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VIENI AVANTI, CRETINO

VIENIAVANTICRETINO

Che difettasse di intelligenza era risaputo.  Ma che chiamasse “circolare applicativa del Ministero” un pacco ad uso e consumo di chi dovesse applicare una pezza alla foratura in corso d’opera (da loro stessi favorita, ndr) o che addirittura possa confutare che si possa mettere in dubbio carta straccia ministeriale dopo tutta la “battaglia” sul diritto al dissenso, è la ciliegina sulla torta del personaggio.

 

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LEGGELLI 24/2017: PRIME APPLICAZIONI E PRONUNCE GIURISPRUDENZIALI

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L’evoluzione della responsabilità medica si muove di pari passo con i nuovi costumi che caratterizzano la società civile e contraddistinguono il rapporto con l’ammalato, laddove i precedenti orientamenti dottrinali e giurisprudenziali si pongono a confronto con le nuove tendenze ed interpretazioni giuridiche[1].

D’altronde, il tema della nuova responsabilità sanitaria e le novità introdotte dalla Legge n. 24 dell’8 marzo 2017, meglio nota come riforma Gelli-Bianco, impongono la risoluzione di due questioni ben precise. La prima volta ad analizzare le prospettive del nuovo scenario giuridico dal contatto sociale all’illecito aquiliano, mentre l’altra finalizzata ad inquadrare il riparto dell’onere probatorio nella nuova responsabilità medica.

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RESPONSABILITA’ SANITARIA: 35 MILA SINISTRI ANNUI, 50MILA EURO DI RISARCIMENTO MEDIO

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«Aumentare le tutele per chi esercita la professione sanitaria prevedendo, al contempo, nuovi meccanismi a garanzia per i cittadini e arrivare ad un nuovo equilibrio nel rapporto medico-paziente. In questa maniera i professionisti possono svolgere il loro lavoro con maggiore serenità e ai cittadini viene garantita la sicurezza delle cure, maggiore trasparenza e la possibilità di essere risarciti in tempi brevi e certi per gli eventuali danni subiti». Federico Gelli, Responsabile Sanità del Partito Democratico e autore della Legge 24 che riforma la Responsabilità Professionale in Sanità, sintetizza così la riforma che porta il suo nome e che segna una rivoluzione copernicana nel settore della responsabilità professionale, della gestione del rischio clinico e del rapporto medico-paziente.

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LA RESPONSABILITA’ PENALE DELL’INFERMIERE NEL LAVORO D’EQUIPE

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Indice
Premessa

La professione di infermiere nella nomativa

La posizione di garanzia dell’infermiere

La somministrazione di farmaci come fonte di responsabilità

La dottrina e la giurisprudenza

Considerazioni sugli orientamenti giurisprudenziali

Il presente elaborato ha lo scopo di illustrare, seppur in maniera sintetica, i rinnovati profili di responsabilità penale alla quale può andare incontro l’infermiere sia nel lavoro di équipe in senso lato (cioè durante l’attività di reparto), sia nel lavoro di équipe in senso stretto (cioè quando inserito in un gruppo medico-chirurgico) a seguito dell’emanazione della disciplina legislativa che ne ha riconosciuto l’autonomia rispetto al personale medico.Premessa

La professione di infermiere nella nomativa

Com’è noto, infatti, la figura infermieristica è sempre stata qualificata come subordinata ed ausiliaria del medico, dovendone seguire le direttive e ponendosi solo in funzione di esecutore. Tale condizione veniva stigmatizzata in diverse disposizioni legislative: innanzitutto nel “mansionario” [D.P.R. 14 marzo 1974 n. 225] il quale elencava analiticamente le mansioni che potevano essere svolte dall’infermiere, prevedendo che la responsabilità di tali funzioni venissero imputate direttamente al medico. Inoltre era specificamente previsto dal D.P.R.761/1979 che, nello svolgimento dell’attività di reparto, il medico in posizione apicale [primario] fosse tenuto a vigilare sulle attività svolte dal personale ausiliario ed esecutivo.

In un tale contesto, dunque, erano pressochè inesistenti, in caso di esito infausto, le pronunce di condanna a carico degli infermieri essendo, questi, una semplice mano operativa del medico.

Un primo impulso allo sviluppo della professione si è avuto con l’emanazione del profilo professionale [D.M. 14 settembre 1994 n. 739] per il quale l’infermiere è responsabile dell’assistenza generale infermieristica.

Tuttavia la pietra miliare per l’affermazione di un’autonoma professione sanitaria è stata posta con la Legge 26 febbraio 1999 n. 42 la quale, abrogando il mansionario, per la prima volta ha delineato un esercizio professionale senza mansioni predeterminate.

Attraverso l’introduzione di tale normativa, la professione infermieristica è stata qualificata come autonoma professione sanitaria non più subordinata al personale medico.

Il concetto di autonomia è stato ulteriormente arricchito con la Legge 10 agosto 2000 n. 251 per la quale l’esercizio della professione di infermiere deve essere privo di qualsiasi vincolo di subordinazione rispetto alle altre professioni sanitarie.

Tutto ciò ha comportato che da una situazione di assoluta certezza su quali fossero gli ambiti di operatività dell’infermiere, si è passati ad una situazione nella quale le competenze non sono precostituite, ma sono da ricavare, secondo la Legge 42/1999, dal combinato tra il profilo professionale,  la formazione  ricevuta ed il Codice Deontologico.

La legge da ultimo richiamata, oltre a tale criterio guida utilizzabile per poter ricavare le competenze infermieristiche, prevede anche due criteri limite che l’infermiere non può oltrepassare: il limite delle competenze previste per i medici e quello previsto per gli altri professionisti sanitari.

A titolo esemplificativo la dottrina ha stilato un elenco di funzioni che l’infermiere svolge in autonomia e che svolge in collaborazione col medico1.

La posizione di garanzia dell’infermiere

Tali innovazioni hanno, ovviamente, comportato radicali cambiamenti soprattutto sul fronte della titolarità di un’autonoma posizione di garanzia in capo all’infermiere che ne fonda la responsabilità penale in diverse situazioni operative.

Infatti mentre durante la vigenza del mansionario l’infermiere non era considerato garante del bene salute (e del bene vita) del paziente, con l’emanazione della disciplina di settore e del Codice Deontologico, egli viene ritenuto titolare di un’autonoma e piena posizione di garanzia qualora si trovi a gestire situazioni legate alla propria sfera di competenza. Laddove, invece, l’infermiere si trovi a svolgere un’attività delegata dal medico [ad es. preparazione e somministrazione dell’emotrasfusione] la posizione di garanzia graverà su entrambi in quanto la delega medica lascia comunque residuare in capo al medico l’obbligo di vigilanza e controllo delle attività delegate.

In particolare, il fondamento della posizione di garanzia viene rinvenuto nell’art. 1 L. 251/2000 per il quale “gli operatori delle professioni sanitarie dell’area delle scienze infe rmie ristiche svolgono con autonomia professionale attività dirette alla prevenzione, alla cura ed alla salvaguardia della salute individuale e collettiva”, nonchè negliartt. 1 e 6 del Codice Deontologico dell’Infermiere del 2009 per i quali, rispettivamente, “l’infermiere è il professionista sanitario responsabile dell’assistenza infe rmie ristica” e “l’infermiere riconosce la salute come bene fondamentale della persona e interesse della collettività e si impegna a tutelarla con attività di prevenzione, cura, riabilitazione e palliazione”.

La sussistenza di una posizione di garanzia in capo all’infermiere fa sì che egli possa andare incontro a responsabilità penale sulla scorta dell’art. 40, co. 2, c.p. nel caso in cui sussita a suo carico l’obbligo giuridico di impedire l’evento, ma ciò nonostante non si sia attivato.

Tale posizione si palesa sia in determinate situazioni operative derivanti dalla routinaria attività di reparto, sia durante un intervento medico-chirurgico.

Relativamente al primo contesto rilevano, in particolar modo, la responsabilità dell’infermiere per omesso avviso al medico in caso di aggravamento delle condizioni cliniche del paziente e la responsabilità da somministrazione dei farmaci.

Rispetto all’omesso avviso al medico circa l’aggravamento delle condizioni del paziente, la sussistenza della posizione di garanzia dell’infermiere è da rinvenire nelle summenzionate disposizioni che saranno idonee a fondare la responsabilità penale alla stregua dell’art. 40, cpv., c.p. ogni qualvolta l’infermiere, pur essendo onerato di vigilare sul decorso post-operatorio del paziente al fine di consentire l’intervento del medico qualora si ritenga necessario, non ponga in essere il comportamento giuridicamente dovuto.

In tale situazione operativa, in caso di esito infausto, la condotta colposa di ogni sanitario (infermiere che ha l’obbligo di vigilare il decorso post-operatorio e medico che è comunque tenuto a sorvegliare i pazienti ricoverati nel proprio reparto mediante visite ripetute) è in grado di incidere causalmente ed in maniera indipendente dagli altri sulla verificazione dell’evento lesivo proprio perchè titolari di autonome posizioni di garanzia che impongono – in relazione alle competenze di ognuno – di andare a tutelare il bene giuridico cui sono preposti. Infatti, il nostro codice penale, andando ad accogliere il principio di equivalenza delle cause [e riconoscendo valore interruttivo solo a quelle che sopravvenendo siano da sole sufficienti a produrre l’evento] fa sì che quando l’obbligo di impedire l’evento ricade su più persone, il nesso di causalità tra la condotta omissiva del titolare di una situazione di garanzia e l’evento non viene meno per effetto del mancato intervento da parte di un altro soggetto parimenti destinatario dell’obbligo di impedire l’evento, configurandosi in tale ipotesi un concorso di cause ai sensi dell’art. 41 c.p.

per approfondimenti e articolo in integrale:

(Altalex, 20 ottobre 2017. Articolo di Silvia Dell’Elce)

http://www.altalex.com/documents/news/2017/10/20/la-responsabilita-penale-infermiere-nel-lavoro-di-equipe

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1  1. FUNZIONI SVOLTE IN AUTONOMIA: – Compilazione cartella infermieristica e schede di valutazione; – Preparazione e registrazione richieste di diagnostica; – Controllo, registrazione e conservazione della documentazione sanitaria precedente al ricovero; – Segnalazione al medico di un nuovo ricovero; – Cura della tracheotomia, cannula nosofaringea e tubo endotracheale; – Stesura dei piani riabilitativi; – Addestramento per l’esecuzione di manovre specifiche per lo svuotamento vescicale; – Gestione delle terapie parenterali; – Gestione del cateterismo vescicale; – Rilevazione e monitoraggio dei parametri vitali; – Verifica della terapia somministrata; – Esecuzione dell’elettrocardiogramma; – Compilazione, verifica e registrazione delle richieste di esami prescritti dal medico; – Preparazione della documentazione clinica necessaria per eseguire esami diagnostici; – Preparazione del materiale necessario all’espletamento dell’esame diagnostico; – Preparazione e rifornimento del carrello dei farmaci; – Aggiornamento della cartella infermieristica; – M edicazione cateteri, stomie, ferite, aghi cannula, drenaggi; – Toilette chirurgica secondo i protocolli stabiliti; – Preparazione, impostazione e gestione delle pompe di infusione; – Controllo, registrazione e gestione delle richieste di sangue ed emoderivati; – Tutoraggio del neoassunto o dello studente universitario; – Triage di pronto soccorso. 2. FUNZIONI SVOLTE IN COLLABORAZIONE: – Fornire indicazioni al paziente sul programma diagnostico-terapeutico, tempi, modalità e tecniche che siano acconsentite dal medico; – Somministrazione di terapie parenterali; – Esecuzione del cateterismo vescicale; -Preparazione della terapia infusiva; – Somministrazione terapia enterale (dunque orale o topica); – Somministrazione e controllo terapia peridurale (con possibilità di rifiutare la delega medica); – Somministrazione terapie vacciniche; – Esecuzione prelievi per esami ematochimici; – Raccolta e conservazione dei materiali biologici; –

Preparazione/somministrazione dell’emotrasfusione (con possibilità di rifiutare la delega medica); – Applicazione sondino nasogastrico; – Posizionamento del catatetere venoso centrale (con possibilità di rifiutare la delega medica); – Rimozione sondini e cateteri; – Contenzione.

2 Ministero della Salute, Dipartimento della qualità, Direzione Generale della programmazione sanitaria, dei livelli di assistenza e dei principi etici di sistema, Raccomandazione per la prevenzione della morte, coma o grave danno derivanti da errori in terapia farmacologica, Raccomandazione n. 7, M arzo 2008; M inistero della Salute, Dipartimento della qualità, DirezioneGenerale della programmazione sanitaria, dei livelli di assistenza e dei principi etici di sistema, Raccomandazione per la prevenzione degli errori in terapia con farmaci “look -alike / sound-alike”, Raccomandazione n. 12, Agosto 2010.

3  Com’è stato rilevato dalla dottrina, v. L. BENCI, Il medico sbaglia dosaggio del farmaco e il paziente muore. Responsabile anche l’infermiera che glielo ha somministrato senza accorgersi dell’errore nella prescrizione, in Quotidiano Sanità, Maggio 2016, “possiamo suddividere competenze e relative responsabilità in modo teoricamente netto: la competenza e la conseguente responsabilità medica relativa alla prescrizione dei farmaci e la competenza e conseguente responsabilità infermieristica relativa alla somministrazione dei farmaci. Negli ultimi tempi questo schema è più volte saltato con una caratteristica comune: l’errore di prescrizione medica che determina anche la responsabilità infermieristica”.

SIM EU, IRC, Policy Statement  Trattamento farmacologico da parte degli infermieri nell’emergenza territoriale, 5 – 7 novembre 2015; C. LUCIANO, G. M ARTUCCI, I. DI GIANNI, I. CIOBANU, V. LABELLA, Responsabilità professionale e raccomandazioni ministeriali: il caso della prevenzione degli errori in terapia,2^ edizione, op . cit.

5  La corte opera il richiamo alla normativa già esposta, ovvero alla Legge 251/2000 “Disciplina delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione nonchè della professione ostetrica”, alla Legge 43/2006 “Disposizioni in materia di professioni sanitarie infremieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione e delega al Governo per l’isitituzione dei relativi ordini professionali”, al D.M . 739/1994 “Regolamento concernente l’individuazione della figura e del relativo profilo professionale dell’infermiere”, al Codice Deontologico degli Infermieri vigente all’epoca del fatto (il Codice Deontologico 1999), alla Raccomandazione del M inistero della Salute del M arzo 2008.

6  L. D’APOLLO, La responsabilità del medico, op . cit. afferma inoltre che “non si profila alcun inadempimento del medico nell’ipotesi in cui il danno sia stato generato da errori ascrivibili unicamente al paziente o al sanitario [infermiere] incaricato, in quanto attinenti esclusivamente alla preparazione della terapia (assunzione di farmaci manipolati, mal preparati o male associati,

7 M inistero della Salute, Dipartimento della qualità, Direzione Generale della programmazione sanitaria, dei livelli di assistenza e dei principi etici di sistema, Raccomandazione per prevenire la ritenzione di garze, strumenti o altro materiale all’interno del sito chirurgico, Raccomandazione n°2, M arzo 2008 che si propone l’obiettivo di fornire un modello operativo utilizzabile in tutte le strutture sanitarie italiane e secondo la quale il conteggio dei materiali dovrebbe essere effettuato prima di iniziare l’intervento, durante l’intervento e prima di chiudere una cavità all’interno di un’altraa cavità, prima di chiudere la ferit a, alla chiusura della cute. Il cont eggio ed il controllo dell’integrità dello strumentario deve essere effettuato dal personale infermieristico (strumentista, infermiere di sala) o da operatori di supporto, preposti all’attività. Il chirurgo verifica ch e il conteggio sia stato eseguito e che il totale delle garze usate rimanenti corrisponda a quello delle garze ricevute prima e durante l’intervento

8  L. M ALDONATO, Nota a Cass. Pen., Sez. IV, n. 7346 del 8 luglio 2014, op . cit; L. CORNACCHIA, Responsabilità penale da attività sanitaria in équipe,in Riv. it. medicina legale, fasc. 3, 2013, pag. 1219 per cui “ sembra emergere, soprattutto con riguardo alle posizioni apicali, un paradigma di tipo olistico, di responsabilità indivisa e a rischio totale (desunto da una indebita dilatazione dell’art. 113 c.p .), ai sensi del quale è sufficiente che l’ altrui condotta scorretta fosse almeno prevedibile per essere chiamati a rispondere: di fatto, il rimprovero è per il fatto di essere membri dell’équipe medica. Ovvero, l’appartenenza all’équipe corrisponde alla partecipazione all’illecito altrui, sulla base di ciò che è conosciuto o comunque può esserlo”.

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cronache

PEDOPORNOGRAFIA: INFERMIERE DENUNCIATO, SOSPESO, RIAMMESSO AL LAVORO

investigazioni

Oltre 1.500 foto e video con bimbe in pose oscene, violate, costrette a rapporti con adulti. Immagini raccapriccianti, scoperte tra i files segreti del computer del trentino arrestato nell’operazione «Black Shadow». L’accusa per l’uomo, 46enne incensurato di professione infermiere, messo ai domiciliari e subito rilasciato, è di far parte di un gruppo molto attivo in rete nello scambio di materiale pedopornografico.

Attraverso le tracce lasciate on line in un sistema di «instant messaging» criptato, gli uomini del Compartimento della polizia postale del Trentino Alto Adige, coordinati dal vicequestore Sergio Russo, hanno ricostruito un fitto incrocio di contatti: dieci gli arresti, 47 le perquisizioni, 48 le persone complessivamente indagate (una si trova all’estero).

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Editoriali

IL CERINO ACCESO E IL GRANDE PACCO DEL DM SALUTE 2 AGOSTO

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Sul grande pacco in posta aerea del DM Salute 2 Agosto 2017 sulle società scientifiche, prendono posizione settori significativi del panorama infermieristico, della rappresentanza professionale, dell’associazionismo scientifico. Il cerino acceso torna?-resta?-si consegna? nelle mani degli uffici ministeriali incapaci di interpretare persino se stessi, figuriamoci un DM di quella portata e  le aspettative di una intera comunità professionale.

Il grande pacco richiamato in apertura può ben sintetizzarsi con la plastica posa del dispensatore di compiacimenti a comando, di azzardi e baratti, di “Buonasera Dottore, ci dica…”, dove il dottore è l’entità che gestisce il gioco mescolando i suoi stessi “pacchi” e inducendo improbabili destinatari a compiere una scelta aleatoria.

È stato chiesto di cambiare il pacco, e di aprirlo: vuoto era il posta aerea in partenza, vuoto si sta rivelando il secondo in arrivo. Il banco vince sempre…

Noi ringraziamo il dottore, rifiutiamo e andiamo avanti (ndr)

Lettera su DM 2 agosto 2017

Alla Presidente FNC Ipasvi

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Ai Componenti Cc FNC Ipasvi

Ai Presidenti Ipasvi

Ai Presidenti associazioni infermieristiche

Agli Iscritti Ipasvi

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Approfondimenti

SPLIT PAYMENT NELLA LEGGE DI STABILITA’ 2018

SPLIT PAYMENT

Estensione dello split payment a tutte le società controllate dalla P.A nella manovra correttiva 2018. In particolare l’articolo 3 del DL 148/2017 collegato fiscale alla Legge di stabilità 2018 prevede novità dal 1° gennaio 2018 per quanto riguarda le operazioni per le quali è emessa fattura a partire dalla medesima rata.

Il meccanismo della scissione dei pagamenti dell’Iva sull’acquisto di beni e servizi, si è verificato uno strumento efficace per contrastare l’evasione fiscale ed è attualmente previsto per tutte le amministrazioni dello Stato, gli enti territoriali, le università, le aziende sanitarie e le società controllate dallo Stato.

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VOIS SOLIS

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Voi siete rimasti soli e con il cerino della vergogna acceso in mano.

Lei, Leila Ben Salah, italiana, invece integrata e orientata nel tempo e nello spazio.

Noi gente semplice da voi distanti e a Lei solidali.

E solidali con tutti coloro, italiani o ospiti del nostro paese, che si trovano nelle condizioni di essere umiliati da provocazioni fuorvianti e strumentali a qualcosa di asociale e anacronistico.

Vois Soli, Lei in buona compagnia. Stateci bene.

 

 

 

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ATTIMI E FRAMMENTI DEL SENSO DI ESISTERE PROFESSIONALMENTE

notturna

Qual’è il senso, il vero significato del lavoro che svolge un infermiere?

Tante volte mi sono posta questa domanda.

Così ad ogni turno, nelle giornate migliori, in cui penso di essere stata ineccepibile tecnicamente e pronta nella risposta ai bisogni degli utenti e così nelle giornate peggiori, quelle in cui un parente te ne manda a più non posso perché lo fai accomodare fuori ed il tempo non ti basta per fare tutto perbene.

Poi ci sono giornate come quella di oggi, in cui hai tempo.

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CINQUE MILIARDI DI EURO IL VALORE DEL RINNOVO CONTRATTUALE

ACQUEAGITATE

SANITA’ RETRIBUZIONE TABELLARE MEDIA: EURO 29.951

SANITA’ RETRIBUZIONE  INDENNITA’ MEDIA: EURO 8.670

SANITA’ RETRIBUZIONE TOTALE MEDIA: EURO 38.621

Il costo chiavi in mano dell’accordo del 30 novembre scorso, quello che ha promesso 85 euro di aumenti medi mensili con il rinnovo dei contratti ai dipendenti pubblici, supera i 5 miliardi. Il compito di completare la ricerca dei fondi tocca alla legge di bilancio, e il capitolo-statali sembra destinato a diventare il più corposo nella colonna della spesa di una manovra che alle altre uscite dedica per ora cifre declinate in milioni e non in miliardi.

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