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sanità privata

AIAS: IO CHE NON AVEVO PAURA DI NESSUNO? CONCORDO E NON FALLISCO

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Se fosse confermato che gli avvocati dell’Aias abbiano presentato al giudice fallimentare del Tribunale di Cagliari istanza di concordato preventivo in funzione della sospensione dell’esame della richiesta di fallimento per insolvenza nei confronti di circa 1.200 dipendenti che vantano ancora 12 mensilità arretrate, siamo di fronte ad una svolta epocale che attesta il dissolvimento dell’autorevolezza e del monopolio nel campo dell’assistenza a disabili: il management AIAS scende a più miti consigli, non si agita e ne si scompone, diciamo che prende atto del sipario che cala e non si cura di chi lo rieleverá.

A prescindere da quale pronunciamento del collegio del Tribunale civile, si chiude una pagina di sanitá privata anche se, forse, sará ancora alla famiglia consentito un tentativo di piano di ristrutturazione a salvaguardia dei posti di lavoro e della prosecuzione dei servizi per le tante famiglie interessate.

Un escamotage per salvare la faccia, e poter dire ”io che non avevo paura di nessuno ho concordato e non fallito”.

Dopo tutti i licenziamenti, i procedimenti e le sospensioni disciplinari, gli ordini di servizio, i comunicati ai dipendenti e alla stampa, le retribuzioni arretrate che 10 erano e 10 sono, la deriva politica e imprenditoriale e di immagine, che l’escamotage riesca è un sei al SuperEnalotto.

Il piano di “ristrutturazione”, per essere credibile, doveva essere presentato anni fa e in tempi non sospetti, alle prime avvisaglie di difficoltá.

Siamo nell’Ottobre 2019 e ancora a chiedere di vedere carte, documentazioni, conti.

Uno stillicidio. Uno spettacolo irrispettoso di chi guarda ai propri diritti.

Una ennesima conferma che i lavoratori sono alla fame ma certo management ben oltre la frutta.