è ignoranti e più si tenta di darsi un tono.

Non è il camice il tratto distintivo . Del resto lo indossano anche salumieri panettieri e gelatai. Appena potrò dare notizie sulla inchiesta lo farò . Ora Lasciamo lavorare i magistrati .

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NON C’E’ LIMITE AL PEGGIO IV°

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La domenica di sangue sulle strade del Barese, col tributo pagato al prezzo altissimo di due giovani vite spezzate e una terza ancora in pericolo, deve fare i conti con le polemiche feroci provocate da alcuni commenti postati su facebook. Una donna, poi qualificatasi come infermiera del 118, si è infatti lasciata andare a considerazioni sull’accaduto, scrivendo “Drogati e con un tasso di alcolemia altissimo, ma perché correre”, aggiungendo poi: “Quando vai e trovi bottiglie di liquore in macchina, due ragazzi morti sul colpo e il terzo portato in codice rosso al Policlinico operato in urgenza la notte e in Rianimazione che lotta tra la vita e la morte se scrivo perché le so. Mi dispiace per i due esseri umani e per i loro genitori, ma la vita è un dono di Dio e il tasso di alcolemia era altissimo”.

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NON C’E’ LIMITE AL PEGGIO II°

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Un’infermiera in servizio nella casa circondariale di Santa Bona a Treviso è indagata per aver dato un telefono cellulare al detenuto Andrea Viganò, finito in carcere per reati contro il patrimonio tra cui – ultimi in ordine cronologico- dei tentati assalti ai bancomat. La storia la racconta  Il Gazzettino in un articolo a firma di Valentina Dal Zillo.

L’infermiera che ha dato un cellulare a un detenuto per fare sesso al telefono

Il quotidiano spiega che la donna ha dato il cellulare al detenuto “per poter restare in contatto ed entrare in intimità con lui anche al di fuori dell’orario di lavoro, oltre quelle sbarre”. La donna è un’infermiera di Mogliano e lavora nella casa circondariale come operatrice mentre Viganò è lì da due anni e svolge anche lavori per i detenuti. Così ha conosciuto l’infermiera con la quale ha avuto un rapporto che è durato da maggio a giugno dell’anno scorso.

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NON C’E’ LIMITE AL PEGGIO I°

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CATANZARO Sono in tutto 16 gli indagati nell’operazione della Guardia di Finanza di Catanzaro, coordinata dalla Procura del capoluogo, denominata “Ti fa stare bene” che ha portato agli arresti domiciliari Giuseppe Bonifacio, di 46 anni di Valleorita; Antonio Rotella, di 53 anni di Settingiano; e al divieto di dimora per Antonino Massara, di 53 anni di Catanzaro; Luca Pilato, di 37 anni di Santa Caterina dello Jonio; Marco Rocca, di 41 anni di Settingiano.Oltre a loro sono iscritti nel registro degli indagati Francesco Voci, 37 anni, di Montepaone; Antonio Munizza, 44 anni, di Settingiano; Giuseppe Bonifacio, 46 anni, di Valle Fiorita, Anna Iannoccari, 57 anni, di Catanzaro; Antonio Papuzzo, 48 anni, di Montepaone; Rita Cerminara, 36 anni, di Settingiano; Concetta Scarfone, 57 anni, di Catanzaro; Marco Amoroso, 33 anni, di Catanzaro; Maria Teresa Lucia Pontieri, 49 anni, di Bitonto; Luca Scardamaglia, 34 anni, di Gimigliano; Caterina Serratore, 49 anni, di Filadela; Etleva Ramaj, 49 anni, nata in Albania e residente a Catanzaro.

Gli indagati sono infermieri, educatori professionali, operatori sociosanitari e persino il direttore sanitario – Maria Teresa Lucia Pontieri – della Rsa (residenza
sanitaria assistenziale) “San Francesco hospital” di Settingiano.

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