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Approfondimenti

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AVVISO AI GIORNALAI: CITATE LE FONTI

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Quando parlate di materie che non conoscete, come il demansionamento, citate le fonti.

L’articolo che segue ed estrapolato e decontestualizzato da terzi,  è fruibile sulle pagine dello studio legale Doglio, quindi non partorito, come si potrebbe evincere, dalle menti degli edicolanti seriali, cammuffati da giornalismo serio. La legge e uguale anche per voi. (la redazione di compartosanita.it)

DEMANSIONAMENTO INFERMIERI – DIRITTO RISARCIMENTO DEL DANNO

Con una recentissima sentenza (n. 356 del 18.12.2018) la Corte d’Appello di Cagliari ha confermato il proprio orientamento in materia di demansionamento infermieristico.

In particolare, la Corte ha sottolineato come l’impegno costante nelle attività alberghiere e di assistenza generica di base, determinata da una condizione di strutturale carenza degli operatori addetti a tali attività, costituisce un comportamento illecito “idoneo a determinare un demansionamento del dipendente da cui possono derivare una pluralità di conseguenze lesive”.

Per quanto non vi sia alcun automatismo tra l’accertamento dell’illecito e il diritto al risarcimento del danno, quest’ultimo certamente sussiste allorquando la condotta del datore di lavoro pregiudichi l’immagine e la dignità dell’infermiere perché “foriera di uno stato di mortificazione professionale”.

L’esistenza del danno – ha ribadito il Collegio sardo in linea con il costante indirizzo della Corte di Cassazione – può essere provata con ogni mezzo consentito dall’ordinamento e, quindi, anche attraverso presunzioni.

Autore Avvocato Giacomo Doglio, Cagliari. Tutti i diritti riservati.

studiolegaledoglio.it

 

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Editoriali

I BACIAPIEDI…

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Ci siamo. A leggere le primissime dichiarazioni di un onorevole, nemmeno proclamato, contro Ats e Sas Domos e ”pro domo sua”, è scattata la partita a chi più si prostra.

E lo struzzo che mette la testa sotto la sabbia, non noi, che invece ci guardiamo intorno senza timore reverenziale alcuno.

Gli esiti dell’urna elettorale in Regione Sardegna provocheranno il ritorno di fiamma della professione più antica anche della prostituzione: il leccapiedismo.

Persone basse, servili, pronte ad adulare in qualsiasi modo i ”potenti” di turno per ingraziarsi i loro favori e trarne profitto quale che esso sia, e’     notorio che esistano e che siano adusi a passeggiare in via Roma lato portici…

Dell’adulatore esistono molteplici versioni, e tutte da condannare, da quelli seriali e a quelli alla bisogna, accomunati dal  trovare sempre un buon motivo per giustificare il loro servilismo.

È acclarato che l’adulazione è il cibo degli sciocchi, e preferiamo quindi digiunare che alimentarci da simili personaggi.

Autocompiacetevi pure, saltate tutti sul carro del vincitore ed ungetene bene le ruote, rinnegate l’ieri e forse datevi un senso per il domani, ma oggi, oggi, il disprezzo dei lavoratori AIAS e delle loro famiglie senza retribuzioni da troppi mesi é da rimarcare in tutta la sua drammaticità.

Leccapiedisti: vi calpesteranno una volta esaurito il compito del piacere temporaneo di disporre della vostra pazzia.

Siete incompatibili con il raziocinio e l’equilibrio, con l’onestà intellettuale e la coerenza.

Meglio scalzi che con le scarpe ributtanti e da voi unte.

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Editoriali

LO STRANO CASO AIAS: MAI NESSUN SCIOPERO CONTRO 9 RETRIBUZIONI IN SOSPESO

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Aias Sardegna: si sono spesi fiumi di parole parole parole, manifestazioni sotto i palazzi della politica, proteste fuori dalla sede aziendale, bandiere al vento e striscioni alle inferriate, tutti o molti i portatori di soluzioni che poi non hanno risolto niente, tante le minacce di lotta dura esitate in una bolla di sapone.

I lavoratori senza arretrati retributivi erano e senza arretrati retributivi sono. I sindacalisti licenziati 4 erano e 4 sono restati. I problemi gli stessi di un’era geologica fa: si presta servizio senza dignità e privi di certezze del rispetto contrattuale: la retribuzione.

Domande sulla gestione e situazione aziendale ne sono state fatte tante, e poche le risposte degnate.

Se a guidare la protesta sindacale fossero stati i protagonisti della vertenza latte, una dura lotta ad oltranza non si sarebbe negata a nessuno dei responsabili del contesto drammatico nel quale versano i lavoratori e le loro famiglie.

Gli appelli al Prefetto, le note al Moirano di turno, la chiamata dell’Assessore Arru ieri e a chissà chi domani, comunicati stampa copia ed incolla ripetitivi e non più credibili, articoli giornalistici che non fanno più notizia,  non rendono giustizia a chi rivendica diritti.

Non sono stati sufficienti, e’ acclarato.

Per soli 14 centesimi a litro, invece, i pastori hanno movimentato in poco tempo coscienze e politica. Hanno catalizzato l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica. E hanno comunque portato a casa un risultato e rispetto.

Nessun lenzuolo bianco alle finestre per la vertenza Aias, non meno dirimente, sia chiaro.

Un’ora di retribuzione vale meno di un litro di latte?

Dove è l’errore?

 

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CARE GIVERS LEGGE 104/92: SEDE DI LAVORO CONSONA

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Caregivers, possibile scegliere la sede più vicina anche dopo il trasferimento

Il lavoratore che assiste una persona disabile, portatrice della L. n. 104/1992 (c.d. caregivers), ha diritto di scegliere la sede lavorativa più vicina anche a seguito di trasferimento.

Quindi, l’opzione di poter scegliere di lavorare nella sede più vicina al familiare da assistere, non vale solamente all’inizio, ma anche durante lo svolgimento del rapporto di lavoro, e soprattutto in caso di trasferimento.

A stabilirlo è la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 6150 dell’1 marzo 2019.

 

 

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COMPARTOSANITA.IT DOMANDA, ENPAPI RISPONDE

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Riceviamo la cortese, importante e responsabile risposta della d.ssa Bertoglio, vice Presidente Enpapi, alla richiesta di un approfondimento giornalistico a seguito della vicenda e degli sviluppi  disposti nel merito delle indagini su vertici della Cassa di Previdenza Infermieristica. Condividiamo il testo della comunicazione pervenuta in redazione, non prima di sottolineare che i fatti dirompenti di cui iscritti alla Cassa di Previdenza sono evidentemente venuti a conoscenza solo occasionalmente ed informalmente,  evidenziano delicate situazioni anche istituzionali, da cui la doverosa prudenza della d.ssa Bertoglio.

L’auspicio di tutti è che le modalità e il contenuto dell’esercizio di vigilanza da parte dei Ministeri competenti e finanche gestionali in merito alle attività amministrative ed economiche poste in essere all’interno dell’Ente stesso, siano certamente verificate nell’interesse preminente di chi alla Cassa di Previdenza è iscritto, ma non solo.

E siamo certi che la governance attuale saprà adottare eventuali misure e rimedi opportuni e consoni alla gestione del momento, e che nelle competenze e nell’assolvimento degli obblighi si sia risoluti e che possa essere rispedita al “mittente” qualsiasi eventuale e accertata irregolarità.

Leggi vigenti, canoni di trasparenza, oculata gestione, correttezza contabile: tutte evidenze che vengono un gradino prima di qualsiasi conseguenza comportamentale anche prossima ventura, ascrivibile al singolo e non all’intera comunità professionale di riferimento.

Ad ognuno il suo. (ndr)

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SM: GLI INFERMIERI MILITARI? ESERCIZIO ABUSIVO DI PROFESSIONE SANITARIA

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Il sindacato: “Gli infermieri militari esercitano la professione abusivamente”

Luca Comellini: “E’ chiaro che né la ministra, né i baroni della sanità che la circondano, né i vertici militari hanno chiara la portata dell’articolo 348 c.p. e le responsabilità penale che la norma fa ricadere sia sui militari che, non essendo iscritti all’Albo professionale, esercitano abusivamente la professione sanitaria e quelle maggiori che investono il datore di lavoro o coloro che li comandano”.

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CASSE DI PREVIDENZA: LE LEGGI GIOVANO A CHI VIGILA, NON A CHI DORME

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“Vigilantibus, non dormientibus iura succurrunt”: Le leggi giovano a chi vigila, non a chi dorme.

Il diritto tutela coloro che maggiormente adoperano sollecitudine, vigilanza, scaltrezza, mentre la parte negligente, poco avveduta, mal consigliata, è destinata inevitabilmente a soccombere.

https://www.brocardi.it/V/vigilantibus-non-dormientibus-iura-succurrunt.html)

Su Diritto e Giustizia un interessante approfondimento a seguito, testuale: “…i recenti arresti dei vertici della Cassa di Previdenza degli Infermieri non possono passare inosservati, ferma ovviamente la presunzione di innocenza…”

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