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MINACCIATA CON UN FUCILE DURANTE UN TURNO DI GUARDIA MEDICA

CONTRATTAZIONE

Ennesimo episodio di violenza nel domicilio del paziente ai danni di una dottoressa in servizio di Guardia Medica a Foggia che si trovava a prestare servizio nella sede del Comune di Foggia. La donna è stata aggredita da un paziente, con problemi di natura psichica, che le ha puntato contro un fucile minacciandola perché non voleva essere ricoverato in ospedale. E’ successo nella giornata di ieri.

Ad evitare il peggio è stato l’intervento della sorella del paziente e dei medici del 118 che già si trovavano sul posto e dei carabinieri giunti quando la situazione stava degenerando. L’uomo, che si trovava in uno stato di agitazione incontrollata, è stato bloccato e ricoverato in ospedale.

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CORNEANU NON LASCIA, RADDOPPIA: VIOLENZE SESSUALI E PEDOPORNOGRAFIA

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PADOVA Il caso emerse a inizio anno, alzando un’ondata di sdegno per quello che era accaduto qualche mese prima nel reparto che è sempre stato il fiore all’occhiello della sanità padovana, la Neurologia dell’Azienda ospedaliera. Dopo meno un anno si sta per chiudere la parabola delle indagini preliminari su Emil Cristian Corneanu, l’infermiere 42enne di origini romene arrestato lo scorso 4 gennaio con la pesante accusa di aver narcotizzato, violentato e fotografato alcune pazienti incoscienti, ricoverate in reparto alla fine del 2016. Il pm Giorgio Falcone ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex infermiere, ora in carcere, e il giudice per le udienze preliminari Cristina Cavaggion deciderà il prossimo 15 dicembre se portarlo a processo o ammetterlo a rito abbreviato condizionato alla richiesta, che verrà formalizzata dal difensore Gian Mario Balduin, di una perizia psichiatrica sull’imputato.

Foto di bambini nel pc

Il tutto mentre a Venezia è stato aperto un altro procedimento a carico dell’infermiere, indagato per il possesso di migliaia di fotografie e video pornografici con protagonisti i bambini. La strategia della difesa mira a far emergere una presunta incapacità di intendere e di volere dell’imputato (che nel frattempo ha seguito corsi di aggiornamento professionale in carcere), o una patologia, che ne possano decretare l’incapacità di stare in giudizio. Pesante il capo d’imputazione: sei violenze sessuali, un peculato (farmaci rubati dall’Azienda ospedaliera) e l’accusa di stato di incapacità causato mediante violenza. Le sevizie erano state denunciate da una paziente che, seppur in parte addormentata dalle benzodiazepine iniettate dall’infermiere, si era ben resa conto di quelle mani che la toccavano dappertutto senza che lei avesse la forza di allontanarle. Una volta risvegliatasi, la donna non aveva cancellato dalla memoria quell’odioso ricordo e la sua denuncia è riuscita a far partire le indagini.

La svolta

Le telecamere degli investigatori immortalarono Corneanu mentre cercava di portare a termine l’ennesima violenza e da lì ne hanno ricostruite altre, oltre ai furti di sonniferi dalla farmacia dell’ospedale. Una perquisizione in casa sua ha portato inoltre alla luce anche le foto porno con i bambini, archiviate nel pc. Per lui si sono aperte le porte del carcere. Rischia fino a 10 anni.

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CAUSA DEL DECESSO: PERITONITE FECALE DA PERFORAZIONE COLICA. A GIUDIZIO

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Sono accusati di omicidio colposo Claudio Scarazzati e Adelina Lixi, rispettivamente medico e infermiera del triage che avevano visitato e attribuito un codice di soccorso “verde” ad Angela Panizza, la 65enne morta nel 2013 dopo un malore. Dopo quasi 9 ore dalle dimissioni dall’ospedale Manzoni, la donna cominciò ad accusare forti dolori all’addome.

Inutili i soccorsi: la 65enne morì sotto gli occhi del marito per una peritonite mai diagnosticata. ”Avevamo trascorso il Natale dalla compagna di mio figlio – racconta il marito Alberto a LeccoOnline – . Quando siamo tornati a casa ci siamo seduti sul divano a guardare la televisione e più tardi abbiamo cenato. Verso le otto e mezza ho sentito mia moglie urlare dal dolore: stava male, si teneva le mani all’addome”. Così, la corsa all’ospedale Manzoni. La donna – secondo i racconti del figlio in tribunale davanti al pm Nicola Preteroti – è stata visitata dopo qualche ora e poi dimessa. “Ma i dolori sono tornati, non riusciva neanche a parlare”, spiega il marito. “Ho richiamato il 118, ma purtroppo non c’è stato nulla da fare”, ha concluso poi il marito.

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TELEFONATE A LUCI ROSSE SULL’ASSE ASP TRAPANI PEDIATRA-INFERMIERA

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 Un noto pediatra di Trapani è stato rinviato a giudizio per aver fatto telefonate osè a luci rosse ad un’infermiera che lavorava nel suo stesso ospedale. Le telefonate erano così insistenti che rendevano la sua vita un inferno. Soprattutto di notte.

Ne dà notizia l’emittente di Trapani Telesud. La donna, terrorizzata, ha presentato denuncia, pensando che fosse un maniaco, uno stalker. E invece il maniaco era proprio il suo capo, il primario del reparto di pediatria, che è stato facilmente individuato perchè telefonava con un cellulare aziendale.  Non proprio un genio.

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“INFERMIERA IMMAGINARIA” SCOPERTA, DENUNCIATA, ALLONTANATA DAL SERVIZIO

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Pescara: scoperta e denunciata falsa infermiera, non era laureata

Esercitava la professione di infermiera senza averne titoli e qualifiche. Per questo, una donna è stata denunciata dai Nas dopo una segnalazione arrivata dal collegio degli infermieri, l’Ipsavi. La donna lavorava per una cooperativa con il servizio sanitario regionale, ed esercitava sia nelle strutture sanitarie pubbliche che a domicilio.

Fondamentale la collaborazione di un collega infermiere, che aveva notato come la donna non sapesse nemmeno effettuare un banale prelievo di sangue. I Nas grazie a controlli incrociati hanno scoperto che la falsa infermiera non era laureata, e che in fase di assunzione aveva presentato una autocertificazione falsa.

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PHOTOSHOP MON AMOUR

PHOTOSHOP

Foto di gruppo agli antipodi della frase cult di Nanni Moretti: “…mi si nota di più se sono assente…?”Qui, infatti nel montaggio dilettantesco non passano inosservati. Per amor patrio, omettiamo il riferimento, la fonte, il contesto. 

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NEONATA VACCINATA PER ERRORE DUE VOLTE NEL GIRO DI DUE MESI

Pharmaforschung

E’ stata vaccinata per errore due volte nel giro di due mesi con lo stesso vaccino. Per fortuna la piccola, 10 mesi, non sembra avere avuto importanti effetti collaterali e, a distanza di 6 giorni, gode di buona salute. L’episodio, raccontato dal quotidiano Il Tirreno, è avvenuto nei locali del distretto Asl della Croce bianca di Querceta, in provincia di Lucca.

La piccola era stata convocata dal presidio medico-sanitario per il vaccino antimeningococco, invece è stato ripetuto il vaccino esavalente assieme a quello contro il pneumococco, già fatti due mesi prima.

Il medico si è accorto dell’errore solo al momento di attaccare il bollino sul libretto delle vaccinazioni.

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OSPEDALE CIVILE CATTOLICA: VIOLENZA SESSUALE SU UNA PAZIENTE, OSS IN MANETTE

IN PRIGIONE

Arrestato dai carabinieri, che nella notte si sono presentati davanti a un operatore socio-sanitario di 66 anni accusato di aver abusato sessualmente di una giovane paziente. Per lui sono scattate le manette. Il fatto che gli viene contestato sarebbe accaduto all’ospedale civile di Cattolica (Rimini), dove l’uomo lavora.

L’indagine, che ha portato al fermo del 66enne, è coordinata dalla direzione della Procura di Rimini.

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PEDOPORNOGRAFIA: INFERMIERE DENUNCIATO, SOSPESO, RIAMMESSO AL LAVORO

investigazioni

Oltre 1.500 foto e video con bimbe in pose oscene, violate, costrette a rapporti con adulti. Immagini raccapriccianti, scoperte tra i files segreti del computer del trentino arrestato nell’operazione «Black Shadow». L’accusa per l’uomo, 46enne incensurato di professione infermiere, messo ai domiciliari e subito rilasciato, è di far parte di un gruppo molto attivo in rete nello scambio di materiale pedopornografico.

Attraverso le tracce lasciate on line in un sistema di «instant messaging» criptato, gli uomini del Compartimento della polizia postale del Trentino Alto Adige, coordinati dal vicequestore Sergio Russo, hanno ricostruito un fitto incrocio di contatti: dieci gli arresti, 47 le perquisizioni, 48 le persone complessivamente indagate (una si trova all’estero).

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