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Approfondimenti

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SANITA’ DIGITALE: MAI DIRE APP

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Giancarlo Verona, Rettore dell’Università Bocconi, ha scritto su La Repubblica del 9 maggio che non basta avere il digitale ma occorre anche, in una società moderna, un’architettura digitale. Non solo concordo pienamente con lui, ma aggiungo che nella sanità italiana, alle prese con la drammatica emergenza Coronavirus, c’è tanto digitale sparso ovunque ma manca ancora un’architettura digitale.

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Editoriali

NON C’E’ 2 SENZA 3

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Siamo tornati dall’autoquarantena, abbiamo resistito alla fase 1 e alla fase 2, siamo riemersi dal passato remoto e niente, forse, sarà più come prima nel prossimo venturo.

 

Invasi da una mole immane di disinformazione e da chi la sparava più grossa, letteralmente sommersi da pallottolieri e da chi vendeva per scoop notizie vecchie di loro esattamente un minuto dopo essere state pubblicate, schiacciati tra terrorismo “epidemioillogico” e complottismo last minute, abbiamo  scelto il profilo bassissimo e di lasciare il campo libero.

 

Il campo libero da equivoci, da interpretazioni creative, da strumentalizzazioni, da mancanza di rispetto per coloro che stavano in back e front office a combattere da soli contro quasi tutti e contro molti, ad iniziare dagli avvelenatori di pozzi seriali nella carta stampata, nell’organizzazione del lavoro, in certo sindacalismo a bassissima scala, in certa politica anche ai massimi livelli.

 

Domani si perfeziona  la trifasica CoViD19 a corrente alternata (produzione del problema, distribuzione delle sue conseguenze, utilizzo di qualche artifizio per limitarne i danni), ma oggi 2 Giugno 2020, di dominio pubblico la festa di tutti  e che dovrebbe unire prima che dividere, ci dedichiamo al riposizionamento di una lente di osservazione del mondo del lavoro e sindacale in sanità che trova pochi punti di contatto con altri prodotti cosiddetti “giornalistici”, non proprio un difetto e piuttosto un valore aggiunto di queste pagine.

Domani è un altro giorno di un’altra era.

Ben ritrovati

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Editoriali

LE BUONE MANI DI ALCUNI SUL SSN

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La redazione di compartosanita.it è in autoquarantena per evitare il tentativo di contaminazione da parte della valanga di disinformazione non validata scientificamente e che si è abbattutta sugli uomini e sulle donne di buona volontà che reggono le sorti del SSN. Siamo disorientati sia da tanta approssimazione e pressapochismo, che dai venditori di fumo e dai boccaloni.

Tutti infettivologi, tutti ministri degli esteri, tutti sottosegretari alla sanità, tutti sindaci e assessori, tutti massimi esperti di salute pubblica e di dispositivi di protezione individuali.

Tutti opinionisti senza che venga chiesta loro una opinione: sembriamo a “Il processo del Lunedì” con l’aggravante della versione quotidiana.

Come cittadini e professionisti della salute ed infermieri, è da ribadire che i punti di riferimento restano Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Organizzazione Mondiale di Sanità, Assessorati Regionali alla Sanita, FNOPI, OMCEO, e tutta una serie di associazioni tecnico-scientifiche di professioni sanitarie. Autorevoli e da seguire anche Quotidiano Sanità, Gimbe, 24 Ore Sanità.

Il vaccino contro l’ignoranza e la deriva culturale ed informativa non verrà mai sperimentato: denari sprecati.

E’ da dire a chiare lettere che a tutti i livelli interessati istituzionali e aziendali  gli infermieri, i medici, i tecnici, i manager, i volontari hanno le loro mani sul SSN e suoi cittadini, anzi in questo momento sono le sole possibili articolazioni politiche e gestionali per condurre il paese al superamento del momento dal punto di vista clinico e sanitario.

Mani operose, mani buone, mani decise, mani che non hanno paura.

 

 

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DISCONNESSO

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Il paladino dei diritti ad orologeria che non può tutelare se non per interposta persona abilitata, il guru della “non iscrizione all’Albo Professionale Infermieristico” nonché massimo esperto mondiale in non meglio precisate materie giuridiche pur in  difetto del requisito di iscrizione all’”Albo Forense non dei praticanti sine die”, è sospeso dal servizio presso l’azienda pubblica nella quale esercitava abusivamente, conclamata la carenza di iscrizione all’Ordine Infermieristico di riferimento..

Lui è lui, e noi non siamo nessuno, ma l’iscrizione all’Ordine la consideriamo un valore e non un capriccio.

Disconnesso, finalmente, e non può dire di non essere stato preavvisato più e più volte.

Uno che non riesce nemmeno a tutelare se stesso…

E non è finita qui….

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FRANCOBOLLO DEDICATO AD UNA INFERMIERA

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Maria Assunta Lorenzoni detta Tina (Macerata, 1918 – Firenze, 21 agosto 1944) è stata una partigiana infermiera crocerossina italiana, Medaglia d’oro al valor militare alla memoria. Dovrebbe essere il primo prodotto filatelico (chiudi lettera) italiano dedicato a una Infermiera.

(Estratto da Esposizione Filatelica Infermieristica 2020 Opi Carbonia Iglesias)

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NURSING: 200 ANNI E NON SENTIRLI

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Oms: “Infermieri spina dorsale del sistema sanitario per la copertura sanitaria universale”
In Italia carenza di oltre 50mila unità, nel mondo secondo l’Oms ne mancano 9 milioni
Il 12 maggio celebrazioni della Federazione nazionale degli infermieri per la giornata internazionale dell’Infermiere in onore del 200º anniversario della nascita di Florence Nightingale,
madrina fondatrice dell’infermieristica moderna, nata a Firenze
Dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2020 l’Oms e i suoi partner (Consiglio internazionale degli infermieri ICNNursing Now – campagna mondiale lanciata dall’Oms e Icn per affermare la leadership infermieristica che si concluderà quest’anno – , Confederazione internazionale delle ostetriche, Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione) hanno deciso di celebrare il lavoro di infermieri e ostetriche, ma anche le difficili condizioni che questi professionisti devono spesso affrontare.
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Editoriali

IL DADONE E’ TRATTO: QUALI “VENTI”, PER QUALE “COMPARTO”

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Al di là degli inflazionati buoni propositi individuali professionali e delle prospettive collettive contrattuali, l’anno che ci accompagna ha nella sua estensione letterale un elemento positivo, che alita novità, che richiama a cambiamenti, che rifugge la stagnazione, che agita se soffia, e se soffia forte che incute rispetto. Ci sarebbe solo da preoccuparsi se non sibilano.

Sono i “venti” del riscatto in ambito sociale, economico, politico, contrattuale dipendenti del SSN non dirigenti.

La rappresentanza della tutela e del raggiungimenti degli interessi e dei diritti-doveri dei lavoratori del comparto sanità è una priorità su tutto.

Retribuzioni appiattite, sperequazioni evidenti tra aree e ccnl, istituti contrattuali superati dai tempi e dai fatti alcuni e mai innovati degli altri.

“Venti” di incrementi retributivi a regime almeno del 3,48%, corrispondenti a un beneficio medio complessivo mensile in linea con il rinnovo del contratto della dirigenza medica, a meno che la valorizzazione nelle retribuzioni per la remunerazione delle asfittiche condizioni di lavoro del comparto sanità non viaggi su un binario defilato e marginale nel SSN.

Sul futuro del rinnovo dello scaduto, e nato tale, ccnl comparto sanità, la Speranza è sempre l’ultima a morire e il Dadone è tratto.

E’ quindi sempre il momento buono per fare non gli italiani ma buoni contratti collettivi.

Luci accese sui “venti” in arrivo.

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Editoriali

#GIORNALISTIALLORDINE

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#GIORNALISTIALLORDINE

A volte ritornano sul già ridetto, spendendo parole parole parole per vendere una novità che novità non è, essendo del 2003 il dibattito sul tema dell’area contrattuale autonoma.

Beninteso, è legittimo accreditarsi e spendersi in iniziative collettive, ma per completezza d’informazione e restituire corretti punti di riferimento, è da dire che le prerogative per individuare e ridefinire nuovi comparti e nuove aree di contrattazione del pubblico impiego sono (erano) dell’Aran e delle Organizzazioni Sindacali per il tramite di un accordo Quadro Nazionale, con la prospettiva che possa (potessero) davvero incidere sull’assetto del sistema contrattuale pubblico.

Clamorosamente fallita sia la prospettiva che l’incidenza.

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