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Approfondimenti

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RINNOVARE IN SANITA’ E’ DA CAPITANI CORAGGIOSI?

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Rinnovare i servizi sanitari: ci vuole coraggio?

Fare la scelta dei “giocatori migliori” cercando l’equilibrio tra appropriatezza e sostenibilitá

Dottor Moirano, lei ha una lunga esperienza manageriale: è stato direttore generale della Sanità piemontese e di diverse aziende sanitarie, per cinque anni ha diretto l’Agenas. Recentemente ha lasciato l’incarico di direttore dell’Azienda per la tutela della salute della Sardegna. Quali fattori ostacolano il cambiamento nell’assetto organizzativo in sanità?

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FNOPI

FNOPI: DAL MEETING AL MEETHINK

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La kermesse dell’Amicizia di Comunione e Liberazione si è conclusa e rispetto ad altri abbiamo atteso di decantare le sensazioni: riteniamo di percepire che la FNOPI abbia lanciato un’OPA sulla cittadinanza del paese per l’attualità delle tematiche proposte, per la pregnanza del momento, per l’autorevolezza degli approfondimenti pubblicamente condivisi, per la scommessa di esserci senza fare mera presenza e di parlare ai cittadini e per i cittadini per il tramite del gesto istituzionale ed assistenziale perché si ha qualcosa da dire piuttosto che solo per dire qualcosa perché invitati a completare un tavolo.

Cosa si porta dietro la professione infermieristica?

Cosa ha trasferito alla comunità civica e politica la massima rappresentanza professioniale?

Ed ecco quindi che il gioco di parole da Meeting a Meethink, ha un senso: cogitant ergo sunt, pensano quindi sono.

Le 5 aree, gli stand, la presenza essenziale ed operosa di Opi Rimini, i lavori presentati, i ragionamenti esperiti, le provocazioni poste, le risposte date, hanno un comune denominatore: nascono, si sviluppano e si radicano con un processo di responsabilità, autorità politica e autonomia tutto interno alla compagine professioniale rappresentata e della quale, piaccia o meno, la titolarità è e resta prerogativa istituzionale che nasce dalle leggi, e dalle leggi consegue il suo pedissequo rispetto.

Associazioni professionali, scientifiche, sindacali, autoreferenziali, minimali, rispondono solo ed esclusivamente agli interessi statutari di riferimento e ai solo loro iscritti.

La Fnopi risponde ai cittadini e nel suo percorso intellettuale itinerante parla per tutti.

Dove si apprezza l’OPA?

Si apprezza dalla carta della discreta ed elegante partecipazione calata sul tavolo delle relazioni tra le persone e la società civile: nessuna forzatura, nessun pugno sul tavolo, nessuna porta aperta senza aver prima bussato, nessuna appropriazione di prerogative di altri.

Si apprezza per la strategia comunicativa: sempre un gradino avanti agli altri in termini di intuizione dei temi da trattare e di partecipazione per declinarli dove come e quando, anche indipendentemente dalla tipologia di cittadinanza e territorialità di riferimento.

Si apprezza dai fondamentali del SSN dove ogni attore del sistema salute ha una funzione e gli infermieri sono chiamati a confermare gli impegni del profilo professionale ricoperto in prospettiva sempre meno ospedaliero residenziale e sempre più territoriale domiciliare.

Si apprezza dalla sfida sia dell’educazione sanitaria e della prevenzione che dei buoni stili di vita e dei migliori comportamenti dialettici anche sui social network

L’infermieristica italiana è già di comunità nei fatti. 

Perfezionarla, renderla attuale alle domande di salute, fruibile ed omogenea completa l’Offerta Pubblica di Autorevolezza nazionale e provinciale.

la redazione di compartosanita.it

 

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Editoriali

LA POLITICA NECESSITA DI LUCIDITA’ parte III°

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Al di là dei convenevoli, dell’apparire, dell’esitare a sinistra piuttosto che a destra, di 10 capisaldi contro 5, Lucidità è anche fare tesoro degli errori commessi.

Lucidità è raccogliere la sfida della democrazia partecipata e partecipativa.

Lucidità è tornare con i piedi per terra mentre si era inspiegabilmente con la testa fra le nuvole.

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Editoriali

LA POLITICA NECESSITA DI LUCIDITA’ parte II°

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Continua, con un copione scritto non si sa bene da chi, il succedersi di avvenimenti che gettano nell’incredulità collettiva.

Nella prima parte dell’approfondimento sul tema della lucidità politica necessaria per il funzionamento delle istituzioni nell’interesse ed in funzione dei cittadini, ci siamo soffermati su eventi dei giorni scorsi nati, cresciuti ed appassiti nel perimetro parlamentare nel volgere di qualche giorno.

Impegnarsi in una soluzione politica di lungo termine ed ampio respiro richiede spalle larghe e resistenza agli urti, malleabilità e duttilità. Forse richiedeva.

Lucidità è anche ammettere i propri limiti elettorali o se volete il proprio esito dal segreto dell’urna e che si misura in voti, consenso, partecipazione, percentuali.

Lucidità è lasciare intenzioni di voto, exit poll e diagrammi agli addetti ai lavori che altrimenti non saprebbero come campare.

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Editoriali

LA POLITICA NECESSITA DI LUCIDITA’ parte I°

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La sequela di colpi di scena nella crisi di governo richiama tutti all’attenzione sull’esistente e per le prospettive del significato di Politica applicato al perimetro parlamentare.

Al di la delle fazioni e dei punti di vista, la crisi del governo ma più in generale di un modo creativo di intendere la rappresentanza dei cittadini, ci consegna uno spaccato di quotidianità politico-partitica che se saprà rigenerarsi come un’araba fenice è tanto di guadagnato per tutti, conservatori o progressisti, nord o sud, est od ovest, ricchi e meno poveri, dipendenti pubblici o privati, disoccupati o precari, uomini o donne, famiglie o coppie di fatto, chi al mare in ferie o in mare perché gettatovi, industriali o agricoltori, artigiani o liberi professionisti, sovranisti o europeisti, gialli o verdi, rossi o neri e qualche sfumatura d’azzurro.

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Editoriali

IL CANTO DEL CIGNO

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Al di là della cifra politica degli attori della partita nella crisi di governo, (e con la bilancia che comunque pende verso la Presidenza del Consiglio piuttosto che il Ministero-Mistero dell’Interno), è del tutto evidente che a prescindere dagli esiti delle consultazioni del Capo dello Stato, oggi non ci sia da incoronare nessun vincitore morale e/o materiale.

Ad essere sconfitti sono invece in molti, da chi ha disertato le urne nel marzo 2018 sino alle tifoserie avverse ieri nei paraggi dei palazzi della politica, dagli gialloverdi scettici agli indegni occupanti scranni avversi a Palazzo Madama scambiati per la panchine del Mercato del Pesce di un quartiere di periferia.

Il canto del cigno dispiace.

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Editoriali

SUL PONTE DEL SSN SVENTOLA BANDIERA BIANCA?

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Sul Messaggero, il portavoce della FNOPI dr. Tonino Aceti ri-alza opportunament il velo su quota 100 per quanto attiene a medici e infermieri. Testuale:

“Con il prepensionamento anticipato dovrebbero uscirne, nei prossimi tre anni, 4.500 e 22.000. Ma «il governo ci ha garantito che sarà mantenuto lo stesso organico negli ospedali. Ma per farlo il Fondo sanitario nazionale non dovrà a essere tagliato. Intanto ci sono chirurghi richiamati dalla pensione e, quando va bene, un infermiere ogni 8 pazienti».

Il concetto chiave, condivisibile, è che il FSN non debba subire sforbiciate.

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Approfondimenti

QUOTA 100: TRE IN INGRESSO OGNI DIECI IN USCITA

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Ne usciranno dieci ma – se tutto va bene – ne entreranno appena tre.
Sarà questo, sul fronte di Quota 100, il bilancio del turnover tra vecchi e nuovi lavoratori, tra chi va in pensione e chi verrà assunto al suo posto. E pensare che a gennaio – ma il concetto è stato ripetuto più volte nei mesi successi – il vicepremier, e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio annunciava: «Parte il ricambio generazionale!». Non meno entusiasta era stato il suo collega vicepremier Matteo Salvini, leader di quella Lega che tanto ha spinto sull’uscita anticipata: «Il diritto alla pensione di un 62enne vale un posto di lavoro e mezzo in più per un giovane».
Conti in aria. L’osservatorio statistico dei Consulenti del lavoro ha stimato che il tasso di sostituzione tra chi entra e chi esce dopo Quota 100 non supererà il 30 per cento. Ma il condizionale è d’obbligo: un pieno ricambio generazionale si avrà soltanto in ambiti altamente specializzati come «i meccanici artigianali di auto» e «gli elettricisti nelle costruzioni civili».
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Approfondimenti

LE INSIDIE PIU’ GRAVI PER LA SALUTE DELL’ESSERE UMANO

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L’impegno che coinvolge ognuno di noi riguarda il discorso sulla medicina partendo proprio dalle più inquietanti e insidiose calamità che colpiscono il corpo umano, e non solo.

 

Il nostro costante assillo è, infatti, come difendersi dai tumori e dalle malattie cardiovascolari che sono la causa maggiore di mortalità. (Il 75% dei decessi).
Stabilito che le cause più remote risalgono al nostro Dna taluni ricercatori si sono chiesti se è proprio l’ambiente a determinare, in qualche modo, i livelli difensivi del nostro organismo oppure i fattori debbano risalire ad altre cause compreso il fattore ambientale o dalle abitudini alimentari o da tutte e due messe insieme in qualche modo. Da qui il passo ci appare conseguente quando parliamo degli investimenti nella sanità.

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