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Aziende Sanitarie

8000 DIPENDENTI ENTRERANNO A TRENTO INCROCIANDO LE BRACCIA

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TRENTO. Anche i dipendenti della sanità pubblica sono pronti a incrociare le braccia.

Lo annuncia la Cgil visto che ”da oltre un mese ormai abbiamo chiesto un incontro con la nuova assessora provinciale alla sanità, Stefania Segnana: non abbiamo ancora nessun riscontro – comunicano il segretario generale Luigi Diaspro e la responsabile di categoria Gianna Colle– mentre ci sono 8 mila dipendenti della sanità pubblica trentina che aspettano risposte per il rinnovo dei loro contratti

Per questo la Cgil annuncia che se non si otterrà un riscontro entro i primi giorni del 2019 la categoria valuterà insieme ai lavoratori le azioni da mettere in atto.

 

Decisa anche la Cisl Fp che con il segretario Giuseppe Pallanch, spiega cheil sindacato la mobilitazione l’ha già fatta e continuerà a farla, ma intanto l’accordo stralcio lo ha firmato al contrario proprio della Cgil. ”In quel caso si è persa un’occasione per dare dignità ai lavoratori e la speranza è quella di non dover ripartire da zero, ma da quanto già pattuito per valorizzare tutte le professioni sanitarie e non. L’assessora si è insediata da poco e anche noi attendiamo di incontrarla – spiega Pallanch – a gennaio, ma è importante ritrovare anche l’unità sindacale per chiudere il contratto e avviare il percorso per l’accordo 2019-2021. E’ ora di chiudere l’accordo per rilanciare l’intero comparto“.

 

Comunque l’assessora Segnana al rientro dalle vacanze di Natale avrà parecchio da lavorare. Il segretario della Cisl medici (sindacato di maggioranza assoluta del comparto) ha già incontrato l’assessora e proprio dopo averle parlato ha così commentato: ”La riunione è stata deludente e si è svolta con un muro contro muro. Pertanto annunciamo una ferma opposizione e stiamo predisponendo lo stato di agitazione sindacale che prelude lo sciopero generale della categoria della medicina generale”. L’assessora, infatti, ha riproposto il modello delle Aggregazioni funzionali territoriali (gli ambulatori condivisi dai medici, raggruppati in unici locali) e sullo sblocco dei contratti non ha dato le rassicurazioni del caso.

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E anche per i dipendenti dell’azienda sanitaria (parliamo di circa 8 mila persone) la battaglia dei sindacati è principalmente sul discorso contrattazione. Poco tempo fa Cisl e Fenalt hanno dato l’ok all’accordo stralcio (che intanto aggiunge circa 1.000 euro al personale) in attesa, però, di arrivare al contratto vero e proprio. Eppure il fatto che l’esecutivo debba ancora trovare un nuovo dirigente spaventa perché, spiegano i sindacati, potrebbe far allungare ulteriormente i tempi della trattativa.

 

“Al di là del metodo scelto, che è condivisibile se porterà all’individuazione di una figura professionalmente competente – sostiene Gianna Colle della Cgil – temiamo che questa partita possa portare ad un’ulteriore perdita di tempo. Per questa ragione chiediamo un segnale da parte dell’assessore competente: per noi è indispensabile che le risorse già individuate e stanziate per il rinnovo del contratto del comparto della sanità nel bilancio provinciale 2018 vengano erogate ai lavoratori attraverso una contrattazione rispettosa anche di quanto prevede la delibera 2.417 del 2016 per l’individuazione di un maggiore equilibrio nella distribuzione dei fondi, tenendo conto di tutte le figure professionali”.

 

https://www.ildolomiti.it/societa/2018/sanita-dopo-i-medici-anche-gli-8-mila-dellazienda-sanitaria-chiedono-risposte-allassessora-la-cgil-da-un-mese-chiediamo-un-incontro