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avv. Giacomo Doglio

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AVV. DOGLIO ANCORA A SENTENZA POSITIVA SU DEMANSIONAMENTO E DEQUALIFICAZIONE

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Chi frequenta le aule di un Tribunale del Lavoro, chi ha titolo a trattare la materia, chi della competenza e della silente professionalità ha fatto il suo biglietto da visita, ottiene questi risultati a tutto vantaggio della professione infermieristica che esercitiamo. Per tutto il resto, c’è il praticantato…

Con la sentenza n. 1129/2017 il Tribunale di Cagliari, ancora una volta, ha condannato un’azienda sanitaria al risarcimento dei danni subiti dagli infermieri perché costretti a svolgere le prestazioni del personale cd. di supporto (ausiliari e OSS), del tutto insufficiente a garantire l’adempimento delle attività alberghiere e igienico/sanitarie.
Nella circostanza, il Giudice ha ritenuto sussistente il danno all’immagine professionale e alla dignità personale dei lavoratori, connesso eziologicamente al comportamento illecito della parte datoriale. I danni, parametrati alla retribuzione nella mensile di ciascuno, sono stati quantificati tenendo conto del diverso periodo di permanenza nella struttura.

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avv. Giacomo Doglio

DEMANSIONAMENTO/DEQUALIFICAZIONE: SE FOSTE AVVOCATI… STUDIO LEGALE DOGLIO SMONTA LE TESINE AADI

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LE DEDUZIONI – Giacomo Doglio: Buongiorno, ho letto il contenuto del vostro post (sul cui contenuto, nella parte che mi riguarda, mi riservo ogni più opportuna iniziativa), per invitarvi a informarvi meglio prima di scrivere falsità. Presso il Foro di Cagliari, dal 2005 in poi, gli infermieri (oltre 300 infermieri, praticamente di tutti i presidi ospedalieri) hanno ottenuto importanti successi in esito all’accertamento giudiziale del comportamento demansionante/dequalificante delle diverse aziende sanitarie convenute in giudizio. Nessuna di queste cause collettive è stata patrocinata tramite Associazioni sindacali. In esito all’accertamento giudiziale, il Tribunale di Cagliari, oltre a risarcire il danno non patrimoniale in via equitativa (in misura diversa), ha sempre condannato le aziende alla reintegrazione esclusiva nelle attività infermieristiche, vietando l’assegnazione nelle mansioni del personale cd. di supporto (di categoria A e B); in talune circostanze, il datore di lavoro, previo accertamento delle violazioni delle disposizioni normative in tema di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, è stato condannato a mettere in atto le misure omesse. Solo i lavoratori, quindi, e nessun sindacato “affamato di tessere”, in questi anni di lavoro assai complesso (vista l’assenza di precedenti specifici e la nota – per chi ha un minimo di cognizione della giurisprudenza della Suprema Corte – difficoltà di “raggiungere” la prova del danno non patrimoniale), hanno potuto valutare la mia competenza in materia di diritto sanitario. A giudicare dal numero, direi però che il mio impegno è stato in generale apprezzato. Aggiungo, infine, che nessun infermiere ha inteso iniziare un contenzioso per ottenere un risarcimento (che sino a questo momento, peraltro, il Tribunale ha sempre riconosciuto), ma allo scopo di difendere la professione e, con essa, la dignità e l’immagine. Prendo atto che per l’autore del post, la pretesa difesa della dignità e dell’immagine dell’infermiere imponga, paradossalmente, l’offesa della professionalità di altro lavoratore, nella specie il sottoscritto. La difesa della professione attraverso la denigrazione del lavoro altri!! Abbiamo sicuramente un concetto diverso di competenza, valore della professione e senso di giustizia. Giacomo Doglio, Studio Legale Giacomo Doglio

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TRIBUNALE DEL LAVORO: ANNULLATE 4 SANZIONI DISCIPLINARI AD UN C.P.S. INFERMIERE DEL SSN

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Condividiamo la sentenza che l’avv. Giacomo Doglio, del Foro di Cagliari, ha controbuito a far emettere contro una azienda del SSN e a favore di un lavoratore infermiere, che ha avuto la determinazione di chiamare il giudice ad esprimersi su una serie di fatti lesivi della sua autonomia professionale e della sua dignità personale. Segnalazioni, procedimenti e sanzioni disciplinari con privazione della retribuzione e sospensione dal servizio che sono state ritenute illegittime. Di notevole interesse la vicenda relativa alla contestazione prima e al conseguente rifiuto poi dell’infermiere di ottemperare ad un ordine di servizio di un medico di posizionare un letto bis in una stanza già satura di suo. Il giudice motiva nella sentenza: “pur non avendo l’infermiere recepito una direttiva del medico preposto al reparto, nessun obbligo di collaborazione sia stato violato.

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