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Approfondimenti

cronache

SAVE THE NURSING ANCHE DAGLI INDIFENDIBILI IN ASL NAPOLI 1

SAVE THE NURSING II
Tutti a parole contro il demansionamento, ma molto stranamente la “sanificazione” del contesto rilevato in ASL Napoli 1 viene strumentalmente eccepita e contestata come di pertinenza infermieristica e con l’avvallo sindacale confederale o autonomo, ma non ha importanza. Ha importanza che poi però si scenda in piazza a manifestare… La ASL Na 1 ha dato un segnale. Per completare il cerchio, alla prova dei fatti sono ora attese le altre entità di riferimento. (ndr)
Un paziente in Rianimazione ha delle formiche sul lenzuolo. I medici dell’ospedale se ne accorgono e chiamano la ditta di pulizie, due infermieri si oppongono e si rivolgono addirittura ai propri rappresentanti sindacali, ritenendo che la questione sia di loro competenza. Si accende una discussione e intanto le formiche restano lì, fino a che il lenzuolo non viene sostituito. È questa la ricostruzione che ha portato l’Asl Napoli 1 a sospendere per 30 giorni due infermieri dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Napoli e per dieci giorni i due sindacalisti arrivati sul posto.
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Editoriali

SAVE THE NURSING

SAVE THE NURSING

Continuano a più riprese rappresentazioni di fatti, contesti ed opinioni che nulla hanno a che vedere con il corretto esercizio della professione infermieristica nel front e back office dell’organizzazione del lavoro, e nemmeno dell’espressione del libero pensiero in tutte le sue forme.

In ultimo, l’incredibile petizione di cui al link http://chng.it/gntgX6MH

Incredibile non tanto per il contenuto e le motivazioni, quanto per il corredo di commenti incommentabili proprio da parte di chi vorrebbe vedere sanzionata una parte terza.

Carta stampata, social, televisioni, manifesti 6 x 3, annunci e manifestazioni varie: nessuno può dichiararsi esente da un approccio spesso creativo e superficiale su iscritti all’albo, maggiormente rappresentati in Italia in un Ordine, impegnati in tutte le forme del mercato del lavoro nella sanità pubblica, privata e nella libera professione.

Da iscritti all’Ordine, con maggiore sottolineatura, la responsabilità è da considerarsi parimenti rilevante.

La “rete” che diventa una trappola invece che intesa come collaborazione.

Dalla “cronaca locale” alle “grandi inchieste” giornalistiche, dalla provocazione social a manifestazioni di piazza, è sottile il confine che separa il lecito dall’inaccettabile e controproducente.

La redazione di compartosanita.it:

  • è per la corretta informazione
  • è per l’autorevole rappresentanza di cosa si voglia raccontare e condividere, criticare o osannare
  • è per la tutela e la valorizzazione di una immagine infermieristica composita come composite le dinamiche  e le evidenze di una professione siano esse scientifiche, tecniche, umanistiche, teoriche, organizzative, sociali, etiche, comunicative
  • è per la discussione anche serrata su cosa possa dividere, ma senza trascurare o disconoscere cosa unisca e/o cosa sia utile per

#savethenursing dagli urlatori, dai venditori di fumo, dagli specialisti degli specchietti per le allodole, dai giornalisti con la g minuscola che non verificano e fieri di sbattere il mostro in prima pagina, dagli opinionisti seriali e onnipresenti sui social. E dai lanciatori di petizioni on line.

Non sono questi i mezzi, i fini e le prospettive che accomunano in virtù dell’art. 1 del Codice Deontologico Professioni Infermieristiche.

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cronache

CLAMOROSO AL GRASSI…

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Roma, analisi gratis a parenti e amici: indagati 17 infermieri del Grassi

Una corsia privilegiata riservata agli amici e ai parenti di diciassette infermieri dell’ospedale Grassi di Ostia quando avevano la necessità di fare le analisi del sangue e delle urine. Presto e senza pagare il ticket. Ora gli impiegati della struttura, tutti assunti nel reparto di chirurgia, rischiano di finire sotto processo con l’accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato, dopo la chiusura delle indagini da parte della procura.

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Editoriali

SERRATA DEL BAR BALANZON

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La deriva comunicativa della signora è stranota ma stante la protagonista, l’organizzata “peti-zione” su http://chng.it/gntgX6MH rischia di mettere solo fieno in cascina del narciso che è in lei.

È del tutto inutile dal punto di vista formale.

Chi voleva, avrebbe potuto segnalare all’ OMCEO Venezia la violazione del codice di deontologia medica da parte dell’innominabile unica avventrice del Bar Balanzon, come già peraltro avvenuto da parte di alcuni OPI ex Collegi IPASVI alle prime avvisaglie ed in tempi non sospetti.

Tutta questa importanza nazionale sovvraespone l’interessata ulteriormente: è del tutto spropositata.

Si agisce in silenzio, l’attenzione la meritano le cose serie, e il Bar Balanzon è un tavolino vuoto.

Per dovere di cronaca e per onestà intellettuale, certi commenti a sostegno della sottoscrizione alla ”peti-zione” sono  in linea con quanto si intenderebbe rilevare, quindi anch’essi border line e violanti la dignità e il rispetto della persona. Chiamasi: coerenza. 

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Approfondimenti

ALZARE VOCE E AUTOREVOLEZZA: UN DIRITTO IRRINUNCIABILE

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Riceviamo continue sollecitazioni a non invadere campi altrui, come se ognuno degli attori di cui trattiamo tutti i giorni debba sentirsi immune da critiche, esente da responsabilità, esempio fulgido di politica sindacale a prescindere.

Sbagliamo tutti, loro compresi.

Se un sindacato scende in piazza al grido ”no demansionamento” ma nel frattempo sottoscrive l’art. 64 lettera h) ccnl sanita’, deve risponderne, idem deve confrontarsi  chi “clona” messaggi comunicativi, o chi non retribuisce i propri dipendenti, o chi lancia la pietra e nasconde la mano, o chi lancia la nuovissima e originale iniziativa “area contrattuale autonoma”, e potremmo continuare.

Raccontare fatti e corredarli da punti di vista alternativi è un valore aggiunto.

Lo si fa per migliorare domani.

E mai rinunceremo al diritto all’espressione del libero pensiero. Sia che si approfondisca di un sindacato, sia che sotto la lente di ingrandimento mettiamo una azienda della sanità privata.

Condividiamo quindi uno stralcio dell’editoriale odierno di Carlo Verdelli su “La Repubblica”. La pensiamo allo stesso modo.

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FP CGIL 12 MAGGIO: QUALE MESSAGGIO COMUNICATIVO?

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Il messaggio comunicativo estrapolato e/o estrapolabile dal manifesto della Fp CGIL per il 12 maggio, è potenzialmente equivoco.

Se ci chiedessimo se rappresenta una infermiera che chiede un deciso stop alle violenze fisiche e verbali o una Giorgia Meloni che abbozza un timido saluto romano, forse le risposte esatte sarebbero entrambe…

 

 

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Editoriali

TROVA LA DIFFERENZA

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Sul 12 Maggio avevamo scelto di non intervenire. È 12 Maggio domani 13, è 12 Maggio ieri 11.

Ma sull’iniziativa Fp CGIL che ”clona” Opi Arezzo non possiamo esimerci: sembra lo stesso art director, grafico, web designer, committente. Sono invece differenti nella funzione e negli obiettivi di fondo.

Che poi possano ritrovarsi sul medesimo messaggio può starci ed anzi è sempre auspicabile.

Però le troppe similitudini, almeno tra gli addetti ai lavori, non si possono non evidenziare, e un pochino di fantasia non avrebbe guastato.

Esattamente come,  da altri punti di vista e attori sindacali, invochiamo coerenza da chi scende in piazza contro il demansionamento e però firma l’art. 64 lettera h) CCNL Comparto Sanita’, e da chi ancora si appella alla vetusta proposta ed in tempi non sospetti dell’area di contrattazione autonoma, bocciata dalla storia e dai fatti.

Elementi di novità tra i contesti e gli ambiti citati non ne vediamo.

Diamo ad Opi Arezzo ciò che non è di FP CGIL.

E restituiamo dignità a chi subisce messaggi impropri dagli specialisti di specchietti per le allodole…

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cronache

DENUNCIATELI

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Ci risiamo, e sempre per lo stesso errore di superficialità nell’inchiesta giornalistica e/o per l’esigenza di farsi leggere sbattendo il mostro in prima pagina e arrecando danno ad una intera comunità professione. Chi ha compiuto il delitto del quale è chiamata a rispondere, lo ha comunque commesso a prescindere del titolo di lavoro posseduto. Ma non è una infermiera.

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NO AL DEMANSIONAMENTO: DANNO D’IMMAGINE A CAGLIARI

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Il nuovo che avanza e che straparla di demansionamento senza cognizione e che danneggia  senza averne titolo una intera professione. Succede a Cagliari il 10 maggio 2019. Commenti incommentabile. Complimenti al Nursin Gap.

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2503745226326964&id=308154245886084

Cagliari, infermieri sardi furiosi: “Umiliati e trattati come i camerieri, vogliamo stipendi più alti”

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Editoriali

# NO ARTICOLO 64 LETTERA H CCNL COMPARTOSANITA

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Tutti i firmatari del CCNL Sanità 2018 e dell’istituto contrattuale art. 64 lettera h) sono corresponsabili della previsione che i dipendenti debbano eseguire ordini di servizio demansionanti e dequalificanti, contro i quali oggi fanno finta di manifestare. #COERENZA

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