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COME VOLEVASI DIMOSTRARE… UN MASSACRO CONTINUO…

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Palermo, 16 mag. (AdnKronos) – “L’ennesima aggressione ai danni di un infermiere dell’Arnas Civico di Palermo conferma che sono venute meno le condizioni minime di sicurezza per gli operatori della sanità in città”. Così il segretario generale della Cisl Fp Palermo Trapani Lorenzo Geraci commenta l’aggressione subita ieri sera da un infermiere di 45 anni del reparto di Oncologia da parte di un parente di un paziente. “Si assiste a un’escalation di violenza nei confronti del personale che lavora nelle strutture ospedaliere cittadine – aggiunge – Da tempo chiediamo che si prendano provvedimenti concreti a tutela di questi lavoratori che operano in condizioni di reale rischio per l’incolumità personale”. Per la Cisl Fp “è fondamentale che l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza attui le misure da lui annunciate per garantire la sicurezza negli ospedali e nei presidi sanitari locali”.

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Editoriali

SULLE DICHIARAZIONI DI NURSING UP: SIATE RISPETTOSI, LA CAMPAGNA ELETTORALE E’ FINITA…

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15  Maggio 2018, comunicato stampa:”…Nursing Up non ha firmato la pre-intesa del contratto collettivo nazionale di lavoro, al quale si sono opposti anche tutti i professionisti sanitari che hanno aderito massicciamente agli scioperi nazionali del 23 febbraio e del 12 e 13 aprile scorsi, che hanno visto saltare 180mila prestazioni infermieristiche e la sospensione dell’attività di migliaia di sale operatorie in tutta Italia…”

Per completezza d’informazione, onestà intellettuale e per rispetto verso chi legge, hanno aderito:

  • allo sciopero del 23 febbraio n.2684 lavoratori su 76.606 in servizio e altri 18.844 in permesso per altri motivi
  • allo sciopero del 12 e 13 aprile n. 3712 lavoratori

Le sigle sindacali interessate alla giornata di sciopero erano diverse, ma pur ipotizzando che fossero tutti lavoratori infermieri, la dichiarata adesione massiccia non rende onore a chi la rende: non si è purtroppo verificata.

La campagna elettorale è finita.

Sarebbe arrivato il momento di essere più rispettosi del prossimo anche dal versante dell’associazionismo di categoria.

Quanto meno per distinguersi dai venditori di fumo seriali.

Gli scioperi sono stati un fallimento partecipativo, non hanno infatti raggiunto il 4% a febbraio e addirittura il 2% ad Aprile (fonte ufficiale Aran contro fonte Nursing Up che attesta l’adesione all’80%: uno dei due dice evidentemente il falso…).

Continuare a dare i “numeri” contravviene al principio del rispetto dovuto all’interlocutore sia esso un iscritto al sindacato, un simpatizzante, un addetto ai lavori, un lettore, finanche un iscritto ad altra organizzazione.

E poiché siamo abituati a confrontarci con gente seria e lavoratori in buona fede, non vogliamo avere nulla a che fare con chi invece insiste nel tentativo di vederci con l’anello al naso. Questo frammento antropologico di certa rappresentanza sindacale non merita nemmeno di leggerci. Saluti. (ndr)

 

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“ERO MATTA IN MEZZO AI MATTI”. Bella storia di vita infermieristica, vissuta.

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“Io, infermiera a 25 anni nel manicomio di Bergamo: ecco com’era”

Ma la vita, quella vera, quella della malattia, della solitudine vissuta in una realtà lasciata ai margini, com’era, veramente? Sono numerose le cartelle cliniche che sono sopravvissute alla chiusura dell’Ospedale di Neuropsichiatria di Bergamo (ONP), con sede in via Borgo Palazzo, ma tra carte consumate, fotografie sgualcite e diagnosi dalla difficile grafia, si riesce poco a comprendere la quotidianità di quelli che il mondo definiva Matti.

Simonetta Rovaris, responsabile delle professioni sanitarie del Dipartimento di salute mentale dell’Ospedale di Bergamo, c’era. Lei, in quella storia, c’era dentro completamente, ricoprendo il ruolo di Caposala del reparto di handicap psico-organico dell’ONP di Bergamo dal 1991 al 1993.

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INFIRMIERES ITALIENS IN MEDECIN SANS FRONTIERES

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Prima di procedere con la tua candidatura leggi sotto con attenzione i requisiti minimi dei nostri operatori umanitari, i requisiti della tua “figura professionale” e verifica Termini e Condizioni che MSF offre ai suoi operatori umanitari sul terreno

Per i nostri progetti, cerchiamo infermieri motivati che abbiano buona esperienza e autonomia lavorativa. Si dovranno occupare, oltre che dell’assistenza nei diversi reparti ospedalieri o nei centri di salute, anche di attività più specifiche come la gestione dell’igiene ospedaliera, la sterilizzazione, la farmacia, oppure di emergenze nutrizionali o campagne di vaccinazione.

Sono, inoltre, molto importanti le capacità di formare, supervisionare e gestire team di personale sanitario e infermieristico locale.

Talvolta potranno essere affidati loro dei compiti con responsabilità ulteriori.

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MEDECINE SANS FRONTIERES E SANS INFIRMIERES

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Giornata internazionale dell’infermiere: l’appello di Msf Medici Senza Frontiere (Msf) coglie l’occasione per ricordare l’importanza di questa figura professionale . Oltre 8.800 gli infermieri dell’organizzazione umanitaria in prima linea nel mondo per salvare vite

Adriana Masotti – Città del Vaticano

Una prestazione professionale, quella dell’infermiere, di cui forse non viene riconosciuto abbastanza il valore. “Che sia in una sala operatoria, nel reparto di un ospedale, durante una Campagna di vaccinazione, su una nave di soccorso nel Mediterraneo o in una clinica mobile – scrive Msf in un comunicato – gli infermieri sono quasi sempre il primo volto che un paziente vede quando si affida alle nostre cure”. E sono 8.843 gli infermieri che, per conto dell’Organizzazione, stanno giorno e notte in prima linea in 72 Paesi del mondo.

L’infermiere può salvare una vita

Anche nei contesti più difficili come nelle zone dove sono in corso conflitti, “gli infermieri – spiega il comunicato- svolgono molte attività prettamente cliniche, come rianimare i pazienti, monitorare i parametri vitali, medicare le ferite, somministrare pillole e iniezioni, inserire tubi per le terapie endovenose, effettuare vaccinazioni e altro ancora. In molti casi si tratta di attività salva-vita che richiedono esperienza, tempismo e strumenti adeguati, nonostante condizioni spesso estreme”.

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POLO UNICO VISITE FISCALI? SI, NO, FORSE… HANNO SCHERZATO?

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Visite Fiscali 2018: orari malattia INPS dipendenti privati e pubblici.

La Riforma del Pubblico Impiego conosciuta anche come Riforma Madia (Decreto Legislativo 75/2017) è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 7 giugno 2017 ed è entrata entrata in vigore il 22 giugno 2017, anche se alcuni cambiamenti sono stati rinviati a date future.

Fra le altre cose la Riforma Madia ha modificato anche la disciplina delle Visite Fiscali andando ad unificare l’ente di controllo, che adesso è l’INPS sia per i dipendenti privati che pubblici, con solo qualche eccezione.

Le nuove regole relative alle Visite Fiscali sono contenute nell’articolo 18 della Riforma Madia modificano e integrano l’articolo 55-septies del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 Testo Unico del Pubblico Impiego. 

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PARZIALE FINE DEL CAPORALATO E DEL LAVORO SOTTOPAGATO?

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Stop agli stipendi in denaro contante: è la novità introdotta dalla legge di Bilancio (n. 205/2017) che saràoperativa dal prossimo 1° luglio e che imporrà a datori di lavoro e committenti di corrispondere la retribuzione conmezzi diversi dal denaro contante.
La norma punta a tutelare i lavoratori dall’annosa prassi, diffusa tra datori e committenti, delle c.d. “buste paga false” con cui si sono costretti i dipendenti ad accettare in contanti somme non corrispondenti a quelle indicate nel cedolino firmato, ovvero inferiori ai minimi fissati dai contratti collettivi, dietro minaccia di licenziamento.
La normativa ha come destinatari datori di lavoro e committenti non potranno più corrispondere direttamente al lavoratore la retribuzione in contanti, quale che sia il rapporto di lavoro instauratosi.
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QUANTO GUADAGNA UN INFERMIERE?

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Gli infermieri possono lavorare sia nel settore pubblico sia in quello privato. E, anche negli ospedali, non è raro trovare personale assunto tramite cooperativa. La stessa professione ha inquadramenti contrattuali diversi ai quali – a volte – non corrisponde lo stesso salario. Ma quanto guadagna in genere un infermiere?

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MEDICI: TIROCINII PROFESSIONALIZZANTI NEL PERCORSO DI STUDI. INFERMIERI? APPRENDISTATO EXTRACURRICULARE E CAPORALATO

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Continuano le sperequazioni tra professioni, il disorientamento sul chi debba fare cosa quando. Si è smarrita la bussola del buon senso. Nel frattempo, unica professione sanitaria, l’infermieristica entra nel mercato del lavoro da un vasistas piuttosto che dalla porta principale: tollerati e favoriti tirocinii extracurriculari, apprendistato professionalizzante, caporalato. Se non si incide nel tessuto sociale e politico, è anche per questa lettura al ribasso sulle qualità e sulle competenze possedute dai laureati infermieri sin dal momento dell’esame di Stato. La  condizione del ricorso ai contesti di cui sopra è priva di fondamento. Se per gli studenti di medicina vale il tirocinio entro il percorso di studi, deve esserci medesima previsione anche per l’infermieristica. Senza se e senza ma e senza coperture e giustificazioni a nessun livello istituzionale. Anzi.

Nuove regole per l’abilitazione alla professione medica. Il Ministro Valeria Fedeli ha, infatti, firmato il nuovo Regolamento con gli esami di Stato di abilitazione della professione di medico-chirurgo.

Ecco le principali novità.

Si riducono i tempi per l’ammissione all’esame di Stato – e quindi complessivamente dell’iter formativo dei futuri medici – con il tirocinio professionalizzante effettuato durante il percorso di studi e non dopo la laurea.

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