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118 PIEMONTE: O PRIVI DI PRECEDENTI ED ONORABILI, O NIENTE

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Le ambulanze restano chiuse in garage “Il 118 vuole volontari senza precedenti penali”
IL CASO
Servizi di soccorso per il 118 congelati per mancanza dei requisiti, compresi quelli di «onorabilità». Anche i guai giudiziari di presidenti e responsabili della associazioni di volontariato hanno condizionato l’esito del bando pubblico, chiuso a fine 2018, per l’affidamento dei servizi continuativi di soccorso e delle «emergenze» in estemporanea – cioè su disponibilità di mezzi e personale – in Torino e provincia. Tanto che la Città della Salute ha dovuto rimettere a bando, con scadenza oggi, le postazioni rimaste vacanti.
https://www.lastampa.it/2019/01/15/cronaca/le-ambulanze-restano-chiuse-in-garage-il-vuole-volontari-senza-precedenti-EGA83MY8ciyHt5mXI2I5JI/premium.html
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INFERMIERI? NESSUN CONFLITTO D’INTERESSE

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Il termine interesse deriva dal verbo lat. interesse, comp. di inter «tra» ed esse «essere», e significa appunto «essere in mezzo, partecipare, importare».

Nella lingua italiana, questo termine indica abitualmente un’utilità, un vantaggio, una convenienza percepita da un soggetto o da una collettività in senso non solo materiale ed economico ma anche spirituale, morale.

In termini di azione, esso è utilizzato per indicare una partecipazione pratica e attiva dello spirito a una qualsiasi realtà che si concreta in vario modo, ad esempio come desiderio di conoscere e di apprendere o come impegno nello svolgimento di qualcosa.

L’interesse, quindi, è inteso sia come spinta, sia come azione.

Ma non solo. L’interesse può mettere in luce anche un legame.

Quando?

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Editoriali

PERSEVERARE E’ LA SOLUZIONE

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”...iniziativa eccezionale..”.

Ieri, con queste parole, il Presidente della Camera dei Deputati on. Roberto Fico ha definito la prospettiva dell’iniziativa ordinistico infermieristica dedicata ai disabili sensoriali, e presentata unitamente ad una copia esclusiva della Costituzione della Repubblica italiana stampata in Braille.

Il Presidente ha colto sia nel segno che nell’immaginario della comunità infermieristica: rendersi utile, partecipe, precursore, al servizio delle istituzioni ai più alti livelli e nell’interesse meno autoreferenziale possibile che è quello dei cittadini e dei più fragili.

Declinare il recepimento di una legge dello Stato non è stato semplice e non sarà mai un obiettivo raggiunto.

Da qualche punto era necessario partire, proporre, contaminare, perseverare, insistere, difendere l’iniziativa sino a farla radicare,  pur circondati dall’indifferenza di molti, politici e politicanti inclusi.

Impegno progettuale per comunicare e interagire con ciechi e sordi, metterli sullo stesso piano di chi vede e sente, provare a renderli autonomi.

Da ieri tutto questo è meno anonimo.

Un germoglio può piegare anche la resistenza dell’asfalto.

Soprattutto quando le barriere da abbattere sono, più che architettoniche, culturali.

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SI ACCETTANO SCOMMESSE

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Si accettano scommesse.

E’ facile elencare le azioni che un disabile visivo grave al contrario di un normovedente non riesce a compiere, ma proviamo a osservare la questione dalla prospettiva opposta.

Azioni che un disabile visivo minimamente sveglio e preparato svolge quotidianamente e un normovedente non riesce di solito a fare senza guardare:
– camminare…
– salire e scendere le scale al buio;
– trovare la chiave giusta e inserirla agevolmente nella serratura;
– infilare una spina nella presa o un connettore nella “porta” giusta;
– riconoscere le monete e, magari, anche le banconote;
– sbucciare, tagliare e affettare frutta e verdura;
– riconoscere il formato della pasta palpando il sacchetto;
– cucinare senza scottarsi le dita;
– tagliare i cibi nel piatto;
– versare dei liquidi in un contenitore senza farli tracimare;
– allacciare le scarpe;
– tagliarsi le unghie;
– farsi la barba;
– truccarsi;
– usare smartphone e computer (con tecnologie assistive);
– leggere (in Braille, audiolibri o attraverso sintesi vocale);
– studiare e lavorare, grazie a postazioni debitamente adattate;
– praticare qualunque tipo di sport;
– suonare, cantare, recitare, scrivere, dipingere, fotografare, manipolare argilla…
– guidare alla cieca (questo riesce… solo ai retinopatici più pericolosi e ai chattatori compulsivi).

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L’ORARIO DI LAVORO E I RIPOSI

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La nuova edizione di questo volume del Commentario si propone innanzitutto di dar conto in modo preciso delle radici ormai secolari e dell’evoluzione della disciplina in ciascuno dei capitoli in cui la materia stessa si suddivide: limiti di estensione temporale della prestazione, disciplina della collocazione temporale, del lavoro straordinario e di quello notturno, dei riposi giornalieri, settimanali e annuali, del lavoro a tempo parziale.

Sulla base dello studio attentamente documentato di questa evoluzione (che costituisce una peculiarità di questo Commentario) viene proposta una visione sistematica unitaria della nuova disciplina, e una lettura coerente di ciascuna delle numerosissime disposizioni di dettaglio, anche alla luce della giurisprudenza europea e nazionale, nonché dei provvedimenti amministrativi e delle numerose risposte ministeriali a interpelli degli anni più recenti.

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PEC 2.0 TRA LE PIEGHE DEGLI INTERVENTI LEGISLATIVI DI FINE 2018

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Tra le pieghe degli interventi legislativi di fine anno, si registrano anche importanti interventi in materia di Posta Elettronica Certificata e di governance del sistema di PagoPA.

Sul primo fronte, in particolare, l’art. 8, comma 5, del d.l. 135/2018sostituisce il settimo comma dell’art. 65, comma 7, del decreto legislativo n. 217/17 con la seguente previsione:

con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentiti l’Agenzia per l’Italia digitale e il Garante per la protezione dei dati personali, sono adottate le misure necessarie a garantire la conformita’ dei servizi di posta elettronica certificata di cui agli articoli 29 e 48 del decreto legislativo del 7 marzo 2005, n. 82, al regolamento (UE) n. 910/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2014, in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno e che abroga la direttiva 1999/93/CE. A far data dall’entrata in vigore del decreto di cui al primo periodo, l’articolo 48 del decreto legislativo n. 82 del 2005 e’ abrogato”.
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PAROLA D’ORDINE: COMUNICAZIONE

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Medici, Asl e ospedali: la sanità italiana non sa usare i social

saper comunicare in sanità è importante e i social media sono uno strumento imprescindibile oggi, ma in Italia non sono molte le Aziende Sanitarie ad averlo capito.

Secondo quando emerge dal Rapporto OASI 2018 dell’Università Bocconi in collaborazione col CEDAS, in un sondaggio condotto su 51 fra Aziende Sanitarie Locali (ASL), Aziende Ospedaliere (AO) e Ospedaliero Universitarie (AOU) e Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS), 18 non sono presenti per nulla sui social media, nemmeno su Facebook. Ma solo 3 delle 51 aziende sono presenti su Instagram, il social più in voga oggi fra i più giovani.

Al primo posto troviamo Facebook, scelto da 33 aziende su 51, cioè il 65% del campione, al secondo posto YouTube (adottato in 21 aziende), seguito da Twitter (15) e LinkedIn (14). Solo 4 aziende utilizzano piattaforme di blogging.

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RAI SOSPENDE GLI SPOT TENDENZIOSI E DANNOSI PER LA SALUTE

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La pubblicità è finita nel mirino dei camici bianchi sarà sottoposta «all’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria (Iap) «per una sua opportuna valutazione»

Dopo la dura reazione dei medici, la Rai sospende «in via cautelativa» lo spot sui risarcimenti per presunti errori sanitari negli ospedali. Lo annuncia la stessa azienda in una nota: la pubblicità, in programma «dal 26 dicembre al 5 gennaio per un totale di 42 passaggi», ma finita nel mirino dei camici bianchi, sarà sottoposta «all’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria (Iap) per una sua opportuna valutazione».

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OPERATORI SANITARI ESONERATI DALLA FATTURAZIONE ELETTRONICA

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Chi è esonerato dalla fatturazione elettronica?

Dal 2014 la fatturazione elettronica veniva già utilizzata nei rapporti commerciali tra aziende private e Pubblica Amministrazione. Dal prossimo primo gennaio 2019 la e-fattura diventerà obbligatoria anche nei rapporti tra fornitori (B2B) e tra fornitori e consumatori (B2C). L’ultimo emendamento al Decreto fiscale introduce, però, l’esonero dall’obbligo per alcune categorie, tra cui gli operatori sanitari. Per il periodo d’imposta 2019, i soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema tessera sanitaria, potranno continuare ad utilizzare i documenti cartacei.

OPERATORI SANITARI ESONERATI. Nello specifico i contribuenti esonerati sono: le aziende sanitarie locali, le aziende ospedaliere, gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, i Policlinici universitari, le farmacie pubbliche e private, i presidi di specialistica ambulatoriale, le strutture per l’erogazione delle prestazioni di assistenza protesica e di assistenza integrativa, i presidi e le strutture accreditati per l’erogazione dei servizi sanitari, le strutture autorizzate per l’erogazione dei servizi sanitari e non accreditate al Ssn, gli iscritti all’Albo dei medici chirurghi e degli odontoiatri, gli iscritti agli Albi professionali degli psicologi, gli iscritti agli Albi professionali degli infermieri, gli iscritti agli Albi professionali delle ostetriche, gli iscritti agli Albi professionali dei tecnici sanitari di radiologia medica, gli esercenti l’arte sanitaria ausiliaria di ottico, gli iscritti agli Albi professionali dei veterinari, le strutture autorizzate alla vendita al dettaglio di medicinali veterinari, gli esercizi commerciali che svolgono l’attività di distribuzione al pubblico di farmaci ai quali è stato assegnato dal Ministero della Salute il codice identificativo univoco (parafarmacie).

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