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ALZARE VOCE E AUTOREVOLEZZA: UN DIRITTO IRRINUNCIABILE

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Riceviamo continue sollecitazioni a non invadere campi altrui, come se ognuno degli attori di cui trattiamo tutti i giorni debba sentirsi immune da critiche, esente da responsabilità, esempio fulgido di politica sindacale a prescindere.

Sbagliamo tutti, loro compresi.

Se un sindacato scende in piazza al grido ”no demansionamento” ma nel frattempo sottoscrive l’art. 64 lettera h) ccnl sanita’, deve risponderne, idem deve confrontarsi  chi “clona” messaggi comunicativi, o chi non retribuisce i propri dipendenti, o chi lancia la pietra e nasconde la mano, o chi lancia la nuovissima e originale iniziativa “area contrattuale autonoma”, e potremmo continuare.

Raccontare fatti e corredarli da punti di vista alternativi è un valore aggiunto.

Lo si fa per migliorare domani.

E mai rinunceremo al diritto all’espressione del libero pensiero. Sia che si approfondisca di un sindacato, sia che sotto la lente di ingrandimento mettiamo una azienda della sanità privata.

Condividiamo quindi uno stralcio dell’editoriale odierno di Carlo Verdelli su “La Repubblica”. La pensiamo allo stesso modo.