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IL CORSERA INCIAMPA ANCORA SUL TITOLO: INFERMIERA CADE DAL MONOPATTINO

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Non siamo avvezzi a stigmatizzare ogni parola scritta dalla stampa nazionale sulla professione infermieristica. Ma quando a perseverare nell’errore giornalistico è il prestigioso Corriere della Sera, la cosa non può passare inosservata. Fermate quei giornalisti così superficiali. All’OSS gli auguri di pronta guarigione e che abbia ristoro dei danni subiti e dei diritti  che discendono dal rapporto di lavoro. (ndr)
Tutto nasce da un banale incidente. Una caduta dal monopattino, appunto. La vittima è una donna di 50 anni, assunta come operatrice socio-sanitaria a tempo determinato da una fondazione che si occupa di assistenza domiciliare ad anziani malati.
La signora, insomma, è una sorta di infermiera-badante che raggiunge i propri pazienti seguendo una tabella oraria e un’agenda prestabilita.
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INFERMIERA E VACCINI PLACEBO: PROCESSO PER PECULATO, FALSITA’ IDEOLOGICA E MATERIALE?

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Rischia il processo l’ infermiera di Treviso accusata di non aver vaccinato centinaia di bambini tra Veneto e Friuli. Il Pubblico ministero presso la Procura di Udine, come riporta il Corriere del Veneto, ha infatti depositato la richiesta di rinvio a giudizio. L’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 2 novembre. In quell’occasione spetterà al Gup decidere se dare seguito al procedimento o archiviare il fascicolo.

L’operatrice sanitaria, licenziata per giusta causa dall’Usl 2, è accusata di peculato, omissione d’atti d’ufficio e falsità ideologica e materiale commessa dal pubblico ufficiale.

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CAMILLERI SANTO SUBITO!

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“Questa è la mia famiglia. Solo ora mi sento di raccontarle quello che mi è successo nel 2001. Mi era caduto il mondo addosso perché avevo scoperto che la persona che amavo mi tradiva. Ero, e sono tuttora, infermiere all’ospedale di Bari. Rubai del veleno e mi portai a casa ampolla e treppiedi per le flebo. Mi misi a letto e infilai l’ago nel braccio. Siccome la cosa sarebbe stata lunga, presi dal comodino un libro che avevo comprato ma non ancora aperto, Il re di Girgenti. Dopo un po’ mi sono trovato a sorridere, ho staccato l’ago e ho continuato a leggere fino alle cinque di mattina. Tre anni dopo ho incontrato un’altra donna e mi sono sposato. Le devo la vita”.

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DATI SENSIBILI E PRIVACY: VIOLAZIONE CONTESTATA AD UNA INFERMIERA

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I dati sensibili di ciascuna persona sono sempre a rischio divulgazione non voluta. A maggior ragione per le cartelle cliniche. Anche se protette dalla privacy sono comunque numerosi gli addetti che possono avere accesso a quei dati.

E’ quello che è successo ad una paziente del reparto di Oncologia dell’ospedale di Rimini, che si è vista violata la sua cartella clinica da parte di una infermiera. Il motivo della ricerca di informazioni sulla salute della donna, una signora di 74 anni, proviene da una lite con dei suoi cugini. E’ intervenuta anche una sentenza del giudice che le ha dato ragione. Per ottemperare alla sentenza i cugini avrebbero dovuto vendere un immobile per saldare il dovuto. Quando tutto era pronto per chiudere la vicenda legale i cugini hanno fatto marcia indietro sostenendo che di li a poche settimane la cugina sarebbe morta a causa della sua malattia oncologica.

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NAPOLI NDD, NESSUNO TOCCHI IPPOCRATE II°

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“Non ti impicciare, torna a lavorare”: infermiera aggredita dal neopapà

Un’infermiera sarebbe stata aggredita questa mattina a Napoli, in una struttura sanitaria non meglio specificata perché l’Associazione ‘Nessuno Tocchi Ippocrate’ preferisce tenerla segreta, rispettando le volontà della diretta interessata. La donna aveva chiesto al marito di una neo mamma, che di recente aveva subito un taglio cesareo d’urgenza, di uscire dal reparto, considerato che non era orario di visite. Di seguito il racconto dell’infermiera. 

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STORIE DI UN EMIGRATO DELL’INFERMIERISTICA II°

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È infermiere in Inghilterra, ricercatore di Hiv e malattie sessualmente trasmissibili alla University College London. Ma è italiano, di Vittorio Veneto.Alessandro Borca, 36 anni, all’estero è approdato dopo un periodo da carabiniere e poi la laurea conseguita in infermieristica a Padova, con un tirocinio di un anno in Norvegia. Quindi, un master in salute mentale a Trieste.

Quando ha deciso che l’Italia non faceva per lei?
«Ho lavorato per 4 anni in Italia come infermiere, ma ero assunto da una cooperativa e non guadagnavo abbastanza da vivere da solo. Dopo il master, che mi sono sudato tra ferie e riposi, e una pubblicazione scientifica, la mia frustrazione era troppa e ho deciso di costruirmi un futuro all’estero».

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LA SAGA: TU DORMI, IO TI DENUNCIO. TU MI DENUNCI, IO TI QUERELO. IO ASSOLTA, TU RI-DENUNCIATA

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RIMINI. Finire sul banco degli imputati, solo per aver fatto presente che, nel pieno di una emergenza, nel cuore della notte, la porta del reparto dove stava accompagnando una piccola paziente affetta da una grave malattia, per una decina di minuti non si è aperta, nonostante le sue insistenze. Il perché? Le infermiere di guardia, erano impegnate in altra attività. Ma come ha fatto la dottoressa dell’ospedale Infermi, a stabilirlo? Quando finalmente ha potuto guardate negli occhi chi c’era dietro il battente (ma solo dopo l’arrivo di un medico del reparto), sia lei, come la mamma della ragazzina, due infermiera che l’accompagnavano, non avevano potuto fare a meno di notare, sul volto di chi aveva aperto, i tipici segni lasciati da un cuscino.

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STORIE DI UN EMIGRATO DELL’INFERMIERISTICA I°

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Giuseppe Maffione, originario della Puglia, nel 2014, dopo aver conseguito la laurea in infermieristica, decise di trasferirsi a Berlino dopo aver risposto ad un annuncio di lavoro pubblicato su Facebook, in cui un’agenzia di reclutamento ricercava infermieri per una clinica privata con sede a Berlino, Amburgo e Schlewig Holstein. Da quel giorno sono passati quattro anni e la sua vita è cambiata notevolmente in meglio, ora Giuseppe, oltre a ricoprire sempre il suo ruolo, si occupa di reclutare infermieri come lui, che desiderano mettersi in gioco in un Paese in cui viene riconosciuta la meritocrazia e l’impegno.

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DENUNCIATO, INDAGATO, SOSPESO DAL SERVIZIO, REINTEGRATO IN TURNO.

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Infermiere indagato per violenza sessuale, da oggi è tornato al lavoro. L’uomo dopo essere stato sospeso per 30 giorni ha potuto, come previsto, rientrare in servizio. E’ assegnato ad una mansione non a contatto con il pubblico.

E’ rientrato oggi al lavoro dopo essere stato sospeso per 30 giorni il dipendente dell’ospedale di Macerata indagato per violenza sessuale su di una
paziente. Secondo la ricostruzione della procura l’uomo lo scorso 10 luglio avrebbe approfittato sessualmente di una donna sui 30 anni ricoverata nel
reparto dove lavorava.

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GENOVA: EX CASA DELLE INFERMIERE OSPITERA’ FAMIGLIE SFOLLATE

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Cassa depositi e prestiti CDP e il Comune di Genova, in coordinamento con la Regione Liguria e le altre istituzioni coinvolte, hanno messo a disposizone la struttura ricettiva Palazzina Ex Casa delle Infermiere per ospitare le famiglie sfollate.

La struttura ha una superficie utile di 2.200 mq: suddivisa in 40 residence già arredati può accogliere oltre 100 persone.

Sono già in corso tutte le attività per garantire, in tempo breve, la piena fruibilità dell’immobile che sarà assegnato al Comune a canone di livello sociale.

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