chiudi

cronache

cronache

”DEVI MORIRE”. DEVI MORIRE?

Immagine6

Se  il titolo del Corriere stavolta corretto, se vero il contesto video ripreso, se fosse confermato che la “professionista” sia iscritta ad un Ordine, e da domandarsi tutti insieme dove stiamo andando, perché la prospettiva universale e universalistica del SSN non può essere spacchettata in virtuosi o mele marce, perché una mela marcia fa più danni in un secondo che buone pratiche di altri cento in 24 ore.

Le professioni sanitarie e l’infermieristica in particolare non possono permettersi di farsi “contaminare”. Agiscono nel quotidiano per proteggere i cittadini utenti, e dovranno reagire per proteggersi dalla deriva culturale, etica e deontologica che sta penetrando anche la sanità pubblica.

E se fosse un clamoroso errore di scambio di professionista e/o farlocco il frame del video, adelante nei luoghi e nei tempi necessari…

 

https://www.unionesarda.it/articolo/news/italia/2019/02/25/in-ospedale-l-infermiera-mi-ha-detto-devi-morire-la-denuncia-di-u-137-840217.html

continua
cronache

INFERMIERE SABOTATORE AL PELLEGRINI?

Immagine3

Lo scenario si fa sempre più circoscritto e l’obiettivo stringe sul possibile ideatore.

I carabinieri del Nas, che lavorano al caso delle blatte nel bagno del pronto soccorso del Vecchio Pellegrini, sembrano seguire una pista ben precisa.

E nel mirino delle indagini finisce un infermiere sindacalista.

Il sospetto è che possa essere stata sua la regìa del sabotaggio, sua la leadership su un gruppetto di colleghi intenzionati a fare in modo che si accendessero i riflettori sul pronto soccorso della Pignasecca per sbloccare o provocare trasferimenti di personale a una diversa struttura ospedaliera.

Eccolo, dunque, il sospetto che prende corpo man mano che le indagini proseguono tra sopralluoghi e testimonianze.

Almeno in questa fase gli investigatori, coordinati dalla Procura di Napoli, seguono l’ipotesi di un’azione dolosa e lavorano alacremente alle indagini per verificare il sospetto che il sabotaggio possa essere stato opera di un gruppo di infermieri legati a una sigla sindacale e interessati ai trasferimenti nella nuova struttura di Napoli est, l’Ospedale del Mare.

Del resto che vi fosse una sorta di guerra, anche e soprattutto sul fronte sindacale, interna alla categoria in relazione ai trasferimenti nel nuovo ospedale di Ponticelli era emerso già a settembre scorso quando, proprio poco prima della inaugurazione dell’Ospedale del Mare, fu sabotata la fontana di uno dei bagni causando un allagamento.

Coincidenze? Gli investigatori vogliono vederci chiaro e, dopo aver fatto sopralluoghi e ascoltato testimoni, stanno orientando le indagini verso la pista sindacale per verificare se possa essere attendibile la ricostruzione in base alla quale le blatte siano state liberate nel bagno del Vecchio Pellegrini con il preciso intento di creare un caso e ottenere così la chiusura del pronto soccorso e il trasferimento di personale in una struttura meno disagiata e con diverse condizioni di turni e straordinari.

 

https://www.ilmattino.it/napoli/cronaca/blatte_ospedale_napoli_sindacalista_capo_sabotatori-4306940.html

continua
cronache

S E N Z A P A R O L E, E SE FOSSE VERO NON CHIAMATELO MELA MARCIA

Immagine7
Poi arriva  l’ardito di turno e rimette in discussione parte del percorso non solo di immagine e comunicativo in atto e in divenire per lo sviluppo e a tutela della professione infermieristica. Il procuratore di Asti, Laura Deodato, contesta all’indagato le aggravanti di avere agito per motivi futili e abbietti. Non chiamatelo mela marcia. (Ndr).

TORINO: Paziente morto dopo l’iniezione di un calmante, infermiere indagato per omicidio

Avrebbe agito perché il malato richiedeva troppa assistenza. Avrebbe arbitrariamente somministrato a un paziente per via endovenosa, senza alcuna prescrizione medica, un farmaco rivelatosi letale.

continua
cronache

118 PIEMONTE: O PRIVI DI PRECEDENTI ED ONORABILI, O NIENTE

Immagine7
Le ambulanze restano chiuse in garage “Il 118 vuole volontari senza precedenti penali”
IL CASO
Servizi di soccorso per il 118 congelati per mancanza dei requisiti, compresi quelli di «onorabilità». Anche i guai giudiziari di presidenti e responsabili della associazioni di volontariato hanno condizionato l’esito del bando pubblico, chiuso a fine 2018, per l’affidamento dei servizi continuativi di soccorso e delle «emergenze» in estemporanea – cioè su disponibilità di mezzi e personale – in Torino e provincia. Tanto che la Città della Salute ha dovuto rimettere a bando, con scadenza oggi, le postazioni rimaste vacanti.
https://www.lastampa.it/2019/01/15/cronaca/le-ambulanze-restano-chiuse-in-garage-il-vuole-volontari-senza-precedenti-EGA83MY8ciyHt5mXI2I5JI/premium.html
continua
cronache

CASO MASETTI: AD ESSERE INGANNATA E’ LA PROFESSIONE SVOLTA

Immagine6

Giallo di Zola, l’infermiere indagato: «Gli ho dato le fiale, mi ha ingannato»

L’ammissione ai carabinieri e l’sms di Masetti per avere i farmaci: «Ingenuità in buona fede»

«Ho dato a Francesco quelle fiale ma con questa storia non c’entro. L’ho fatto in buona fede, mi aveva detto che ne aveva bisogno perché il padre non stava bene e mi sono fidato, del resto ero convinto come tutti che fosse un medico». Una leggerezza, un’ingenuità per usare le parole del suo legale. L’infermiere 57enne amico di Francesco Masetti, finito indagato per tentato omicidio e concorso nell’omicidio del padre di quest’ultimo, si difende attraverso l’avvocato Guido Magnisi da accuse pesantissime.

continua
cronache

VERITA’, CALUNNIA, ACCUSE, SOLIDARIETA’, SCIACALLI E AVVOLTOI: POCO SOLLIEVO, MOLTA SOFFERENZA

Immagine9

Infermiere arrestato, verità o calunnia? Per Mangiacotti qualcosa non quadra: “Siamo con te”

Infermiere arrestato, verità o calunnia? Per Mangiacotti qualcosa non quadra: “Siamo con te”

Duro post su Facebook sul caso dell’infermiere in servizio da 35 anni a Casa Sollievo

Verità o calunnia? Questa la domanda che Giuseppe Mangiacotti, consigliere provinciale delegato Politiche del Lavoro e Formazione Professionale che per 27 anni ha prestato servizio a Casa Sollievo della Sofferenza come infermiere, pone rispetto all’arresto dell’infermiere in servizio da 35 anni compiuto dai carabinieri con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di una paziente.

continua
cronache

ABBANDONO DI INCAPACE, L’ACCUSA. NESSUN DOLO, LA SENTENZA: ASSOLTO

Immagine1

Caso Potenzoni, assolto l’infermiere che si «perse» il disabile nel metrò

Il giovane autistico sparì nel metrò a Termini nel 2015. Riconosciuta l’assenza di dolo. Il pm aveva chiesto 20 mesi di carcere. Il padre: <<Uno schiaffo a tutti i ragazzi disabili d’Italia>>

«Incredibile, la giustizia è morta!» gridano i familiari, un attimo dopo che il giudice ha emesso la sentenza. Succede a Piazzale Clodio, nella VI sezione penale, in margine a uno dei gialli che più hanno turbato e commosso l’opinione pubblica in tempi recenti. Massimiliano Sfondrini, l’accompagnatore di Daniele Potenzoni, il giovane autistico milanese “perduto” nella fermata del metrò Termini il 10 giugno 2015 e mai più ritrovato, nonostante le ricerche estese da Roma a tutta Italia, è stato assolto dall’accusa di abbandono di incapace.

continua